Sharp porta a ISE 2026 i nuovi display interattivi LB3 da 65 a 86 pollici
di Vittorio Manti pubblicata il 09 Febbraio 2026, alle 15:01 nel canale Device
A ISE 2026 Sharp rafforza il posizionamento dei display professionali su affidabilità, gestione del parco installato e integrazione con gli ecosistemi della collaboration, con un’attenzione crescente ai progetti enterprise e multi-sede
A ISE 2026 Sharp Display Solutions Europe ha presentato in anteprima la nuova serie di display interattivi Sharp LB3, portando l’offerta touch sui grandi formati e concentrandosi su due aspetti tipici dei contesti enterprise: sicurezza di accesso alla rete e possibilità di gestione coerente in ambienti multi-sede. Durante l’incontro allo stand con Enrico Sgarabottolo, General Manager di Sharp Display Solutions Europe, la novità di prodotto è stata inserita in un quadro più ampio che ruota attorno a affidabilità, monitoraggio e integrazione con le piattaforme di collaboration.
LB3 a ISE 2026: grandi formati interattivi, più adatti a contesti enterprise
La serie LB3 è prevista nei tagli 65, 75 e 86 pollici e si rivolge a sale riunioni, ambienti corporate e formazione, oltre a progetti dove l’interazione è parte dell’esperienza in spazi pubblici, come segnaletica interattiva, wayfinding e installazioni museali. L’idea è portare la stessa logica dei display interattivi in sale dove lo schermo principale coincide con il grande formato e diventa il fulcro di presentazioni, condivisione contenuti e sessioni collaborative.

LB3 integra Android 14 e un launcher orientato alle riunioni, con applicazioni preinstallate per la condivisione wireless dello schermo e per la lavagna digitale. In parallelo, Sharp introduce Android Hide, modalità che consente di nascondere l’ambiente Android e le impostazioni, riducendo la possibilità che utenti non autorizzati intervengano sulle configurazioni e rendendo più uniforme l’esperienza in sale diverse.
Sul fronte sicurezza e rete, la piattaforma supporta IEEE 802.1X sia su WiFi sia su LAN, requisito rilevante per organizzazioni che impongono autenticazione e policy centralizzate sull’accesso alla rete. Sharp indica inoltre la certificazione Google EDLA, che abilita l’accesso a Google Play Store e l’integrazione con Google Workspace: in pratica, rende più lineare l’uso di strumenti e servizi Google in ambiti come la formazione e, più in generale, in ambienti dove l’ecosistema Google è standard, includendo l’accesso ai contenuti condivisi in Drive.
La connettività è impostata per gli scenari tipici della sala riunioni moderna: USB-C con power delivery fino a 100W per il BYOM (Bring Your Own Meeting), in modo che un singolo cavo possa gestire video e alimentazione del portatile. Sharp prevede anche HDMI out e USB-C daisy chain per mirroring e configurazioni a doppio display, utilizzate in auditorium o sale videoconferenza. La luminosità indicata per i display Sharp LB3 è di 500 cd/m². Il design con bordi uniformi e il supporto a installazioni verticali e inclinate ampliano gli scenari anche fuori dalla sala meeting classica.
Un display del 2005 ancora operativo: affidabilità e continuità nel professionale
Tra gli elementi esposti allo stand, Sharp ha mostrato anche un LCD da 40 pollici venduto nel 2005 per l’aeroporto di Vienna, progettato per un impiego continuativo. Sgarabottolo ci ha confermato che il monitor ha avuto un utilizzo nell’ordine delle 175 mila ore ed è stato portato in fiera proprio come riferimento alla continuità operativa nel tempo.

Il richiamo è coerente con i contesti citati durante l’incontro: trasporti, aeroporti, stazioni e sale controllo, oltre ad ambienti portuali e navali. In questi scenari, la disponibilità del display e la stabilità del funzionamento incidono direttamente sull’operatività quotidiana. La durata nel tempo, da sola, non basta: diventa centrale anche la capacità di mantenere prestazioni coerenti e di ridurre gli interventi non pianificati.
Gestione e monitoraggio: dal singolo device al parco installato
Accanto al tema dell’affidabilità, durante l’incontro con Sgarabottolo emerge con chiarezza l’attenzione alla gestione del parco installato. Sharp descrive l’evoluzione della propria piattaforma di controllo e la spinta verso componenti online, con un approccio trasversale che coinvolge display e proiettori. L’obiettivo, dal punto di vista dei progetti enterprise, è avere strumenti che permettano monitoraggio e diagnostica più efficienti, soprattutto quando i dispositivi sono distribuiti su sedi diverse.

Gli esempi citati in fiera riguardano attività operative: controllo degli input, verifiche su parametri come la luminosità, individuazione di condizioni che possono compromettere la resa o anticipare un problema, fino alla gestione più ordinata della manutenzione. È un tema che interessa direttamente anche il canale dei system integrator, perché rende più strutturabile un servizio continuativo e consente di ridurre costi operativi legati a interventi “a chiamata”.
Sgarabottolo ha collegato questa impostazione anche ai modelli “as-a-service”, dove la fornitura non si esaurisce nella consegna dell’hardware ma include monitoraggio e continuità nel tempo. In questo perimetro rientrano anche casi d’uso come il retail, dove il controllo di parametri operativi e consumi e la coerenza tra punti vendita possono incidere sia sui costi sia sull’efficacia delle installazioni.
One Sharp, Sharp DX e integrazione nella collaboration
La serie LB3 si colloca nella fase di trasformazione che Sharp sta portando avanti con One Sharp, cioè la strategia con cui l’azienda punta a presentarsi in modo più unitario e integrato, mettendo in relazione le diverse linee di business e rafforzando l’approccio “da solution provider”. In parallelo, Sharp DX rappresenta il perimetro di iniziative e proposte legate alla trasformazione digitale: servizi e componenti software che, nel caso dei display professionali, si traducono soprattutto in gestione, monitoraggio e supporto operativo sul parco installato. Nel segmento display, questo significa affiancare alle caratteristiche hardware una maggiore attenzione alla governabilità nel tempo e all’integrazione nei progetti enterprise.
Sul fronte collaboration, Sharp ha ribadito un’impostazione orientata alla compatibilità con l’ecosistema. In fiera sono stati mostrati corner legati a player come Cisco e Logitech, con riferimenti al contesto Teams. È stata citata anche la presenza dello slot SDM, utile per integrare moduli e rendere più flessibile la configurazione del dispositivo nei progetti.
Nel complesso, a ISE 2026 la novità più immediata è la serie Sharp LB3: grandi formati interattivi con Android 14, opzioni di interfaccia, attenzione a sicurezza di rete, connettività per BYOM e configurazioni a doppio display. Accanto alle specifiche, Sharp insiste su due elementi che incidono direttamente sui progetti enterprise: affidabilità nel tempo e strumenti di gestione del parco installato, fattori che diventano decisivi quando le installazioni crescono e si distribuiscono su più sedi.











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