Nutanix accelera la migrazione da VMware: zero-copy, multitenancy e incentivi per i provider
di Vittorio Manti pubblicata il 07 Aprile 2026, alle 20:51 nel canale Cloud
Migrazione zero-copy delle VM, piattaforma multitenant per i provider e condizioni agevolate per la transizione: Nutanix costruisce un percorso strutturato per chi esce dall’ecosistema VMware dopo i cambiamenti di Broadcom
L’acquisizione di VMware da parte di Broadcom, completata alla fine del 2023, ha innescato una riorganizzazione profonda dell’ecosistema di virtualizzazione enterprise. La ristrutturazione del modello di licensing, la dismissione delle licenze perpetue e la revisione dei programmi per i partner hanno spinto molte aziende e service provider a valutare alternative. Nutanix è tra i vendor che puntano esplicitamente a intercettare questa domanda, e al .NEXT 2026 di Chicago, seguito da Edge9 sul posto, presenta un insieme coordinato di strumenti tecnici e programmi commerciali pensati per agevolare la migrazione, sia per le aziende sia per i service provider.
Gli strumenti per la migrazione

Il tassello tecnico più significativo è la funzionalità di migrazione zero-copy, già disponibile, che converte le macchine virtuali da VMware vSphere ad AHV senza duplicare i dati sullo storage. Il formato dei dischi virtuali viene trasformato direttamente, senza richiedere spazio aggiuntivo né finestre di manutenzione prolungate. A questo si aggiunge, nell’ambito della partnership con NetApp annunciata allo stesso evento, l’integrazione tra NetApp Shift e Nutanix Move per le conversioni via NFS, con tempi dichiarati nell’ordine dei minuti.
La nuova appliance Foundation Central semplifica l’installazione iniziale di Nutanix Cloud Infrastructure e dell’hypervisor AHV su server enterprise di Cisco, Dell, Fujitsu, HPE e Lenovo. Il fatto che siano supportati cinque diversi produttori è rilevante nel contesto della migrazione: chi esce da VMware può installare Nutanix sui server che già possiede, senza dover investire in nuovo hardware in un momento in cui la supply chain resta sotto pressione.
La piattaforma per i service provider
Per i service provider il discorso è diverso ma complementare. Nutanix riconosce esplicitamente che i partner del programma VMware Cloud Service Provider sono stati tra i più colpiti dai cambiamenti di Broadcom, e propone Service Provider Central come alternativa. Si tratta di una nuova funzionalità della Nutanix Cloud Platform, attualmente in early access e prevista in disponibilità generale nel secondo semestre 2026, che introduce capacità multitenant di livello enterprise: ogni cliente del provider ottiene un tenant dedicato con il proprio ambiente private cloud, accesso a Nutanix Prism e gestione autonoma di risorse di calcolo, storage, networking e autorizzazioni, mentre il provider mantiene il controllo operativo centralizzato e la governance.

Per i partner, Nutanix lancia anche il programma di certificazione "Powered by Nutanix: Verified Solutions", che valida i servizi dei provider rispetto agli standard architetturali dell’azienda. Le prime certificazioni riguardano IaaS, Sovereign IaaS e Disaster Recovery as a Service, con l’obiettivo di estenderle a Desktop as a Service e soluzioni cloud native.
L’incentivo economico è l’altro elemento del pacchetto: i service provider che migrano da VMware possono ottenere il software Nutanix a condizioni fortemente agevolate per un periodo iniziale, con sottoscrizioni a consumo di almeno tre anni vincolate alla sostituzione di VMware. L’obiettivo dichiarato è evitare che i provider debbano sostenere il costo pieno di entrambe le piattaforme durante la fase di transizione, un problema concreto che ha rallentato diverse migrazioni nel corso dell’ultimo anno.
Il quadro che Nutanix presenta è coerente: strumenti tecnici per abbattere i tempi di migrazione, una piattaforma che replica e in parte estende le funzionalità multitenant necessarie ai provider, e condizioni economiche pensate per ridurre l’attrito della transizione. Quanto questo si traduca in migrazioni effettive dipenderà anche dalla capacità di Nutanix di reggere il confronto operativo su scala, ma la direzione è chiara.











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