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Modernizzazione delle app: Red Hat OpenShift è ora integrato nella console Google Cloud

di pubblicata il , alle 16:03 nel canale Cloud Modernizzazione delle app: Red Hat OpenShift è ora integrato nella console Google Cloud

Red Hat OpenShift è ora disponibile all’interno della console Google Cloud, permettendo ai clienti di individuare più facilmente la soluzione più adatta all’esecuzione dei propri carichi di lavoro

 

Red Hat e Google Cloud hanno esteso la loro collaborazione per aiutare i clienti a migrare le loro applicazioni sul cloud e a velocizzare i processi di modernizzazione delle app. All'atto pratico, lo sforzo si è concentrato sull'integrazione fra le piattaforme Google Cloud e Red Hat OpenShift.

Red Hat Openshift è ora integrato nella console di Google Cloud

Grazie al potenziamento della collaborazione fra le due aziende, ora Red Hat Openshift è integrato direttamente nella console di controllo di Google Cloud. 

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Numerosi i vantaggi. Prima di tutto, viene semplificato il percorso di onboarding: gli utenti possono verificare in modo nativo i prerequisiti richiesti da Google Cloud e procedere poi con un flusso guidato per il provisioning del cluster dalla Red Hat Hybrid Cloud Console. Anche la componente economica viene accorpata: le aziende possono acquistare il servizio attraverso Google Cloud Marketplace con un modello pay-as-you-go, mantenendo una gestione più lineare di procurement e fatturazione. 

Sul fronte funzionale, Red Hat OpenShift ora si integra in modo nativo con alcuni servizi chiave della piattaforma Google. Le connessioni, progettate e supportate congiuntamente dalle due aziende, riguardano fra gli altri Google Cloud Secret Manager, Certificate Authority Service e Workload Identity Federation.

Le novità di Red Hat OpenShift Virtualization

L’aumento dei costi e la difficoltà di gestire ambienti sempre più eterogenei stanno spingendo molte imprese a rivedere il modo in cui affrontano la modernizzazione dei carichi di lavoro. Molte aziende sono alla ricerca di una piattaforma in grado di far convivere soluzioni nuove con quelle già esistenti senza aumentare ulteriormente la complessità. A questo proposito Red Hat propone OpenShift Virtualization, una componente di Red Hat OpenShift pensata per riunire nello stesso perimetro operativo macchine virtuali, container e workload serverless.

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L’idea è quella di superare la separazione fra infrastruttura legacy e modelli cloud native, offrendo ai team IT un ambiente Kubernetes unico in cui far convergere gestione, strumenti e processi. La disponibilità del servizio sulle istanze bare metal C3 di Google Cloud aggiunge un elemento importante, perché permette di accedere direttamente a risorse come CPU e memoria. Un aspetto che interessa soprattutto le aziende con carichi applicativi sensibili alle performance o con vincoli legati alle licenze software, e che cercano nel cloud non solo elasticità, ma anche maggiore prevedibilità.

Le imprese possono introdurre pratiche e strumenti propri dello sviluppo moderno anche su applicazioni basate su VM, senza doverle riscriverle da zero. Parallelamente, la presenza di un modello operativo comune consente di amministrare in modo più coerente ambienti distribuiti tra data center interni, cloud ed edge.

Anche il tema della migrazione viene affrontato in chiave pragmatica. Il passaggio dalla virtualizzazione tradizionale può essere gestito limitando i fermi operativi, con il supporto di strumenti come Migration Toolkit for Virtualization e Red Hat Ansible Automation Platform. In questo modo le aziende possono spostare i workload verso un’architettura più attuale senza perdere la possibilità di mantenerli in una logica ibrida, integrata fra OpenShift e Google Cloud.

"La visione hybrid cloud di Red Hat è fondata sulla coerenza e la capacità di eseguire qualsiasi workload, ovunque, con lo stesso modello operativo", spiega Mike Barrett, Vice President e General Manager, Hybrid Cloud Platforms di Red Hat. "L’estensione della collaborazione con Google Cloud offre alle organizzazioni le complete funzionalità cloud-native di Red Hat OpenShift, sia per accelerare lo sviluppo applicativo che per semplificare la migrazione al cloud. Insieme, Red Hat e Google tracciano un percorso chiaro e unificato per modernizzare l’intero portfolio applicativo, aiutando le aziende a gestire sia le VM tradizionali che le applicazioni containerizzate su un’unica piattaforma".

I nostri clienti cercano costantemente modi per semplificare la propria infrastruttura e accelerare l’innovazione senza rinunciare alle performance”, commenta Nirav Mehta, Vice President, Product Management – Google Cloud Compute Platform di Google Cloud. "Siamo lieti di approfondire la collaborazione con Red Hat per OpenShift su Google Cloud. I clienti dispongono ora di un percorso più agevole per eseguire workload virtualizzati e containerizzati in modo coerente sull’infrastruttura globale, sicura e performante di Google Cloud”.

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