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Retelit, il piano da 350 milioni passa per Corsico con un data center per l'IA

di pubblicata il , alle 15:11 nel canale Cloud Retelit, il piano da 350 milioni passa per Corsico con un data center per l'IA

L'apertura del cantiere segna un nuovo passo del piano industriale triennale da 350 milioni di euro. La struttura, da 13,6 MW, sorgerà su un'area siderurgica dismessa e affiancherà i 38 data center già attivi del gruppo

 

Milano si conferma il principale baricentro italiano per la nuova generazione di data center, con una pressione sulla capacità installata cresciuta di pari passo con l'arrivo degli hyperscaler internazionali e con la domanda di infrastrutture pensate per i carichi di intelligenza artificiale. In questo quadro Retelit ha annunciato l'avvio dei lavori per un nuovo sito a Corsico, alla periferia ovest del capoluogo lombardo, su un'area industriale dismessa che apparteneva al gruppo Marcegaglia. Il primo rilascio di capacità è previsto entro il 2027.

Un impianto da 13,6 MW disegnato per i carichi IA

Il progetto prevede due edifici gemelli su un'area complessiva di 18.000 metri quadrati, per una potenza totale di 13,6 MW. La scelta del sito segue di pochi mesi l'acquisizione del terreno, in posizione baricentrica rispetto alla tangenziale e in continuità funzionale con il resto della rete del gruppo. L'area ospitava due capannoni industriali e una palazzina uffici di tre piani: la rigenerazione dell'ex sito siderurgico è uno degli elementi su cui Retelit punta nel rapporto con l'amministrazione comunale, anche per la disponibilità a immettere il calore di scarto nella rete di teleriscaldamento a beneficio di famiglie e imprese del territorio.

DC Liquid Cooling

Sul piano tecnico, l'impianto adotta un raffreddamento ad acqua a circolo chiuso, scelta motivata dalla volontà di non incidere sulle risorse idriche del territorio locale, integrato con sistemi di raffreddamento a liquido diretto sui server destinati ai carichi IA. È un punto rilevante, perché un server di ultima generazione per addestramento e inferenza produce fino a dieci volte il calore di un server tradizionale e la dissipazione ad aria non è più sufficiente quando le densità superano una certa soglia. La conformità agli standard di affidabilità degli hyperscaler permette inoltre di posizionare il sito sul mercato dei grandi clienti enterprise, oltre che sui servizi di cloud ed edge computing.

Un tassello del piano da 350 milioni

Il sito di Corsico è la prima realizzazione concreta del piano triennale di investimenti annunciato lo scorso anno, del valore complessivo di 350 milioni di euro. La roadmap prevede anche un secondo data center milanese a Bisceglie, su edifici già acquisiti e da riconvertire, e si innesta su una rete che oggi conta 38 siti proprietari, distribuiti tra Treviso e Bari. Al centro dell'infrastruttura c'è l'Avalon Campus, l'hub di interconnessione che ospita oltre 170 tra operatori, content delivery network, media e OTT, presentato dall'azienda come il più grande del Paese.

DC Ita

Il quadro si è ulteriormente ampliato con la costituzione di Retelit-X, che integra le attività e l'infrastruttura italiana di BT e aggiunge 11.500 chilometri di fibra ottica, portando la rete complessiva a oltre 47.500 chilometri, e con l'accordo per l'acquisizione di Sparkle, principale operatore wholesale internazionale e attore chiave nei cavi sottomarini, condotta insieme al Ministero dell'Economia e delle Finanze.

"Crediamo fermamente nel ruolo dell'Italia come futuro hub digitale del Mediterraneo e vogliamo sostenere questa crescita investendo nei data center, che sono pilastri necessari per sostenere gli sviluppi tecnologici legati all'intelligenza artificiale e restano un asset cruciale della nostra strategia", ha dichiarato Jorge Álvarez, CEO di Retelit, sottolineando la scelta di costruire su aree già edificate combinando sostenibilità e standard di affidabilità.

Per Retelit la questione non è soltanto la capacità installata. La rete di data center proprietari è anche ciò che consente all'azienda di proporsi come operatore di sovranità digitale, capace di mantenere i dati delle aziende italiane all'interno dei confini fisici e normativi del Paese, con una latenza ridotta e una filiera infrastrutturale controllata. Una posizione che, in un mercato in cui la presenza degli hyperscaler globali è destinata a crescere ulteriormente, definisce il perimetro entro cui un operatore nazionale può differenziarsi.

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