L'ambizione di Netalia: entrata in Borsa e 50 milioni di fatturato entro 5 anni
di Alberto Falchi pubblicata il 17 Luglio 2026, alle 11:11 nel canale Cloud
Netalia ha ufficialmente completato la trasformazione in Società per Azioni, elevando il proprio capitale sociale a 1 milione di euro. Entro il 2031, decuplicherà il numero di lavoratori, portandili a oltre 200
Netalia, cloud provider italiano, ha completato la trasformazione in Società per Azioni (SpA) aumentando il proprio capitale a 1 milione di euro. E ora ha svelato i piani per il futuro: entro 5 anni, l'azienda punta a un fatturato di 50 milioni, ad aumentare l'organico a 200 dipendenti e entrare in Borsa.
Il piano per la crescita di Netalia

Netalia, con la trasformazione in SpA, ha aumentato il proprio capitale portandolo a 1 milione di euro derivanti da un investimento diretto effettuato dall'attuale proprietà. Ma i piani per il futuro sono ben più ambiziosi: entro la fine dell'estate è previsto un secondo aumento di capitale, stavolta aperto anche a terzi.
Il capitale raccolto verrà utilizzato per accelerare lo sviluppo, investendo sia in infrastrutture sul territorio sia sul personale. L'obiettivo è di avere 200 dipendenti, 10 volte quelli attuali, in 5 anni. Il piano non prevede la costruzione di nuovi data center nella Penisola, ma si concentra sul riutilizzo di strutture già esistenti e su partnership con system integrator e altri operatori del settore, fra cui software house e aziende di telecomunicazioni.
L'obiettivo a 5 anni è raggiungere 50 milioni di fatturato.
Perché Netalia scommette sull'Italia?

Il mercato italiano del cloud vale circa 8 miliardi di euro e cresce del 20% l’anno. A lungo dominato dai grandi operatori internazionali, oggi sta però entrando in una nuova fase. Sempre più imprese valutano il trasferimento di dati e applicazioni verso provider nazionali, spinte da esigenze di sovranità digitale, conformità alle norme europee, controllo dei costi e maggiore prevedibilità delle tariffe. Il fenomeno nei prossimi anni potrebbe generare in Italia un mercato da circa 400 milioni di euro l’anno. Uno spazio ancora poco definito, nel quale convivono servizi molto diversi, dalla semplice colocation alle piattaforme cloud. Netalia ha scelto di posizionarsi come public cloud provider italiano, erogato attraverso un’infrastruttura distribuita sul territorio e pensato come alternativa strutturale agli hyperscaler esteri.
Come spiega Michele Zunino, Amministratore Delegato di Netalia, "in un quadro geopolitico mondiale sempre più instabile, il digitale è ormai diventato una questione politica e strategica nazionale, esattamente al pari della difesa: non può esserci alcuna vera sovranità per un Paese senza un controllo diretto e indipendente su asset e sistema digitale. Per questo, il nostro piano a cinque anni esprime la piena natura di azienda di sistema. Non rincorriamo semplici traguardi finanziari, ma l'obiettivo strategico di garantire all'Italia e al suo tessuto produttivo, dalle grandi aziende alla Pubblica Amministrazione, fino alle PMI, questa reale indipendenza. Scegliere un cloud nazionale significa infatti difendere il valore economico del nostro territorio e creare valore per l’intera comunità".











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