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Come provare OpenClaw facilmente grazie ai VPS di Aruba Cloud

di pubblicata il , alle 17:01 nel canale IA business Come provare OpenClaw facilmente grazie ai VPS di Aruba Cloud

Tutti parlano di OpenClaw, ma provarlo può apparire un'impresa complessa: i VPS di Aruba con OpenClaw preinstallato semplificano molti passaggi per testare l'agente di IA più famoso del momento

 

OpenClaw è diventato velocemente virale grazie alla sua capacità di adattarsi a un numero quasi illimitato di compiti e di scenari d'uso. Per testarlo sul campo è però necessario dotarsi di un computer online 24 ore al giorno con una connessione a Internet sempre presente. È per questo che Aruba ha lanciato una sua offerta di VPS con OpenClaw preinstallato, che rende più facile provare l'agente di IA con una spesa molto contenuta. L'abbiamo provata per voi e abbiamo preparato qualche consiglio su come usarla al meglio.

Cos'è OpenClaw e perché provarlo

OpenClaw è una piattaforma open source che consente di creare un agente d'intelligenza artificiale autonomo e in grado di svolgere numerosissimi compiti. Per fare ciò, sfrutta i modelli linguistici forniti da aziende come Anthropic, Google od OpenAI come base, ma va poi a innestarvi un ricco ecosistema di abilità e funzionalità. Particolarità di OpenClaw è che è possibile interagirci non solo da un browser, ma anche tramite piattaforme di messaggistica come Telegram e WhatsApp, che rendono la comunicazione con l'agente più immediata e facilmente accessibile.

Potremmo definire OpenClaw come un connettore tra vari servizi: da un lato ci sono gli LLM, dall'altro ci sono i servizi terzi cui si può accedere (GitHub, GitLab, ricerca in Rete, Notion, ecc). Una particolarità di OpenClaw, che lo distingue dai servizi di IA in cloud come Claude e ChatGPT, è che è in grado d'interagire con file e applicazioni locali, e che qualunque file che gli si trasmette rimane sul dispositivo su cui viene eseguito. Per certi versi, dunque, OpenClaw offre maggiore controllo e personalizzazione rispetto alle alternative in cloud. Un altro elemento distintivo è la possibilità di personalizzare il comportamento dell'agente, dandogli una "personalità" e definendone chiaramente i limiti.

Il progetto è in una fase di crescita esplosiva: in pochi mesi ha raggiunto oltre 300.000 stelle su GitHub e ha una comunità attiva di utenti e sviluppatori. Tale crescita ha spinto OpenAI ad acquisire il progetto a febbraio 2026. Questi ultimi hanno contribuito con diverse integrazioni per i servizi online, che al momento sono oltre 50.

Dove installare OpenClaw?

Per sua stessa natura, OpenClaw ha bisogno di un ambiente che sia sempre attivo e disponibile: in questo modo è sempre raggiungibile ed è in grado di eseguire i compiti che gli si vuole delegare, come ad esempio automazioni di vario genere. Per questo è necessario installare OpenClaw su un computer che sia sempre acceso.

La configurazione più diffusa è un Mac Mini con processore M1 o M2, per via del suo consumo ridotto e delle sue prestazioni di ottimo livello. Tuttavia, il costo di tali dispositivi fa sì che l'investimento iniziale sia significativo. Oltre a ciò, è necessario saper (e poter) configurare il dispositivo perché sia accessibile dall'esterno della propria rete locale, e avere una connessione affidabile che consenta di mantenere OpenClaw sempre attivo.

Un'opzione alternativa è quella di un VPS (Virtual Private Server), una macchina virtuale ospitata in un data center. Il vantaggio di questa soluzione è che ne vengono garantite la disponibilità e l'affidabilità, assieme al fatto che non è necessario effettuare un ingente investimento iniziale per poter usare OpenClaw. Il costo di affitto del VPS è di pochi euro al mese, per cui servirebbero anni per raggiungere la cifra richiesta dall'acquisto di un Mac Mini o di un altro mini PC a basso consumo, seppur usato.

Un aspetto da considerare riguardo l'uso di un VPS, però, è che il server è accessibile pubblicamente in Rete e richiede dunque un'attenta configurazione per essere al sicuro da attacchi.

Che si usi un computer locale o un VPS, in ogni caso bisogna affidarsi ai modelli offerti dalle varie aziende che si occupano di IA (Anthropic, Google, OpenAI, ecc): per quanto sia tecnicamente possibile ospitare un LLM localmente, le prestazioni sono tali per cui diventa di fatto impossibile impiegare OpenClaw per qualunque applicazione pratica. Il dispositivo (computer o VPS che sia) diventa dunque solo un punto di raccordo tra LLM, utente e altri servizi.

Configurazione di OpenClaw su VPS di Aruba

Aruba offre un'ampia gamma di VPS dotati di sistema operativo sia Linux, sia Windows, con caratteristiche che vanno da un core e 1 GB di RAM a 16 core e 32 GB di RAM. L'azienda ha recentemente espanso la sua offerta con nuovi VPS dotati di Ubuntu con OpenClaw preinstallato.

I VPS sono ospitati in data center italiani e in Repubblica Ceca e sono disponibili in sei taglie:

  • O1I1: 1 core, 1 GB di RAM, 20 GB di spazio sul disco, 2 TB di traffico al mese
  • O1I2: 1 core, 2 GB di RAM, 40 GB di spazio sul disco, 5 TB/mese
  • O2A4: 2 CPU, 4 GB di RAM, 40 GB di hard disk, 25 TB/mese
  • O4A8: 4 CPU, 8 GB di RAM, 80 GB di spazio sul disco, 50 TB di traffico mensile
  • O8A16: 8 core, 16 GB di RAM, hard disk da 160 GB, 100 TB mensili di traffico
  • O16A32: 16 CPU, 32 GB di RAM, 320 GB di spazio sul disco, 100 TB/mese

Quale taglia scegliere dipende largamente dal tipo di uso che si vuole fare del VPS e, dunque, da quali applicazioni si vuole eseguire direttamente su di esso. Se si vuole impiegarlo solo come gateway, il modello con 2 CPU e 4 GB di RAM è più che sufficiente; il modello con 8 GB di RAM apre le porte all'impiego anche di altre applicazioni direttamente sul VPS, ad esempio usando Docker.

Per attivare la VPS è necessario creare un account Aruba Cloud (è un account differente rispetto a quello "standard" di Aruba, dunque è necessario effettuare una nuova iscrizione nel caso non si fosse già iscritti). Il processo di configurazione è piuttosto lineare e richiede solo pochi minuti; nella fase di configurazione della password è importante selezionarne una robusta.

Una volta effettuato l'ordine, in pochi minuti la macchina virtuale sarà pronta all'uso e sarà possibile collegarsi tramite SSH (incluso in Windows 11, macOS e Linux). Per configurare OpenClaw è necessario collegarsi tramite il proprio browser e seguire la procedura di configurazione come spiegato nell'apposito video di Aruba.

Il vantaggio del VPS di Aruba con OpenClaw è che contiene già molte configurazioni utili a mantenere un elevato livello di sicurezza (ad esempio, OpenClaw non è direttamente esposto su Internet, ma è dietro un reverse proxy) senza che sia l'utente a doversene occupare.

Un aspetto di cui tenere conto quando si procede alla configurazione di OpenClaw è quello della scelta del modello d'intelligenza artificiale. Le prestazioni dei principali modelli dei vari produttori (Anthropic, Google, OpenAI) sono molto simili, e così anche i prezzi: si parla di 15$ al mese più IVA per 1 milione di token per i modelli di dimensioni medie che normalmente sono impiegati per OpenClaw. Il costo mensile di OpenClaw sarà dunque la somma del costo del VPS (6,29€ + IVA per il modello con 4 GB di RAM, ad esempio) e dei token usati; quest'ultimo aspetto è quello variabile e che maggiormente incide sulla spesa complessiva, e dipende molto dall'uso che si fa del bot.

Consigli su come rendere più sicuro il VPS con OpenClaw

A seguire vi proponiamo alcuni suggerimenti di base su come rendere più sicuro il VPS con OpenClaw. Si tratta di misure elementari che aiutano, però, a rendere più robusto il livello di sicurezza del server, così da evitare inconvenienti spiacevoli. Prima di cominciare, è necessario prendere nota dell'indirizzo IP del server, che è disponibile nel pannello di controllo di Aruba Cloud una volta creato il VPS.

Durante la configurazione del server è possibile caricare una chiave pubblica SSH: tale procedura fa sì che il server sia impostato per accettare connessioni solo quando il dispositivo che tenta il collegamento impiega la corrispondente chiave privata. Qualora non abbiate già generato tale chiave per altri progetti, è possibile farlo usando il comando "ssh-keygen -t rsa -b 4096" (senza virgolette) sul proprio computer (sono supportati tutti i principali sistemi operativi); verranno così create due chiavi. Quella da impiegare è quella con estensione ".pub". È importante custodire con cura la coppia di chiavi: nel caso in cui si smarrisse la chiave privata (quella senza estensione), infatti, non sarebbe più possibile collegarsi al VPS.

Dopo il primo collegamento con l'utente root al server usando SSH ("ssh root@indirizzo-ip"), consigliamo di creare un nuovo utente usando il comando "useradd -m -s /bin/bash utente && chpasswd 'utente:password'" (sostituire "utente" con il nome desiderato e "password" con la password scelta; il nome dev'essere tutto minuscolo). A questo punto è necessario digitare il comando "usermod -aG sudoers utente".

Una volta fatto ciò, bisogna disabilitare l'accesso tramite utente root: per fare ciò, è possibile digitare "nano /etc/sshd_config" e scorrere fino a che non si trova la linea che dice "PermitRootLogin yes", modificandola così che dica "no". Un'ulteriore misura di sicurezza che è possibile adottare è l'impiego di una porta non standard per il collegamento tramite SSH. Una delle prime righe è "#Port 22". È necessario cancellare il cancelletto e cambiare la porta (ad esempio, 8022). Una volta fatto ciò, si può salvare il file con ctrl+O e uscire usando ctrl+X; bisogna cambiare le regole del firewall usando sudo ufw allow 8022 per rendere possibile il collegamento alla nuova porta. A questo punto si può inserire il comando "sudo systemctl restart ssh" per rendere effettivo il cambiamento, e dopodiché inserire "exit". Per collegarsi successivamente sarà necessario usare il comando "ssh -p 8022 utente@indirizzo-ip".

È molto importante proteggere le chiavi delle API da possibili usi non autorizzati. Nel caso in cui la macchina o l'agente fossero compromessi, infatti, si rischierebbe di pagare un conto alquanto salato. L'approccio corretto è dunque quello di creare una chiave specifica per OpenClaw presso il fornitore di LLM, sulla quale imporre limiti di spesa stringenti: in questo modo, nel peggiore dei casi si arriverà al limite di spesa e sarà possibile semplicemente revocare la chiave così da renderla inutile. Usando il processo di configurazione guidata, il sistema provvede da sé a rendere la chiave leggibile solo all'utente con cui si sta effettuando la configurazione, e non è dunque necessario effettuare operazioni ulteriori.

Per tenere sotto controllo lo stato del sistema è possibile installare un'applicazione come Cockpit, che consente di monitorare il server e di effettuare operazioni di configurazione e manutenzione direttamente dal browser. Per installare Cockpit è necessario abilitare il repository "backports": basta digitare il comando "sudo apt install -t noble-backports cockpit && sudo systemctl enable --now cockpit.{socket,service}" (il comando è valido per Ubuntu 24.04; per versioni successive è sufficiente rimuovere "-t noble-backports"). Bisognerà poi abilitare la porta relativa sul firewall e, per fare ciò, sarà sufficiente digitare il comando "ufw allow 9090". A questo punto sarà possibile collegarsi a Cockpit dal browser digitando "https://indirizzo-ip-del-server:9090".

Con questi pochi accorgimenti è possibile tenere maggiormente sotto controllo il server e ottenere un livello di sicurezza migliore, così da ottenere il meglio del modello VPS (bassi costi, disponibilità 24 ore su 24, flessibilità) assieme ai vantaggi offerti da OpenClaw.

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