Il cuore digitale di F1 a Biggin Hill: l'infrastruttura Lenovo dietro la produzione media
di Vittorio Manti pubblicato il 06 Novembre 2025 nel canale Innovazione
Nel Formula 1 Technology and Media Centre di Biggin Hill, la velocità delle monoposto si trasforma in dati, immagini e decisioni in tempo reale grazie all’infrastruttura Lenovo che gestisce centinaia di terabyte ogni weekend di gara e collega 820 milioni di spettatori nel mondo
In Formula 1 ogni millisecondo conta. Non solo in pista, ma anche dietro le quinte, dove la velocità si misura in flussi di dati, in pacchetti che attraversano fibre ottiche e in decisioni che devono essere prese in tempo reale. È qui che la tecnologia diventa la vera protagonista, alimentando l’emozione globale di uno sport che oggi raggiunge oltre 180 Paesi e 820 milioni di spettatori.
Edge9 ha visitato il Formula 1 Technology and Media Centre di Biggin Hill, alle porte di Londra, per scoprire come l’intero ecosistema di produzione media e trasmissione dei Gran Premi sia alimentato dall’infrastruttura Lenovo. Una visita immersiva nel cuore digitale della Formula 1, dove innovazione, precisione e coordinamento si fondono in un meccanismo perfetto. Le voci di Lara Rodini, Global Sponsorships and Activation Director, e Alberto Spinelli, EMEA Chief Marketing Officer di Lenovo, accompagneranno nel video pubblicato con questo articolo il racconto di un’esperienza che svela il volto più tecnologico dello sport più veloce al mondo.
Dentro il Formula 1 Technology and Media Centre
A Biggin Hill batte il cuore della produzione media della Formula 1. Tutto ciò che il pubblico vede durante un weekend di gara – le immagini in pista, i replay, i team radio, la grafica in sovraimpressione – nasce qui, a migliaia di chilometri dai circuiti. La regia e la post-produzione dei Gran Premi, centralizzate in questo centro da cinque anni, rappresentano una delle più avanzate infrastrutture di broadcast esistenti, capace di gestire oltre 600 terabyte di dati per ogni weekend di gara.
Il tour del centro mostra la complessità di questa macchina invisibile. Nella sala dedicata ai team radio, otto persone ascoltano simultaneamente le comunicazioni dei venti piloti e dei loro ingegneri. Ogni frase, ogni tono di voce può trasformarsi in un contenuto da trasmettere ai fan, in una clip che deve arrivare a schermo con pochi secondi di ritardo. Tutto avviene in tempo reale: il processo di trascrizione è ancora manuale, ma il team sta già sperimentando sistemi basati su IA per automatizzarlo, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente i tempi.
Poco più avanti si entra nella sala del mission control, dove viene monitorato l’intero ecosistema tecnico del centro. È qui che si verificano in tempo reale i flussi tra i circuiti e Biggin Hill, grazie a connessioni in fibra ottica ridondate che attraversano continenti diversi – una via passa dall’Australia attraverso Asia, Medio Oriente ed Europa, l’altra dal Pacifico, Stati Uniti e Atlantico. Un’infrastruttura globale che garantisce una latenza inferiore al mezzo secondo, e che solo eventi catastrofici potrebbero interrompere.
Accanto alla mission control si trova la sala regia, il luogo dove la gara prende forma per chi la guarda da casa. Durante un weekend di Gran Premio, qui lavorano una cinquantina di persone che coordinano in tempo reale ogni inquadratura, passaggio di camera, grafica e contributo audio. Il regista principale dirige l’intero racconto della gara da Biggin Hill, non dal circuito, grazie all’accesso simultaneo a tutte le fonti provenienti dall’Event Technical Centre in pista: la traccia video principale, gli on-board, i replay ad alta velocità, le camere speciali e i dati di telemetria. È un ambiente sorprendentemente silenzioso e composto, nonostante la complessità delle operazioni che si susseguono al secondo. Ogni gesto è calibrato, ogni comando anticipa l’azione; la sensazione è quella di una produzione live che non si limita a documentare la gara, ma la interpreta, traducendo strategia e tensione in narrazione visiva.
Infine, il data center: un ambiente ad accesso limitato dove si concentrano i server Lenovo che elaborano e archiviano i dati provenienti dai 24 Gran Premi. Costruito sulla base delle raccomandazioni del team Professional Services di Lenovo, rappresenta la spina dorsale del sistema di produzione remoto che consente alla Formula 1 di gestire ogni gara con la stessa efficienza da un unico punto, riducendo trasporti, costi e impatto ambientale.
La differenza tra ciò che avviene in pista e ciò che si gestisce a Biggin Hill è chiara: l’Event Technical Centre (ETC) segue l’acquisizione dei segnali e delle telemetrie in circuito, mentre l’MTC di Biggin Hill concentra la regia, il montaggio e la distribuzione del contenuto globale. È una rivoluzione logistica e tecnologica che ha reso possibile la regia remota, introdotta nel 2020 e oggi considerata un modello di riferimento per tutto il settore broadcast.
Le sfide tecnologiche e il ruolo di Lenovo
Durante la tavola rotonda con Chris Roberts (Director of IT), Dean Locke (Director of Broadcast & Media) e Amie Smith (Head of IT Systems & Support), il racconto della trasformazione di Formula 1 assume la dimensione di una sfida continua. Centralizzare la regia mondiale, assicurare continuità operativa e qualità di trasmissione in tempo reale da 24 circuiti non è solo un’impresa tecnica, ma una dimostrazione di come innovazione e affidabilità debbano convivere.
“L’infrastruttura Lenovo è al cuore di tutto ciò che facciamo”, ha spiegato Roberts. “Tutti i sistemi, tutti i dati, passano attraverso le piattaforme Lenovo. È un elemento critico per ogni evento di Formula 1.” Una frase che sintetizza la portata di una collaborazione che, nel 2022, ha permesso a Formula 1 di virtualizzare l’intero ambiente operativo in appena dieci settimane, grazie al supporto diretto degli ingegneri Lenovo nella progettazione e implementazione delle nuove architetture.
Oggi Lenovo è Global Technology Partner di Formula 1, e fornisce l’intera infrastruttura che sostiene la produzione media e le operazioni IT della federazione: dai server e sistemi di storage ai laptop e workstation ThinkPad, fino agli smartphone Motorola utilizzati dal personale in pista. Un ecosistema integrato che assicura continuità tra la dimensione tecnica e quella operativa.
La partnership non si limita a fornire tecnologia, ma a ridefinire il modo in cui la Formula 1 elabora, trasmette e protegge i dati. L’adozione di un modello di broadcasting remoto ha ridotto la quantità di hardware trasportato in ogni tappa, diminuendo il carbon footprint e aumentando la resilienza dell’intero sistema. “Un risultato che - sottolinea Locke, “garantisce continuità: anche in caso di guasto, l’esperienza dello spettatore rimane invariata”.
Nella visione di Amie Smith, l’IA sarà il prossimo passo evolutivo. “Stiamo iniziando a esplorare come utilizzare l’intelligenza artificiale per ottimizzare i flussi di lavoro e rendere più efficiente la produzione”, ha spiegato. “Non si tratta solo di implementare nuove tecnologie, ma di cambiare il modo in cui affrontiamo un weekend di gara.”
Il valore della partnership per Lenovo
Per Lenovo, collaborare con Formula 1 significa misurare le proprie tecnologie nel contesto più estremo possibile. “È una partnership nata quattro anni fa e diventata globale due anni fa”, ha spiegato Lara Rodini. “Abbiamo costruito insieme questo centro, che ogni settimana produce contenuti per più di 820 milioni di fan nel mondo. Testiamo le nostre soluzioni con loro, raccogliamo feedback, li riportiamo nei nostri laboratori e li integriamo nei prodotti che poi rendiamo disponibili a tutti i nostri clienti.”
Un laboratorio reale dove ogni innovazione viene spinta ai limiti, per poi tornare nei data center e negli uffici delle imprese di tutto il mondo. “Formula 1 rappresenta per noi il banco di prova ideale”, ha aggiunto Rodini. “Dai laptop ai server, fino agli smartphone Motorola, tutto il portafoglio Lenovo è coinvolto. Oltre 600 persone di Formula 1 lavorano e viaggiano ogni weekend con la nostra tecnologia.”
Alberto Spinelli, EMEA Chief Marketing Officer di Lenovo, sottolinea invece il valore strategico e comunicativo della partnership: “Ci piace definirla una partnership, non solo una sponsorship. Possiamo mostrare ai CIO e ai CTO di tutto il mondo come la nostra tecnologia operi in un ambiente di massimo stress, dove performance e affidabilità sono essenziali. Se funziona qui, funziona ovunque.”
L’impatto è evidente anche in termini di posizionamento del brand. “Negli ultimi tre anni abbiamo aumentato di 14 punti la brand awareness globale”, ha raccontato Spinelli. “Ma ciò che conta di più è la possibilità di attivare localmente questa collaborazione, di raccontarla nei vari Paesi e di trasformarla in una leva per connettere innovazione, visibilità e business.”
Per Lenovo, la Formula 1 non è solo una vetrina, ma un laboratorio di co-innovazione dove la tecnologia si traduce in esperienza e performance. In un mondo dove la velocità è misurata in bit e non solo in giri di pista, Biggin Hill è la sintesi in tempo reale tra velocità e infrastruttura, tra decisione umana e potenza computazionale: il luogo dove la Formula 1 diventa sistema.








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