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Aruba e Ducati: la Superbike come laboratorio per cloud ibrido, IA e data center

di pubblicata il , alle 12:21 nel canale Cloud Aruba e Ducati: la Superbike come laboratorio per cloud ibrido, IA e data center

La stagione Superbike 2026 conferma il legame tra Aruba e Ducati, una collaborazione imperniata su tecnologia e visione industriale. Dalla Panigale V4 R ai data center, il progetto guarda a prestazioni e sovranità tecnologica

 

Dodici stagioni consecutive nel Campionato Mondiale Superbike non nascono per caso. La partnership tra Aruba e Ducati prosegue anche nel 2026 e racconta un percorso costruito su risultati sportivi, continuità progettuale e una collaborazione tecnologica che va oltre la pista. La presentazione ufficiale del team Aruba.it Racing – Ducati ha avuto luogo presso l'Auditorium Aruba di Ponte San Pietro, all'interno del Global Cloud Data Center Campus, sede simbolica di un'infrastruttura che riflette l'approccio industriale condiviso tra le due aziende italiane.

In pista, il team affronterà la nuova stagione con le Ducati Panigale V4 R, affidate al talento di Nicolò Bulega, protagonista delle ultime stagioni, e a Iker Lecuona, pilota con esperienza sia in Superbike sia in MotoGP. Al di là degli esiti sportivi, comunque, il legame tra le due realtà si estende in modo concreto all'ambito IT. Dal 2020 Aruba fornisce a Ducati una infrastruttura cloud ibrida che integra Private Cloud on-premise a Borgo Panigale, cloud infrastructure dedicata nei data center Aruba e un sistema di Disaster Recovery. Una configurazione pensata per garantire sicurezza dei dati, continuità operativa e prestazioni elevate nei processi aziendali critici.

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Nel corso dell'evento è emerso anche il ruolo crescente della sovranità tecnologica. Aruba figura tra i cloud provider selezionati nella convenzione Consip, che consente alla Pubblica Amministrazione di accedere a soluzioni cloud conformi ai requisiti europei. Una scelta che riduce la dipendenza da fornitori extraeuropei e rafforza il controllo su giurisdizione, dati e filiera tecnologica, temi destinati a incidere sempre di più sulle strategie IT.

L'attenzione si sposta anche sull'intelligenza artificiale, vista come leva destinata a incidere sui processi aziendali più che sulla semplice produttività individuale. Aruba opera su tre direttrici: hosting di sistemi IA nei data center, servizi basati su modelli open source e applicazioni IA integrate in piattaforme esistenti. La scelta di non sviluppare un modello proprietario punta a offrire alternative flessibili, con costi controllati e minori vincoli tecnologici. La diffusa disponibilità di LLM che oggi abbiamo sul mercato rischierebbe di rendere ridondante un modello proprietario.

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Un esempio concreto riguarda i servizi per la creazione di siti web, oggi supportati da IA in grado di generare struttura grafica e contenuti testuali senza competenze tecniche avanzate. Un passaggio che riduce i tempi di realizzazione e semplifica l'accesso a strumenti digitali per aziende e professionisti.

Il tema dell'efficienza energetica accompagna lo sviluppo dell'IA e delle infrastrutture. Dopo una fase iniziale orientata alla massima potenza di calcolo, l'attenzione si sposta sulla riduzione dei consumi e sull'uso più razionale delle risorse. L'evoluzione dell'hardware, in particolare delle GPU, mostra incrementi di potenza a parità di consumo o riduzioni drastiche dell'energia richiesta, un fattore che cambia le prospettive dei data center nel medio periodo.

Nel campus di Ponte San Pietro, che ospita una delle principali risorse a livello nazionale per il calcolo, il principale limite resta l'energia. Parliamo di una struttura estremamente rilevante per la distribuzione dei dati in Italia: da qui transitano tantissimi dati relativi alle borse finanziarie, ad esempio, ma anche editoria, servizi di streaming e gaming.

A livello di disponibilità di energia, la nuova sottostazione alta-media tensione, realizzata da e-distribuzione sul lato sud del campus con approvvigionamento Terna, sblocca un aumento della potenza disponibile: la soglia elettrica sale da 30 a 60 megawatt. Come ha spiegato durante l'evento Stefano Cecconi, Amministratore Delegato di Aruba e Team Principal del Team Aruba.it Racing – Ducati, i data center A, B e C sono già operativi, mentre un quarto ampliamento è in progettazione e potrebbe tradursi in due edifici, con tempi di realizzazione stimati intorno a un anno e mezzo, comunque sotto i due anni grazie alle nuove disponibilità di energia elettrica. L'intervento richiede investimenti di diversi milioni di euro solo per i materiali, oltre a progettazione e tempistiche legate ad autorizzazioni e valutazioni ambientali. Parte delle infrastrutture servirà anche il territorio e la crescente domanda di elettrificazione, come le ricariche domestiche oltre i 3 kW per i veicoli elettrici.

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La densità di calcolo cresce, soprattutto per le applicazioni di IA: i server più compatti ospitano un numero maggiore di componenti (CPU e GPU) e consumano più energia, modificando il rapporto tra suolo e consumi a favore dell'elettricità proprio perché i nuovi server sono meno ingombranti. Un tema importante è anche quello del raffreddamento: Aruba privilegia il free cooling quando il clima lo consente, utilizza acqua di falda nel sito di Ponte San Pietro all'interno di un sistema che prevede prelievo, scambio termico e restituzione senza consumo, e ricorre a sistemi tradizionali a consumo idrico zero. L'azienda chiarisce che il raffreddamento a liquido non implica necessariamente consumo d'acqua, mentre i sistemi evaporativi, diffusi in alcuni Paesi, utilizzano acqua per evaporazione, e sono necessari per calcoli su vastissima scala alla base del training di complessi modelli IA.

Sul fronte energia, Aruba porta avanti gli investimenti sulle rinnovabili, concentrandosi su idroelettrico e fotovoltaico: recentemente è stata collaudata una terza turbina a Brembate di Sopra, sono state aggiunte centrali a Monte Valbrembo e Paladina e acquisiti tre impianti in Piemonte, arrivando a un totale di 11 centrali idroelettriche di proprietà e gestite direttamente. La produzione rinnovabile è collegata alla rete e rientra in un meccanismo di autoconsumo, che consente di coprire il 100% dei consumi tramite energia rinnovabile, con una quota autoprodotta che oscilla tra il 50 e il 60% a seconda dei periodi.

La collaborazione tra Aruba e Ducati si inserisce quindi in un contesto più ampio, dove motorsport, cloud e intelligenza artificiale condividono un approccio basato su affidabilità, prestazioni misurabili e visione di lungo periodo. La Superbike diventa un laboratorio tecnico, mentre l'infrastruttura digitale sostiene processi industriali che guardano ben oltre la stagione agonistica.

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