Data center ed energia green: Aruba acquista altre tre centrali idroelettriche
di Alberto Falchi pubblicata il 08 Luglio 2026, alle 15:25 nel canale Cloud
Con questa operazione il parco idroelettrico di proprietà del Gruppo sale a 11 centrali, per una produzione complessiva che supera i 60 GWh di energia rinnovabile all’anno
I data center sono infrastrutture che consumano moltissima energia e con la costante espansione dovuta all'IA, alimentarle in maniera sostenibile diventa una sfida sempre più complessa. Nella maggior parte dei casi, si punta ad alimentarli tramite energia prodotta da fonti rinnovabili e Aruba da tempo ha scelto di investire sull'idroelettrico, acquistando direttamente centrali.
Recentemente l'azienda ha acquisito altre tre centrali idroelettriche, che sommate alle 8 già controllate garantiscono una potenza installata di 11,6 MW.
Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese: le nuove tre centrali idroelettriche di Aruba

Le nuove centrali idroelettriche acquisite da Aruba sono situate lungo il corso della Stura di Lanzo, in provincia di Torino, nei comuni di Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese. Sommati, sono in grado di generare 10 GWh di energia rinnovabile ogni anno. Le altre si trovano invece in Lombardia lungo il Lambro, con due centrali a Melegnano (MI), e lungo il Brembo, con impianti a Ponte San Pietro, Valbrembo e Paladina (BG); in Veneto lungo l’Astico, a Chiuppano e Calvene (VI); e in Friuli-Venezia Giulia lungo il Fella, a Pontebba (UD).
Quella di acquisire la capacità di generazione è una scelta che distingue Aruba da altri provider, che spesso preferiscono non avere il controllo diretto ma limitarsi ad acquistare energia tramite contratti PPA, come nel caso di Amazon. Questo permette all'azienda italiana di avere un maggiore controllo sulle infrastrutture necessarie a produrre energia, permettendole di potenziarle quando necessario. Come nel caso della centrale idroelettrica situata nel campus Ponte San Pietro, a Bergamo, che è stata dotata nei mesi scorsi di una terza turbina, aumentando così la produzione energetica.
Oltre a queste centrali, Aruba si affida anche all'energia generata dai pannelli fotovoltaici installati sui tetti dei propri campus.

Alla produzione di energia pulita Aruba affianca un lavoro continuo sull’efficienza dei data center. Tecnologie come free cooling e liquid cooling direttamente sui chip permettono di ridurre il fabbisogno energetico legato al raffreddamento, che dopo il carico IT resta una delle voci più rilevanti nei consumi di queste infrastrutture. La strategia si gioca quindi su due piani: produrre energia da fonti rinnovabili e usarne meno.
"Ogni nuova centrale che entra nel nostro parco impianti aumenta la quota di energia pulita che produciamo direttamente e mettiamo al servizio delle infrastrutture digitali del Paese", afferma Stefano Cecconi, Amministratore Delegato di Aruba. "È un percorso che portiamo avanti da anni con coerenza: crescere nella generazione rinnovabile significa ridurre l’impatto ambientale non solo dei nostri servizi, ma anche delle infrastrutture informatiche che i clienti scelgono di installare nei nostri data center. La sostenibilità, per noi, non è una dichiarazione: è un asset industriale, che si costruisce impianto dopo impianto".











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