Con Data Transfer Essentials Google Cloud elimina le tariffe di trasferimento dati tra diversi cloud
di Alberto Falchi pubblicata il 12 Settembre 2025, alle 12:57 nel canale Cloud
Data Transfer Essentials è una soluzione nuova e semplice per il trasferimento dei dati tra Google Cloud e altri cloud provider. Attiva nell'UE e nel Regno Unito, è un'offerta totalmente priva di costi
Le norme europee sono spesso considerate un freno all'innovazione, ma non sempre è vero. Indubbiamente alcune norme impongono alle aziende di investire in conformità e governance, in certi casi aumentando il peso burocratico senza portare benefici immediati. Ma è anche vero che frequentemente queste leggi portano vantaggi concreti a cittadini e aziende. Come nel caso dell'UE Data Act, attivo dal 12 settembre, che impone ai cloud provider che operano nel Vecchio Continente di garantire l'interoperabilità fra di loro. All'atto pratico, significa che le imprese devono avere il diritto di spostare i loro dati da un hyperscaler all'altro senza limitazioni.
Per aderire a questa normativa, Google Cloud ha attivato per i clienti in UE e Regno Unito Data Transfer Essentials, una soluzione che consente di trasferire con facilità dati tra Google Cloud stessa e altri cloud provider. L'aspetto più interessante è che si tratta di una soluzione completamente gratuita.
Con Data Transfer Essentials Google Cloud riduce i costi del cloud

Il cloud garantisce versatilità e scalabilità, ma non è esente da rischi. Due quelli principali: il controllo dei costi, che potrebbero salire a livelli vertiginosi (non mancano aziende che per questo motivo hanno riportato i dati nei propri data center) e il rischio di lock-in, cioè di rimanere legati a lungo a uno specifico provider per l'impossibilità, o la complessità, di spostare le informazioni da un provider all'altro.
Con l'entrata in vigore dell'UE Data Act, i provider sono obbligati a garantire ai loro clienti la possibilità di muovere a piacimento i propri dati da un fornitore all'altro e Data Transfer Essentials è la risposta di Google. Un servizio semplice, facile da utilizzare, che si distingue per un aspetto non trascurabile: è totalmente gratuito, nonostante la norma consenta ai provider di far pagare per queste operazioni, almeno fino a gennaio 2027.
Una scelta in controtendenza rispetto a Microsoft, che con Azure invece non ha variato minimamente le sue tariffe per lo spostamento verso altri provider, e AWS, che si è limita a ridurre i costi di trasferimento per gli utenti residenti in UE.
Google Cloud ha reso disponibile una guida alla configurazione per scoprire come aderire e specificare il proprio traffico multicloud. Il traffico multicloud idoneo sarà conteggiato separatamente e comparirà in fattura con prezzo pari a zero, mentre tutto il resto del traffico continuerà a essere fatturato secondo le tariffe del Network Service Tier esistenti.











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1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoRegisty vari idem, accendi il target, ne metti uno upstream sull’altro, e li fai sincronizzare.
Quello che ti fa perdere tempo sono i servizi gestiti da ciascun provider, standard al 99% ma con quel 1% bastardo che ti fa perder mesi per migrare. Da Kubernetes ai DB, passando per tutto il mondo serverless e serversless-like (stile ECS), monitoring, logging, message brokering, regole di scaling, VPC, bilanciatori, gateway ecc. Sei obbligato comunque a fare tonnellate di script di migrazione, test su test per settimane/mesi prima di migrare.
Portare un S3 AWS su un blob storage Azure od un Object Storage GCS è il meno.
Qui EU ha partorito il topolino. Il problema è il tempo per liberarsi dai lock-in a livello applicativo, la migrazione di per sé banale era e banale resta.
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