IBM annuncia un processore ibrido per i mainframe, compatibile con le ISA IBM Z e ARM
di Riccardo Robecchi pubblicata il 25 Agosto 2026, alle 13:11 nel canale Device
IBM ha annunciato che porterà l'ISA ARM all'interno dei suoi mainframe: un cambiamento molto significativo nella strategia dell'azienda, per la quale i mainframe continuano a rimanere un elemento centrale
È una novità inattesa e dagli effetti difficili da predire quella che IBM ha annunciato a Hot Chips 2026. L'azienda ha infatti comunicato di voler lanciare un processore compatibile sia con le istruzioni ARM sia con quelle IBM Z, da inserire nei suoi futuri mainframe. Si tratta di una novità che è possibile leggere in due modi: da un lato come un tentativo di innovare e rinnovare i mainframe IBM Z, dall'altro come una dichiarazione di resa di fronte alla progressiva erosione del loro mercato.
IBM lancerà un processore con doppia ISA IBM Z e ARM

IBM afferma che "l'ecosistema ARM include più di 22 milioni di sviluppatori nel mondo e supporta un portfolio in rapida crescita di applicazioni native del cloud, IA, analisi dei dati, infrastrutture e applicazioni aziendali." Proprio questo ricco ecosistema ha spinto l'azienda a stringere un accordo con ARM all'inizio dell'anno, il cui primo frutto è un nuovo processore che supporterà l'ISA, ovvero l'insieme delle istruzioni, del progettista britannico.
Ormai tutti i processori moderni hanno disaccoppiato l'ISA, dall'implementazione nell'hardware; se, ad esempio, fino ai primi anni 2000 i processori x86 erano davvero CISC e perciò avevano realmente istruzioni complesse implementate come tali in hardware, la tendenza progettuale degli ultimi 20 anni circa è quella di implementare invece le architetture come un front-end che interpreta le istruzioni dell'ISA e le trasforma nelle cosiddette "micro-operazioni", che vengono poi effettivamente eseguite dall'hardware. In altri termini, ogni processore è ora RISC sotto il cofano.
Per quanto IBM non abbia rivelato alcun dettaglio specifico sull'implementazione dei nuovi processori a doppia ISA, sospettiamo che sia proprio questa l'implementazione che Big Blue adotterà per i nuovi processori. Un dato che fa propendere per quest'ipotesi è che IBM afferma che sarà possibile eseguire istruzioni IBM Z e ARM "contemporaneamente": ciò fa presumere che il processore sia in grado di rilevare in tempo reale quale set d'istruzioni sia necessario. L'azienda specifica inoltre che "il chip è progettato per non contenere core ARM e IBM separati: ciascun core può eseguire nativamente istruzioni ARM e IBM Z, o ARM e LinuxONE", dando così ulteriori conferme indirette sull'ipotesi.
La nuova CPU sarà prodotta con processo a 2 nm e sarà dotata di 11 core operanti a più di 5,7 GHz. Sarà inoltre presente un'unità di calcolo per l'accelerazione dell'I/O, nonché acceleratori per l'inferenza dell'IA.
L'azienda afferma che sarà possibile eseguire applicazioni e sistemi operativi provenienti tanto dal mondo IBM Z quanto da quello ARM, e cita espressamente LinuxONE (ovvero i mainframe su cui gira Linux) come uno degli ambienti compatibili.
L'obiettivo sembra dunque, almeno all'apparenza, quello di rendere possibile l'esecuzione di applicazioni Linux standard per ARM, architettura ampiamente supportata, anche all'interno dei mainframe così da ridurre contemporaneamente lo sforzo necessario per supportare tali macchine e da poterle usare per un numero maggiore d'impieghi. Il bonus aggiuntivo sarebbe la possibilità per gli sviluppatori di software Arm di impiegare le proprie competenze per sviluppare software per IBM Z.
IBM non ha specificato quando lancerà i nuovi processori ma, vista la tendenza a lanciare nuovi mainframe ogni tre anni, è lecito presumere che ne vedremo il debutto nel 2028, ovvero tre anni dopo il lancio dei mainframe z17 avvenuto lo scorso anno.











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7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoE' come se comprate una macchina in contanti e poi dovete pagare l'obolo per ogni km che percorrete.
E' come se comprate una macchina in contanti e poi dovete pagare l'obolo per ogni km che percorrete.
nvidia fa pure peggio ti vente la gpu da datacenter e per usarla non devi comprare una licenza ma almeno 2 per qualcosa che hai gia comprato e pagato, anzi non sono licenze ma abbonamenti quindi se smetti di pagarli non puoi piu aggionrane pure il software che con il tempo diventa inutilizabile
non ricordo chi lo disse per primo in europa, ma questa é la colonizzazione digitale degli usa nei confronti dell'europa e non ne parla nessuno. Il mercato dell'IT rappresenta miliardi di euro, molto di piu' del budget per le pensioni e per la sanità pubblica degli stati membri.
Da quando ha debuttato rv23 la compatibilità fra i vari processori RISC-V è garantita,la rv25 porterà una aperta competizione con x86 e Arm.
Purtroppo con Arm non si può lavorare tranquillamente,le royalty e le ingerenze americane potrebbero rallentare lo sviluppo dei sistemi europei.
Se tecnicamente possiamo costruirci delle CPU RISC V e farci girare Linux sopra ,ci mancano ancora le GPU europee per staccarci dagli USA.
I cinesi hanno già cominciato a fare tutto questo grazie allo stimolo del ban Usa.
Praticamente nessuno, ma si parla di una nicchia di clienti che letteralmente ti tirano addosso i soldi pur che il loro vecchio software continui a girare su nuovi hardware che sostituiscono quelli vecchi.
IBM comunque si era già "aperta" a Linux perché sempre questi clienti hanno anche una mole di software Linux notevole ed ora sia "apre" ad ARM64 per non dover sviluppare nuove soluzioni proprietarie basate sull'ISA POWER e dover mantenere da sola tutto lo stack di sviluppo software ed hardware.
Con la "doppia ISA" ora IBM può fare una transizione verso ARM64 molto graduale senza rischiare di perdere o scontentare i clienti attuali.
In ambito embedded/industriale/automotive PowerPC ormai é a fine produzione, ed ora pure POWER sta per svanire.
IBM comunque si era già "aperta" a Linux perché sempre questi clienti hanno anche una mole di software Linux notevole ed ora sia "apre" ad ARM64 per non dover sviluppare nuove soluzioni proprietarie basate sull'ISA POWER e dover mantenere da sola tutto lo stack di sviluppo software ed hardware.
Con la "doppia ISA" ora IBM può fare una transizione verso ARM64 molto graduale senza rischiare di perdere o scontentare i clienti attuali.
In ambito embedded/industriale/automotive PowerPC ormai é a fine produzione, ed ora pure POWER sta per svanire.
Si. Effettivamente l'unica persona che conosco che ci lavora su usa Cobol per spostanre **letteralmente** miliardi
Mi chiedo quanto possa durare questa posizione di monopolio in questa nicchia comunque. Magari sbaglio, ma l'apertura ad ARM potrebbe suggerire che IBM non sia cosi' sicura che questa condizione perdurera' per sempre.
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