ChatGPT sempre più usato sul lavoro, soprattutto dagli under 30. 700 milioni di persone lo usano settimanalmente
di Alberto Falchi pubblicata il 02 Ottobre 2025, alle 11:28 nel canale data
Secondo uno studio di OpenAI, oltre 700 milioni di utenti utilizzano ChatGPT ogni mese, soprattutto per attività quotidiane nei settori IT, servizi professionali e manifatturiero. Tra gli utenti prevalgono giovani laureati, con benefici concreti su produttività e qualità del lavoro
Uno studio di OpenAI mostra come l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, in particolare di ChatGPT, sia in continua crescita nel mondo lavorativo. Dai 100 milioni di utenti settimanali del 2022, quando fu reso disponibile l'assistente di IA, si è passato a oltre 700 milioni a luglio 2025. Una crescita velocissima, che dimostra come l'intelligenza artificiale sia passata in poco tempo dell'essere un servizio di nicchia a uno strumento utilizzatoe con grande frequenza. Ma come lo usano esattamente gli utenti? E chi sono, questi utenti? Andiamolo a scoprire.
IA generativa sul lavoro: successo o fallimento?
Quando si parla dell'adozione dell'IA generativa nel mondo professionale è facile imbattersi in dati contrastanti. Da un lato, infatti, ci sono gli studi sui progetti di IA in azienda: parliamo di implementazioni complesse, non di limitarsi a dare licenze per ChatGPT o simili ai dipendenti. In questo caso, la maggior parte degli studi disponibili evidenziano come nonostante un grande interesse, soprattutto da parte delle grandi aziende, molto spesso le implementazioni si fermino a livello di proof of concept (PoC).

Al contrario, se ci si limita a guardare chi utilizza l'intelligenza artificiale quotidianamente sul lavoro, magari utilizzando un account privato e non uno messo a disposizione dell'azienda, le cose cambiano.
Secondo Stanford, per esempio, il 43% dei knowledge worker oggi utilizzano qualche forma di intelligenza artificiale, contro il 10% circa del 2022. Molti di questi, il 28%, utilizzano proprio ChatGPT. Due anni fa, erano solo l'8%.
Attenzione, non parliamo di un uso sporadico, una volta ogni tanto: sempre secondo Stanford, circa metà dei lavoratori che affermano di usare strumenti di IA generativa, lo fa per 4 o più giorni alla settimana, con cadenza praticamente quotidiana, insomma.
Secondo un'analisi della Federal Reserve Bank di St. Louis, i vantaggi sono evidenti: circa la metà degli utilizzatori di IA sostiene che grazie a questo strumento riesce a risparmiare circa 3 ore di lavoro ogni settimana. E non è solo questione di accorciare i tempi: secondo Harvard, l'uso dell'IA consente a queste persone di ottenere risultati superiori dal punto di vista qualitativo.
Guardando ai dati demografici, non stupisce che siano soprattutto i più giovani ad abbracciare l'innovazione, oltre che i più istruiti: i lavoratori con età compresa fra i 18 e i 29 anni utilizzano ChatGPT il doppio rispetto ai colleghi 50enni. Si nota anche che l'utilizzo cresce col titolo di studio: i laureati tendono a utilizzare maggiormente l'IA generativa rispetto agli altri.
Per cosa viene usata l'IA sul lavoro?
L'analisi di OpenAI si sofferma anche sui settori che hanno adottato l'IA più rapidamente. Come facilmente intuibile, l'IT guida la classifica (è utilizzata dal 27% dei lavoratori), seguito da servizi professionali, tecnici e scientifici (17%) e dal manifatturiero (10%). In ambiti come le utility, i trasporti, la logistica e le costruzioni, invece, l'adozione è ancora limitata. Così come nel mondo dell'arte e dell'intrattenimento (2%): un dato, quest'ultimo, che ci ha colto di sorpresa.

Come si spiega un ridotto utilizzo in ambiti come l'agricoltura, le costruzioni, la gestione dei rifiuti, le commodity, il retail? Secondo OpenAI la spiegazione è da ricercare nel minor numero di knowledge worker operanti in questi settori: mancando questi, si riduce la necessità di farsi assistere da strumenti di IA nel lavoro quotidiano. Fa eccezione il mondo sanitario, dove ci si aspetta una diffusione massiccia di ChatGPT e simili. Qui il freno è da ricercare nelle norme sulla privacy, che frenano l'adozione di queste soluzioni, anche se secondo OpenAI sta crescendo l'utilizzo per attività quali la gestione documentale e l'amministrazione.
Per cosa viene usato ChatGPT?
L'utilizzo di ChatGPT sul lavoro dipende ovviamente dal settore e dal reparto presi come riferimento. I tecnici (sviluppatori, analisti, professionisti IT) lo utilizzano soprattutto per la scrittura di codice, ma anche per la ricerca e per la scrittura di email, documenti, comunicazioni interne e non.

Uno studio condotto dalla Boston University e da BCG ha esaminato l’impatto di ChatGPT sulle competenze tecniche dei consulenti BCG, rilevando che i consulenti formati all’uso di ChatGPT hanno ottenuto punteggi superiori rispettivamente di 49, 20 e 18 punti percentuali rispetto al gruppo di controllo nei tre compiti tecnici, e si sono avvicinati al livello dei veri data scientist di BCG in due dei tre compiti.
"ChatGPT sta già rendendo i lavoratori più produttivi in modi misurabili", si legge nello studio di OpenAI. "I benchmark interni mostrano incrementi significativi di produttività, grazie ai dipendenti che lo utilizzano per scrivere e comunicare più velocemente, fare ricerche in modo più efficace e ridurre lo sforzo richiesto dalle attività ripetitive. La maggior parte delle aziende è ancora nelle fasi iniziali di adozione, ma stiamo iniziando a vedere organizzazioni che lo integrano a livello dipartimentale per rendere più efficienti interi processi".
La rivoluzione dell'IA sul lavoro
L'analisi di OpenAI è incentrata soprattutto sul mondo del lavoro negli USA, ma quanto emerge rimane molto interessante. Come confermato anche da numerosi studi indipendenti, l'IA sta effettivamente entrando nei processi lavorativi e stravolgendo il modo di fare business. C'è però da sottolineare una cosa: l'adozione di ChatGPT o altri assistenti di IA è in costante crescita. Più lenta, invece, l'integrazione di soluzioni più complesse, come l'IA privata, che spesso rimangono ferme a livello di test. Questo si può spiegare in parte con la complessità di sviluppare applicazioni di IA aziendali: serve tempo, ma soprattutto servono dati ben organizzati, cosa che non sempre accade in azienda. Al contrario, utilizzare un assistente di IA è qualcosa di immediato e accessibile a tutti, anche senza importanti investimenti.











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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPerò decidetevi, ogni giorno esce uno studio nuovo che dice il contrario del precedente
Già...
Effettivamente ...
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