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Plaud NotePin S, il registratore IA si fa indossabile (ma è facile da perdere)

di pubblicato il nel canale Device Plaud NotePin S, il registratore IA si fa indossabile (ma è facile da perdere)

Quattro modi di indossarlo, stessa app del Plaud Note Pro e integrazione con il desktop. Il registratore IA da indossare di Plaud eccelle in mobilità, ma resta vincolato all'abbonamento ed è facile da perdere

 

I registratori digitali con IA hanno smesso di essere una novità. Nel giro di poco più di un anno la categoria si è consolidata, con caratteristiche ormai condivise: un dispositivo tascabile cattura l'audio, un'app lo trascrive, un motore di IA produce riepiloghi, mappe mentali, sintesi su misura per il contesto. La differenza tra un prodotto e l'altro è determinata dal form factor, dalla qualità dell'elaborazione e la convenienza, raramente dai requisiti di base.

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In questo scenario Plaud è stata l'antesignana e mantiene una posizione di riferimento con una gamma a due modelli: il Plaud Note, recentemente rinnovato nella versione Plaud Note Pro che abbiamo già recensito, e il Plaud NotePin, ora aggiornato nella versione Plaud NotePin S che abbiamo provato per questa recensione. Stessa app, stesso ecosistema, stesso approccio all'IA, ma due formati pensati per situazioni d'uso diverse. Il Note è il registratore tascabile in formato carta di credito, da appoggiare sul tavolo o agganciare al retro dello smartphone. Il NotePin è il modello da indossare, pensato per chi ha bisogno di catturare l'audio anche stando in piedi, in movimento, con le mani occupate o in contesti in cui tirare fuori un dispositivo è scomodo o distrae. Il meccanismo di lavoro è lo stesso, ma cambia ciò che il prodotto rende possibile.

L'hardware: dimensioni minime e quattro modi di indossarlo

Il NotePin S ha le proporzioni di una capsula: 51 x 21 x 11 millimetri per 23,2 grammi compresa la spilla magnetica, 17,4 grammi senza. È più piccolo e più leggero del Note Pro, e in versione "nuda" pesa quanto una pila stilo. Il corpo è disponibile in tre colori (nero, argento, viola) e ha un solo pulsante fisico, che concentra tutta l'interazione con il dispositivo: pressione lunga per avviare e terminare la registrazione, pressione breve per segnalare un momento da evidenziare. Una vibrazione conferma ogni azione. Non c'è un display: il riscontro visivo è limitato a un piccolo LED accanto al microfono principale.

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Il sistema di microfoni è composto da due capsule MEMS, con una portata dichiarata fino a tre metri. La distanza è inferiore a quella del Note Pro, che arriva a cinque, e si spiega con i diversi scenari d'uso a cui il NotePin S è destinato: a fronte di un'autonomia comparabile e di dimensioni nettamente più contenute, ci si aspetta che il dispositivo sia vicino a chi parla, perché viene indossato. La memoria interna è di 64 GB, sufficiente per giornate intere di registrazione, anche perché il trasferimento dei file all'app avviene a ogni connessione, liberando lo spazio. L'autonomia dichiarata è di venti ore di registrazione continua e fino a quaranta giorni di standby. La ricarica avviene tramite una piccola dock magnetica con cavo USB-C: serve sganciare la spilla magnetica prima di appoggiare il dispositivo. Il NotePin S supporta inoltre Find My di Apple, dettaglio non trascurabile su un prodotto così piccolo, come vedremo più avanti.

L'elemento che caratterizza di più il NotePin S è però la versatilità con cui può essere indossato. Nella confezione sono inclusi quattro accessori: una spilla magnetica, una clip, un cordoncino da collo e un cinturino da polso. Tutti già presenti, senza dover acquistare nulla a parte. Questo significa che si può collocare il dispositivo sul bavero della giacca, sul collo della camicia, su un cinturino come fosse un orologio, su una collana sotto i vestiti. Nei nostri test la spilla magnetica si è rivelata la modalità più comoda nella maggior parte delle situazioni: si aggancia rapidamente, regge bene anche su tessuti pesanti e si toglie con un gesto. La clip è utile quando il magnete non è gradito, ad esempio su capi tecnici o su tessuti che si possono rovinare. Il bracciale e la collana sono soluzioni di nicchia ma in alcuni contesti, come una visita in fabbrica o una giornata fitta di incontri in fiera, possono diventare la scelta più naturale.

L'app, già nota, e l'estensione al desktop

L'app companion del NotePin S è esattamente la stessa del Plaud Note Pro, sia su smartphone sia nella versione web. Funzioni, template di riepilogo, possibilità di interrogare il contenuto con Ask Plaud, gestione dei modelli LLM (GPT, Gemini, Claude) sono identiche, e ne abbiamo già parlato nella recensione del Note Pro a cui rimandiamo per il dettaglio. Trascrizione in 112 lingue tramite Whisper Large V3 e modelli Azure, riepiloghi multidimensionali con oltre diecimila template tra ufficiali e della community, possibilità di interrogare i propri contenuti come fossero una base di conoscenza personale, esportazione e condivisione in vari formati: il pacchetto è completo e ben rifinito, e resta uno dei punti di forza principali della soluzione Plaud.

Plaud App

La novità più rilevante introdotta intorno al NotePin S non è però sull'hardware, è sull'estensione dell'ecosistema. Plaud ha lanciato Plaud Desktop, un'app per Mac e Windows che cattura l'audio delle riunioni online (Zoom, Microsoft Teams, Google Meet) direttamente dal computer, senza bisogno di far entrare un bot nella stanza virtuale. L'app rileva automaticamente l'avvio della riunione e registra in modo ambientale catturando l'audio del sistema, mantenendo lo stesso filo logico delle registrazioni in presenza: stesso ambiente di lavoro, stessi template, stessi modelli IA. Si possono inoltre aggiungere note testuali, screenshot e momenti evidenziati anche durante una riunione online. L'effetto è che il NotePin S non è più solo un registratore da indossare, ma diventa uno dei punti di ingresso di un sistema unico in cui confluiscono conversazioni in presenza, telefoniche e digitali, tutte trattate con la stessa logica. Per chi alterna riunioni di persona e chiamate su piattaforme diverse, è un guadagno concreto: la frammentazione tra registratore fisico, plugin di Zoom e strumenti di trascrizione separati si riduce a un unico flusso.

Dove il pin batte il tascabile

A parità di app e di motore di IA, la scelta tra Note Pro e NotePin S si gioca tutta sugli scenari d'uso. Il Note Pro resta più adatto quando ci si siede a un tavolo: una riunione in sala, un'intervista con il prodotto appoggiato di fronte all'interlocutore, una conferenza stampa frontale. La portata maggiore dei microfoni e la presenza del display, che permette di leggere lo stato di registrazione, sono vantaggi tangibili in questi contesti. Il NotePin S brilla invece esattamente dove il Note Pro fatica.

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Lo scenario più chiaro è quello delle interviste in movimento. Una fiera, un evento, un giro di stand: si parla con un interlocutore camminando, magari ci si ferma di fronte a una demo, ci si sposta in un'altra area dove cresce il rumore di fondo, si riprende la conversazione cinque metri più in là. In questa situazione un registratore da tenere in mano o agganciato al retro del telefono è scomodo, distrae chi parla e rischia di interrompere il flusso. Il NotePin S, agganciato con la spilla magnetica al bavero della giacca, scompare alla vista e cattura senza richiedere alcuna gestione attiva. Il pulsante è raggiungibile anche al volo, per segnare un punto di interesse senza dover toccare il telefono.

Lo stesso vale per gli appunti vocali quotidiani, quando l'idea arriva mentre si è in piedi, mentre si cammina tra una riunione e l'altra, mentre si esce dall'auto in mezzo al parcheggio aziendale: una pressione lunga sul pulsante e il dispositivo registra. Non è necessario sbloccare il telefono, aprire un'app, attendere il riconoscimento vocale. Il NotePin S funziona anche offline, in assenza di rete, perché tutta la trascrizione e l'elaborazione avvengono dopo, quando il dispositivo si sincronizza con l'app.

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Un terzo scenario, meno scontato ma realistico, è quello delle visite a impianti produttivi o data center, dove il rumore di fondo è elevato e l'interlocutore è in movimento. Il NotePin S indossato dal giornalista, e non dal manager che fa da guida, restituisce un audio più pulito di un registratore tascabile tenuto in mano. La cosa cambia non poco nei contesti professionali in cui la trascrizione fedele dei dettagli tecnici è poi la base del lavoro editoriale.

Esistono naturalmente situazioni in cui il NotePin S è meno indicato del Note Pro. Le riunioni al desk, con interlocutori distribuiti a tavolo, sono coperte meglio dal Note Pro grazie alla portata superiore dei microfoni e al beamforming a quattro capsule. La presenza di un display sul Note Pro, inoltre, dà al giornalista o al professionista una conferma immediata di che cosa il dispositivo sta facendo, dettaglio non banale quando si registra materiale sensibile.

Prezzo e abbonamenti

Il Plaud NotePin S è disponibile sul sito italiano di Plaud a 179 euro, in tre colorazioni. Il prezzo include il dispositivo, i quattro accessori per indossarlo, la dock di ricarica con cavo USB-C e l'accesso al piano gratuito Starter dell'app, che offre 300 minuti al mese di trascrizione IA. Per chi fa un uso intensivo del prodotto, e in particolare per chi lo affianca al desktop su riunioni online quotidiane, i 300 minuti sono pochi e l'abbonamento diventa praticamente obbligato.

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I piani a pagamento sono due. Il Pro costa 110,4 euro all'anno e include 1.200 minuti al mese, oltre ad Ask Plaud, glossari settoriali, accesso a un numero maggiore di template e altre funzioni premium. L'Unlimited porta i minuti a illimitati e costa 224,4 euro all'anno (i prezzi dei piani sono leggermente cambiati nel periodo in cui è stata realizzata questa recensione, i prezzi attuali si trovano qui). Quest'ultimo si colloca in una fascia di prezzo vicina a quella di un abbonamento a ChatGPT Plus o a Claude, e la comparazione è inevitabile. Con un abbonamento a un servizio di IA generica si possono effettivamente ottenere risultati paragonabili, registrando con lo smartphone e poi caricando il file. Il punto è che la soluzione Plaud automatizza un flusso che altrimenti richiede attenzione e passaggi manuali a ogni registrazione, e il valore percepito dipende molto da quanto questo automatismo pesa nella propria giornata.

Vale la pena acquistarlo?

Il NotePin S è un prodotto ben fatto, coerente con quanto Plaud ha già dimostrato di saper costruire con il Note Pro. La qualità dell'elaborazione, la fluidità del flusso dall'audio al documento elaborato, la maturità dell'app sono confermate. La novità sta nel formato indossabile e nei quattro modi di indossarlo, che aprono scenari d'uso che il Note Pro copre con più fatica, e nell'integrazione con Plaud Desktop, che estende lo stesso ecosistema alle riunioni online senza ricorrere a bot nelle chiamate.

I due limiti vanno detti con la stessa chiarezza. Il primo è il costo dell'abbonamento: come per tutta la gamma Plaud, sbloccare il pieno potenziale del prodotto richiede di accettare una spesa ricorrente che, sul piano Unlimited, è paragonabile a quella di un servizio di IA generica. Per chi registra molto e ha bisogno di un flusso automatizzato la cifra è ragionevole, per chi registra saltuariamente diventa difficile da giustificare.

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Il secondo è di natura fisica, ed è il rovescio della medaglia delle dimensioni ridotte. È molto facile dimenticarsi di avere il NotePin S addosso, ed è altrettanto facile non accorgersi quando si stacca da una giacca o quando si ripone in tasca con altri oggetti. Durante il periodo di prova ci è capitato di smarrirne un'unità, costringendoci ad acquistarne una seconda per portare a termine la recensione. Il supporto a Find My di Apple aiuta, ma non è una garanzia: se il dispositivo è scarico o lontano dall'iPhone non c'è modo di ritrovarlo. Per chi sceglie il NotePin S è consigliabile prendere l'abitudine di controllarne la presenza ai cambi di contesto, in particolare in viaggio.

Nel suo perimetro d'uso, però, il NotePin S è quanto di più vicino esista oggi a un assistente IA da portare addosso. Per chi alterna interviste in piedi, riunioni in movimento, appunti vocali al volo e telefonate, è una scelta sensata e ben costruita. Per chi lavora soprattutto seduto a un tavolo, il Note Pro resta probabilmente il prodotto più adatto della gamma Plaud.

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