HPE punta sull'IA agentica e dichiara guerra a VMware
di Riccardo Robecchi pubblicata il 17 Giugno 2026, alle 15:41 nel canale Device
HPE ha presentato diverse novità a Discover 2026: da nuovi server per l'IA nel cloud privato, arrivando a un'offerta molto aggressiva per convincere le aziende ad abbandonare VMware
Negli ultimi quattro anni la parola d'ordine è stata "intelligenza artificiale" e ora HPE si aggiunge alla lista delle aziende che seguono le ultime tendenze parlando di "agenti d'intelligenza artificiale" e di "IA agentica" a ogni occasione. A HPE Discover, la conferenza annuale dell'azienda, le principali novità annunciate riguardano l'arrivo dei processori NVIDIA Vera nell'offerta HPE Private Cloud, il rinnovamento dell'offerta HPE Networking con l'integrazione di Juniper dopo l'acquisizione, e l'avvio di una politica piuttosto aggressiva per convincere le aziende ad abbandonare VMware e usare HPE VM Essentials.
HPE punta tutto sull'IA agentica e sugli agenti di IA

La comunicazione di HPE riguardo le novità presentate a Discover è interamente incentrata sugli agenti di IA e sull'IA agentica, con ogni singolo aspetto inquadrato sotto questa prospettiva. Ciò segnala quanto HPE stia scommettendo sul fatto che l'IA, nella sua forma agentica e ad agenti, sarà particolarmente importante nel mondo aziendale.
E, com'è facile aspettarsi da un'azienda che produce hardware da inserire nei data center aziendali, HPE vede proprio nel cloud privato la risposta alle esigenze di evoluzione dell'IA delle aziende. Si chiama HPE Private Cloud AI l'offerta di "AI factory" creata in collaborazione con NVIDIA, che ora si arricchisce dei nuovi server HPE ProLiant Compute DL394 Gen12 dotati di CPU NVIDIA Vera, che offrono 88 core e 176 thread con architettura ARM supportati da un massimo di 3 TB di memoria LPDDR5X in uno chassis 2U raffreddato ad aria.
L'offerta Private Cloud AI vedrà inoltre l'arrivo di nuove funzionalità: HPE Zerto, che controlla gli accessi ai sistemi e offre funzionalità di backup e ripristino; la registrazione sicura degli agenti locali, che consente di approvare l'uso di modelli, abilità e strumenti in maniera centralizzata; HPE Data Fabric Software, che amplia la disponibilità dei dati grazie al supporto a MCP e Apache Airflow.
Parlando di IA, HPE guarda anche alla rete, uno degli aspetti forse meno discussi della rivoluzione che sta attraversando i data center. L'acquisizione di Juniper ha messo nelle mani di HPE dei potenti strumenti (basati, non senza una certa ironia, sull'IA) per gestire le reti e sono proprio questi a vedere delle novità: la piattaforma Mist AIOps supporta infatti ora anche gli switch HPE Networking CX, che possono quindi essere gestiti in maniera automatizzata e "zero touch", e arriva il supporto per le funzionalità di gestione automatizzata tramite Marvis (l'agente di IA sviluppato da Juniper) in HPE Aruba Central. Quest'ultimo aspetto segnala l'inizio dell'integrazione dell'offerta tra Juniper e HPE Aruba, che richiederà del tempo per essere completata.
Arriva anche nuovo hardware: i nuovi switch Juniper QFX sono progettati specificamente per i cluster usati per l'inferenza e puntano a ridurre i colli di bottiglia legati alla rete, così che sia possibile migliorare l'efficienza dell'infrastruttura; tali switch possono essere gestiti tramite HPE Networking Data Center Director.
Parlando d'integrazione, HPE punta sul fatto che possiede un'offerta che include tutti gli elementi del data center e ha quindi annunciato l'integrazione tra HPE Mist Networking Data Center Assurance e HPE Compute Ops Management da un lato e GreenLake dall'altro, che a suo dire "riduce la proliferazione degli strumenti". Se vi siete persi nel marasma di servizi e prodotti, consolatevi, poiché ci siamo persi anche noi; un consolidamento dell'offerta non può dunque che aiutare ad avere le idee più chiare.
Non solo IA: HPE mette VMware nel mirino

L'annuncio forse più inaspettato di HPE riguarda la sua politica molto aggressiva nei confronti delle aziende che vogliono trovare rifugio da VMware. Lo scorso anno HPE aveva annunciato il lancio di VM Essentials, una piattaforma di virtualizzazione che di fatto va a competere con VMware e che, in effetti, la stessa azienda definisce come un'alternativa all'offerta di Broadcom. L'ultima evoluzione di questa offerta è quantomeno sorprendente, però, poiché HPE ha annunciato che offrirà VM Essentials gratis per il primo anno alle aziende che decideranno di migrare da VMware.
Non solo: per 1$ sarà incluso anche il supporto a HPE Zerto, software impiegato per gestire backup e ripristino. Un anno di uso gratuito del software non fa la differenza nell'impostazione di una strategia di lungo termine, ma può aiutare le aziende a testare VM Essentials per capire se possa rispondere alle proprie esigenze.
HPE sembra dunque decisa a voler rubare quote di mercato a Broadcom, o vede quantomeno un'opportunità importante d'imporsi come fornitore di soluzioni verticalmente integrate (dall'hardware, all'hypervisor, fino al software di gestione di backup e reti) in un momento in cui, come mai prima d'ora, il mercato sembra essere flessibile e pronto a sposare nuove soluzioni.











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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoAlmeno Proxmox è basato su debian.
E' completo ma la versione 9.0 che ha diverse migliorie e ancora un pò acerba e macchinoso, se utilizzi Proxmox sei facilitato, comunque qualche bestemmia la si tira dato che non tutto fila liscio. Se lo sistemano diventa una valida alternativa.
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