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Micron e millisecondi: la piattaforma ServiceNow guida l'infrastruttura IT di Aston Martin F1

di pubblicato il nel canale Innovazione Micron e millisecondi: la piattaforma ServiceNow guida l'infrastruttura IT di Aston Martin F1

Dalla precisione estrema dei componenti alla gestione digitale dei processi: come la piattaforma ServiceNow consente ad Aston Martin Aramco Formula One Team di ottimizzare risorse IT e flussi operativi in un ambiente dove ogni millesimo di secondo conta

 

Appena 3 micron di tolleranza, equivalenti a tre millesimi di millimetro oppure 3 milionesimi di metro, 30 volte più sottili di un capello umano. Questo è l’ordine di grandezza su cui lavorano gli ingegneri di un team di Formula 1. In informatica siamo abituati a ragionare in nanometri, una scala 1.000 volte inferiore a quella dei micron, ma nel caso di un’auto di F1 questa tolleranza deve essere rispettata nella produzione degli alettoni, delle pance e, più in generale, di tutti i componenti dell’auto. Se la tolleranza non rientra nei limiti stabiliti, non ci sono compromessi: si prova a correggere il pezzo, ma se non è perfetto, viene eliminato e rifatto da capo.

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Questa è l’attenzione maniacale che mettono, 24 ore su 24, le oltre 1.000 persone che lavorano nella sede di Aston Martin F1, organizzate in reparti altamente specializzati ma interconnessi in tempo reale, che sorge nei pressi del circuito di Silverstone e che Edge9 ha visitato per scoprire come la piattaforma di ServiceNow viene utilizzata per gestire le risorse IT del team. È incredibile come ogni singolo dettaglio debba essere studiato a fondo per poter primeggiare in uno sport dove i millesimi di secondo fanno la differenza. In questo contesto la tecnologia IT è uno degli elementi essenziali per rendere efficienti i processi operativi e contribuire alla perfezione richiesta a un’organizzazione complessa, ma che deve anche operare con la massima flessibilità.

Un elemento che colpisce subito entrando nella sede di Aston Martin F1 è la calma, nell’enorme open space dove lavorano gli ingegneri. Al centro di questo enorme ufficio c’è un acquario, una sala chiusa da vetri rigorosamente trasparenti, dove abbiamo visto lavorare Adrian Newey, che da quest’anno è diventato Managing Technical Partner di Aston Martin F1. In un’era dominata dalla tecnologia, Newey lavora ancora a mano su un enorme tavolo con pantografo, molto visibile all’interno del suo ufficio.

Precisione assoluta e velocità controllata

Dietro la calma apparente della sede di Silverstone si cela un’organizzazione che funziona come un orologio, dove ogni ingranaggio deve muoversi in perfetta sincronia. Oltre 1.000 persone lavorano alla progettazione, allo sviluppo e alla produzione della monoposto, ciascuna impegnata in una fase del processo che va dal design aerodinamico alla lavorazione meccanica dei componenti, fino ai test strutturali e al montaggio finale. Ogni reparto contribuisce a costruire un insieme in cui la differenza tra successo e fallimento può essere una misura invisibile: tre micron di tolleranza o un decimo di secondo guadagnato in pista.

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Durante la visita alla fabbrica di Aston Martin Aramco Formula One Team, la sensazione di ordine e precisione è assoluta. Ogni ambiente è curato con la stessa attenzione che si riserva a un laboratorio scientifico: pavimenti lucidi, attrezzi perfettamente allineati, componenti sistemati in contenitori numerati, postazioni di lavoro ordinate come sale operatorie. Le aree di produzione, dedicate alla realizzazione di parti in fibra di carbonio o alla lavorazione dei metalli, sono silenziose, pulite, efficienti. Anche nei reparti dove si costruiscono e si assemblano le sospensioni o i componenti aerodinamici, si percepisce la stessa filosofia: eliminare ogni forma di attrito, fisico e organizzativo, per guadagnare tempo, precisione e affidabilità.

Come ha spiegato Fabrizio Pilotti, CIO di Aston Martin Aramco Formula One Team, la stagione 2026 segnerà una svolta epocale per la Formula 1, con 13 cambiamenti sostanziali ai regolamenti tecnici, dalle unità di potenza all’aerodinamica attiva, dal recupero energetico ai nuovi carburanti. Un orizzonte che impone una profonda trasformazione tecnologica e gestionale. “Per ogni area del team – ha sottolineato Pilotti – servono strumenti di livello mondiale, capaci di garantire precisione e controllo assoluto in ogni fase del lavoro, sia hardware sia software. È questa la ragione per cui abbiamo scelto di collaborare con ServiceNow.”

La tecnologia è infatti la spina dorsale invisibile di un ecosistema che deve muoversi con la stessa efficienza in pista e in fabbrica, garantendo che ogni decisione, ogni aggiornamento, ogni modifica sia tracciata e disponibile in tempo reale. In un’organizzazione che vive di performance, anche la gestione IT deve rispondere agli stessi standard di velocità e affidabilità di un cambio di gomme durante un pit stop.

Il team dietro al team: la partnership con ServiceNow

La collaborazione tra Aston Martin F1 e ServiceNow è nata nel 2023 e va ben oltre la sponsorizzazione. Come ha spiegato Paul Hardy, Innovation Officer del Chief Innovation Office di ServiceNow, nell’intervista video visibile all’inizio di questo articolo, “ServiceNow è costruita per essere la piattaforma che connette persone, processi e dati, eliminando la complessità e permettendo alle aziende di concentrarsi su ciò che conta davvero. Nel caso di Aston Martin, questo significa fare andare la macchina più veloce.”

Il concetto di team behind the team descrive bene la filosofia della partnership: ServiceNow opera come infrastruttura digitale integrata, un cervello operativo che permette alla squadra di concentrarsi sulle attività a maggior valore aggiunto, riducendo tempi, errori e inefficienze.

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Nel corso dell’evento di Silverstone, Hardy ha presentato una panoramica sulle evoluzioni più recenti della piattaforma, che oggi integra nativamente funzioni di intelligenza artificiale generativa, automazione dei flussi di lavoro e data fabric per correlare informazioni provenienti da sistemi eterogenei – ERP, CRM, gestione risorse umane – e trasformarle in decisioni data-driven. “Il nostro obiettivo – ha spiegato – è liberare le persone dai compiti ripetitivi, lasciando agli esseri umani ciò che solo loro sanno fare: costruire relazioni, creare valore, immaginare il futuro.”

Per un team di Formula 1, questo significa anche ottimizzare i tempi di intervento e ridurre i rischi legati a incidenti informatici o inefficienze di processo. Le soluzioni IT Service Management (ITSM) e IT Operations Management (ITOM) implementate da Aston Martin Aramco consentono di monitorare in tempo reale l’infrastruttura IT, distinguendo tra richieste, cambiamenti e incidenti, e assegnando priorità in base all’impatto operativo.

Come ha ricordato Sioned Edwards, IT Operations Director del team, “la nostra valuta non è il denaro, ma il tempo. Ogni secondo risparmiato nella risoluzione di un problema IT è un secondo in più che un ingegnere o un meccanico può dedicare a migliorare la macchina.”

Dalla gestione IT alla cultura della precisione

Quando Sioned Edwards è arrivata in Aston Martin tre anni fa, il dipartimento IT contava 15 persone e nessun processo strutturato. “Non avevamo strumenti né procedure consolidate. Tutto si basava su documenti cartacei o conoscenze tramandate tra pochi membri del team,” ha raccontato. Oggi, grazie alla piattaforma ServiceNow, ogni fase – dall’onboarding del personale alla gestione delle risorse hardware e software – è digitalizzata, tracciata e automatizzata.

Il cambiamento è stato graduale, costruito per iterazioni, con l’obiettivo di non interrompere l’equilibrio operativo di un’organizzazione che deve sostenere 24 Gran Premi all’anno. “Non potevamo permetterci un approccio big bang – ha spiegato Edwards – perché ogni variazione nei processi interni avrebbe potuto rallentare il lavoro in pista. ServiceNow ci ha seguiti passo dopo passo, consentendoci di costruire una base solida e di evolvere in modo naturale.”

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Tra i risultati concreti: una riduzione media di quattro ore nei tempi di risposta agli incidenti IT, risparmi immediati grazie all’automazione dei flussi di approvazione per le richieste di acquisto, e un miglioramento complessivo della visibilità sull’intera infrastruttura IT.

“Ogni risparmio di tempo o di costo – ha aggiunto Edwards – si traduce in performance. Se evitiamo una spesa inutile o risolviamo un problema più rapidamente, possiamo investire quelle risorse nello sviluppo della vettura.”

Questa mentalità, orientata al dato e alla velocità, è diventata parte integrante della cultura organizzativa. Ogni decisione è guidata da informazioni precise, raccolte e analizzate attraverso la piattaforma, che oggi funge da single source of truth per l’intero team.

Dall’automazione all’intelligenza artificiale: il futuro della collaborazione

La partnership tra Aston Martin F1 e ServiceNow guarda già oltre l’automazione. L’integrazione dell’intelligenza artificiale generativa nella piattaforma consente di identificare colli di bottiglia, ottimizzare flussi e persino anticipare anomalie prima che si verifichino.

“L’IA è già incorporata nella piattaforma,” ha spiegato Paul Hardy. “Molti utenti la utilizzano senza accorgersene: la logica predittiva, la risoluzione automatica dei ticket o la priorità dinamica sono già esempi concreti di IA operativa.”

Per Aston Martin, il percorso verso l’intelligenza artificiale è fatto di piccoli passi misurabili. “Abbiamo iniziato con progetti pilota, proof of concept che ci aiutano a capire dove l’IA può realmente aggiungere valore,” ha raccontato Edwards. “Non vogliamo introdurre tecnologia fine a se stessa: ogni innovazione deve tradursi in efficienza, in tempo risparmiato o in performance migliorata.”

Fabrizio Pilotti ha aggiunto una riflessione più ampia, legata alla visione strategica del team: “In Formula 1 ogni scelta comporta un rischio, ma è proprio la capacità di prendere decisioni rapide, basate su dati affidabili, che distingue un’organizzazione vincente. Il nostro obiettivo è usare la tecnologia per amplificare l’intelligenza umana, non per sostituirla.”

ServiceNow, dal canto suo, continua a sviluppare nuove funzionalità che permetteranno al team di ampliare l’uso della piattaforma anche in altri ambiti, come la logistica, la gestione dei viaggi o la supply chain. La prospettiva è quella di costruire un’infrastruttura digitale completa, in grado di collegare ogni processo dell’organizzazione a un’unica base dati intelligente.

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La visita alla sede di Aston Martin Aramco Formula One Team a Silverstone restituisce un’immagine precisa di cosa significhi competere ai massimi livelli: la stessa ossessione per il dettaglio che si applica alla costruzione di una monoposto si riflette nei processi digitali che la sostengono.

La collaborazione con ServiceNow rappresenta il lato invisibile ma essenziale di questa sfida: un ecosistema IT capace di garantire che ogni persona, ogni flusso di lavoro e ogni dato si muovano con la stessa precisione di un componente meccanico lavorato a tre micron.

Perché, in Formula 1 come nella trasformazione digitale, vincere significa eliminare gli attriti, uno dopo l’altro, fino a raggiungere la perfezione del movimento.

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