Nutanix potenzia la Cloud Platform: più sicurezza, opzioni per la conformità e IA per la gestione di Kubernetes
di Alberto Falchi pubblicata il 09 Gennaio 2026, alle 12:56 nel canale Cloud
La nuova verione della Nutanix Cloud Platform estende la gestione di ambienti dark-site, on premise e multicloud con funzionalità pensate per sicurezza, compliance e continuità operativa. Potenziata l’offerta per Kubernetes, intelligenza artificiale e disaster recovery su più livelli
Nutanix aggiorna la Nutanix Cloud Platform con una serie di funzionalità pensate per affrontare un tema che sta diventando strutturale per le imprese: la gestione di infrastrutture distribuite tra data center, cloud pubblici e ambienti isolati, nel rispetto di vincoli sempre più stringenti di sovranità, sicurezza e continuità operativa.
Gli aggiornamenti della Nutanix Cloud Platform ampliano le opzioni di esecuzione e gestione dell’infrastruttura, sia in ambienti controllati dal cliente sia presso cloud provider che offrono servizi a carattere sovrano. L’obiettivo dichiarato è mantenere un modello operativo coerente, capace di supportare applicazioni tradizionali, cloud native e carichi di lavoro di intelligenza artificiale, senza frammentare gli strumenti di gestione.
Sovranità, sicurezza e controllo operativo

La crescita geografica delle organizzazioni e la moltiplicazione dei modelli di deployment stanno aumentando la complessità architetturale. Da un lato, normative e requisiti di compliance impongono un controllo diretto sui dati e sui piani di governance. Dall’altro, le aziende cercano di evitare nuove dipendenze tecnologiche da singoli hyperscaler, per preservare resilienza e libertà di scelta. È su questa tensione che si innestano le novità introdotte da Nutanix.
Un primo asse di intervento riguarda le architetture “dark-site” e on premise. Nutanix estende la gestione orchestrata del ciclo di vita di più ambienti isolati e rende disponibile l’esecuzione on premise di componenti chiave del piano di controllo, come Nutanix Central. Anche Nutanix Data Lens, dedicato alla governance dei dati non strutturati e alla protezione dal ransomware, è destinato a essere utilizzabile in ambienti sotto il pieno controllo del cliente.
Parallelamente, Nutanix rafforza il proprio ecosistema di cloud partner. Negli Stati Uniti debutta la disponibilità dei Government Cloud Clusters su AWS, pensati per consentire alle agenzie federali di gestire ambienti cloud distribuiti senza dipendere da servizi SaaS esterni e mantenendo l’orchestrazione all’interno della propria VPC. Sul fronte multicloud, Nutanix Cloud Clusters è ora disponibile anche su Google Cloud in 17 regioni globali, con ulteriori estensioni su AWS e Azure negli Stati Uniti e, in Europa, sul cloud di OVHcloud.
Sul piano della compliance, Nutanix segnala il completamento degli audit SOC 2 Type 2 e il rinnovo delle principali certificazioni ISO per i servizi NC2 su Azure e AWS, oltre all’ottenimento della certificazione CSA Star Level 2 per Azure. Un insieme di attestazioni che mira a rafforzare la fiducia dei clienti in contesti regolamentati, più che a introdurre nuove funzionalità operative.

Anche l’ambiente Kubernetes e l’offerta di IA vengono allineati a requisiti di sicurezza elevati. Nutanix Kubernetes Platform includerà un’immagine Ubuntu Pro validata FIPS 140-3 e conforme alle linee guida STIG, mentre le funzionalità di isolamento di rete e micro-segmentazione vengono estese ai carichi containerizzati. Sul fronte dell’AI, Nutanix Enterprise AI integra microservizi NVIDIA NIM in versioni “government-ready”, con controlli più granulari su identità, accessi, logging e monitoraggio dei modelli.
Resilienza come requisito architetturale
Un secondo pilastro degli aggiornamenti riguarda la resilienza operativa. Nutanix introduce opzioni di disaster recovery multilivello che consentono di differenziare le policy di protezione in base al carico di lavoro e di garantire la continuità anche in scenari di guasto che coinvolgono fino a tre siti o regioni.
L’approccio combina replica sincrona e asincrona, snapshot multicloud e policy di sicurezza coerenti durante failover e migrazioni live, con l’obiettivo di ridurre le superfici di rischio nei contesti distribuiti. Le stesse logiche vengono estese ai container tramite Nutanix Data Services for Kubernetes, includendo sia dati a blocchi sia file, per rispondere ai requisiti di governance delle applicazioni cloud native e IA-native.
Un piano di controllo più integrato

Sul fronte della gestione, Nutanix punta a ridurre la complessità operativa dei data center distribuiti. Debutta Nutanix Infrastructure Manager, uno strumento di automazione basato su modelli di progettazione validati, pensato per standardizzare il deployment e la manutenzione degli ambienti.
Viene inoltre introdotto un piano di controllo di rete unificato che centralizza la visibilità su VLAN, reti virtuali e policy di micro-segmentazione, sia on premise sia nel cloud pubblico. La gestione di Kubernetes e dei carichi di lavoro di intelligenza artificiale viene ulteriormente integrata: i cluster NKP si registrano automaticamente in Prism Central, mentre Nutanix Enterprise AI introduce dashboard dedicate al monitoraggio delle metriche dei modelli linguistici, con dati su richieste e utilizzo dei token.
“Le architetture di cloud sovrano stanno diventano una priorità fondamentale per le organizzazioni e per questo motivo abbiamo introdotto diverse novità e potenziamenti alla nostra soluzione NCP che aiutano i clienti a soddisfare queste esigenze senza rinunciare ai vantaggi di un’infrastruttura cloud distribuita”, dichiara Thomas Cornely, Executive Vice President of Product Management di Nutanix. “Queste nuove funzionalità offrono ai clienti trasparenza e controllo, permettendo di definire i propri confini sovrani negli ambienti distribuiti e di sfruttare la resilienza e la flessibilità tipiche dei cloud distribuiti”.











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