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Sharp Inspire Expo 2026: da produttore di tecnologia a solution provider, il percorso verso One Sharp e Sharp DX

di pubblicata il , alle 17:31 nel canale Device Sharp Inspire Expo 2026: da produttore di tecnologia a solution provider, il percorso verso One Sharp e Sharp DX

A Lisbona Sharp ha messo ordine nella propria trasformazione: da vendor a solution provider, con un’offerta unificata che integra prodotti, servizi IT e soluzioni basate su IA, e che trova nel modello One Sharp e nella piattaforma Sharp DX il proprio punto di sintesi operativo e strategico

 

Sharp Inspire Expo 2026 non è stato un evento di lancio di singoli prodotti, né una classica conferenza orientata alle novità di portfolio, ma un momento di chiarificazione strategica. Dai keynote, dalle sessioni dimostrative e dalle interviste emerge piuttosto un tentativo esplicito di ricomporre in un’unica narrazione un percorso di trasformazione che Sharp sta portando avanti da anni e che oggi viene presentato, per la prima volta in modo organico, al mercato europeo.

Il punto di partenza è chiaro: il mercato B2B non chiede più soltanto tecnologia, ma capacità di integrazione, continuità operativa e una responsabilità crescente sul risultato. In questo contesto Sharp rivendica un cambio di ruolo, passando dalla fornitura di prodotti alla costruzione di soluzioni e servizi che coprono l’intero ciclo di vita dei processi aziendali.

Da vendor a solution provider: un’evoluzione che parte dal campo

Nel dialogo con Edge9, Carlo Alberto Tenchini, Marketing & Communication Director, Channel Sales Director di Sharp Electronics Italia, sottolinea come questo passaggio non nasca oggi, né sia il frutto di una semplice ridefinizione di marketing. È un’evoluzione che prende forma nel momento in cui Sharp entra sempre più spesso in contatto diretto con i clienti finali, sia attraverso il canale sia tramite la vendita diretta, confrontandosi con esigenze che vanno oltre la singola tecnologia.

“È stato naturale per Sharp, che è un produttore di tecnologia, approcciare il mercato sia attraverso un canale, sia attraverso una struttura di vendita diretta”, spiega Tenchini. “Entrando in contatto con i clienti, ci siamo spostati dalla fornitura di tecnologia all’integrazione di questi sistemi nelle aziende. Quindi quasi tutto è diventato ormai un progetto IT”.

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Nel contesto italiano questo passaggio trova un terreno particolarmente favorevole. Come emerso nel confronto con Tenchini, la spinta alla digitalizzazione successiva alla pandemia, accompagnata dagli incentivi degli ultimi anni, ha accelerato in modo significativo l’adozione di soluzioni digitali anche nelle PMI. Non sono più soltanto le grandi imprese a lavorare su progetti strutturati di digitalizzazione, sviluppo applicativo e utilizzo dell’IA: una parte rilevante del tessuto imprenditoriale italiano sta mostrando oggi un dinamismo crescente su questi temi, rendendo più naturale l’evoluzione di Sharp verso un ruolo di technology partner.

Da qui la conseguenza principale: Sharp oggi si presenta sul mercato non più come vendor in senso stretto, ma come integratore di tecnologie e servizi, con un’offerta che ambisce a essere globale e coerente. Un posizionamento che riguarda non solo il perimetro tecnologico, ma anche il modo di lavorare con i clienti, la struttura interna e il rapporto con il canale.

One Sharp: unificare l’offerta per ridurre la complessità

Il concetto che sintetizza questa trasformazione è One Sharp, annunciato ufficialmente proprio all’evento di Lisbona. One Sharp non è una piattaforma tecnologica né un singolo prodotto, ma un modello che tiene insieme tutto ciò che Sharp è oggi in grado di proporre al mercato.

“One Sharp comprende tutto ciò che oggi siamo in grado di proporre al mercato”, chiarisce Tenchini, “quindi esperienza digitale, flussi documentali, gestione del documento e comunicazione visuale”. Elementi che in passato potevano apparire separati – anche dal punto di vista organizzativo – e che ora vengono ricondotti a un’unica visione.

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Dal punto di vista del canale, questo significa lavorare su concetti che non sono nuovi, ma che oggi vengono formalizzati e unificati sotto un’unica attività. Dal punto di vista dei clienti, significa potersi confrontare con Sharp su esigenze tecnologiche diverse senza frammentare il progetto in più interlocutori.

In Italia questo approccio si innesta su un’evoluzione del canale che, per certi versi, ha preceduto la stessa formalizzazione del modello One Sharp. Molti dealer Sharp hanno infatti avviato da tempo un percorso che li ha portati a spostarsi dalla sola fornitura di sistemi di stampa verso servizi continuativi legati al workplace, alle infrastrutture IT, alla digitalizzazione dei processi e alla gestione delle postazioni di lavoro. One Sharp serve quindi anche a dare struttura e coerenza a questa trasformazione, consentendo a Sharp di proporre al canale un portafoglio di servizi più ampio e già organizzato, da trasferire al mercato in modo scalabile.

Il messaggio che emerge dai keynote è coerente: la complessità non va trasferita al cliente, ma assorbita dal fornitore. One Sharp diventa quindi il contenitore concettuale dentro cui rientrano printing, display professionali, software, servizi IT e soluzioni per il workplace.

Nel modello One Sharp cambia anche il ruolo del display all’interno delle soluzioni proposte al mercato. Christof Böhm, President and Managing Director di Sharp Display Solutions Europe, ha sottolineato come l’integrazione delle attività display all’interno di Sharp Europe consenta di superare definitivamente una logica di semplice fornitura di hardware, inserendo i display in soluzioni più ampie che comprendono servizi IT, gestione dei contenuti e integrazione applicativa. Il display diventa così un punto di accesso a dati, servizi e processi, soprattutto in scenari come le sale riunioni ibride e gli ambienti collaborativi, dove la complessità tecnologica cresce rapidamente e richiede competenze che vanno ben oltre il singolo dispositivo.

In questo contesto emerge anche il tema della sovranità digitale, che per molti clienti europei non riguarda soltanto la localizzazione dei dati, ma anche le tecnologie utilizzate per gestirli e controllarli. Böhm ha evidenziato come la fiducia passi sempre più dalla capacità di offrire soluzioni complete, in cui anche i sistemi di controllo hardware e software siano progettati per garantire sicurezza, affidabilità e indipendenza lungo tutta la catena del valore.

Sharp DX e l’IA come supporto alle collettività

All’interno di questo disegno, Sharp DX (Digital Experience) rappresenta il pilastro dedicato ai servizi IT, alla gestione end-to-end degli ambienti tecnologici e allo sviluppo di soluzioni basate su IA. Dai keynote e dalle demo emerge con chiarezza che Sharp DX non nasce per affiancare il prodotto, ma per spostare il baricentro del valore verso servizi ricorrenti e responsabilità operative.

La visione di Sharp sull’IA è esplicitamente legata ai processi e alla misurabilità del valore. L’adozione diventa significativa nel momento in cui gli agenti non si limitano a supportare il singolo individuo, ma operano all’interno di flussi strutturati, diventando parte integrante dell’attività quotidiana di team tecnici, commerciali e di back office. In questo scenario l’IA non è solo uno strumento di supporto, ma un abilitatore che libera tempo e risorse per attività a maggior valore, lasciando alle persone il presidio delle relazioni, della consulenza e delle decisioni complesse.

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È in questa direzione che si colloca anche l’uso interno dell’IA da parte di Sharp, con l’obiettivo di raccogliere e trasferire competenze in un contesto segnato dall’invecchiamento della forza lavoro tecnica. Gli agenti diventano così uno strumento per preservare l’esperienza accumulata negli anni e renderla disponibile alle nuove generazioni, accompagnando l’evoluzione delle competenze senza interrompere la continuità operativa.

L’approccio all’IA è uno degli elementi più interessanti, anche perché viene raccontato in modo pragmatico e legato a casi d’uso concreti. Tenchini lo chiarisce senza ambiguità: l’obiettivo non è l’IA come strumento individuale, ma come supporto alle collettività di persone che operano all’interno delle organizzazioni.

“Noi ci stiamo focalizzando sullo sviluppo di agenti che possano sostenere le persone nelle loro attività, non come singolo ma come collettivo”, spiega. Gli esempi citati riguardano il supporto ai tecnici sul campo, sia nella ricerca delle informazioni sia nella risoluzione dei problemi, nella formazione continua e nel rapporto con fornitori e ricambi.

Accanto alle soluzioni per i clienti, Sharp sta sperimentando l’uso dell’IA anche all’interno della propria organizzazione. Nel progetto Sharp Innoversity, dedicato allo sviluppo delle competenze, vengono introdotti agenti di IA che accompagnano le persone nel lavoro quotidiano, accessibili via telefono, SMS o app. “È un collega digitale che però è stato istruito da colleghi fisici”, sintetizza Tenchini, sottolineando il tema del trasferimento di esperienza tra generazioni diverse.

L’Experience Center come dimostrazione dell’approccio

Il tour dell’Experience Center non introduce annunci strategici aggiuntivi, ma serve a rendere tangibile il modello One Sharp. Le demo mostrano come software, servizi e hardware vengano orchestrati all’interno di scenari che simulano l’operatività reale di dealer e clienti finali.

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Dalla gestione centralizzata dei device con Synapse Manage, alle soluzioni di print management cloud, fino alle applicazioni di IA per la classificazione e l’estrazione automatica dei dati documentali, il filo conduttore è sempre lo stesso: integrazione e semplificazione.

Più che il singolo prodotto, ciò che l’Experience Center mette in evidenza è la volontà di Sharp di proporsi come fornitore di esperienze digitali complete, assumendo un ruolo attivo nella progettazione, nell’implementazione e nella gestione delle soluzioni, più che nella semplice fornitura delle tecnologie sottostanti.

Una trasformazione dichiarata, ora da misurare nell’esecuzione

Sharp Inspire 2026 segna quindi un momento di chiarezza nel racconto della trasformazione dell’azienda. Sharp si posiziona come solution provider, costruisce il proprio messaggio attorno a One Sharp e affida a Sharp DX il compito di portare valore attraverso servizi IT e IA.

La direzione strategica è ormai esplicita, e il messaggio che Sharp porta a Lisbona è quello di un’azienda che vuole essere giudicata non più per ciò che vende, ma per ciò che è in grado di far funzionare nel tempo.

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