IA: un italiano su quattro la vorrebbe al posto del proprio capo. L'analisi di Asus
di Alberto Falchi pubblicata il 16 Dicembre 2025, alle 17:53 nel canale IA business
Uno studio realizzato con Research Dogma su 600 lavoratori evidenzia diffidenza verso l’intelligenza artificiale, utilizzo poco strategico degli strumenti digitali, meeting percepiti come poco efficaci e forti differenze generazionali e di genere
L'IA è sottoutilizzata dagli italiani, che si dimostrano piuttosto diffidenti verso questa tecnologia. È quello che evidenza uno studio realizzato dall’Osservatorio ASUS Business insieme a Research Dogma, che indica come il 56% degli intervistati ancora non utilizzi questa tecnologia. Non solo: l'analisi si sofferma anche sulla questione delle riunioni, in particolare quelle tramite piattaforme come Teams o Zoom, considerate poco efficaci dal 23% del campione.
Gli italiani non si fidano dell'IA? Il punto di Asus

Sebbene la maggior parte degli studi che abbiamo avuto modo di leggere sostenesse che l'IA è utilizzata dalla maggioranza delle persone, anche in Italia, l'analisi di Asus si discosta nettamente, indicando che ben il 56% del campione (600 lavoratori con età compresa dai 25 ai 64 anni e con i seguenti ruoli: imprenditori, dirigenti, quadri e impiegati-insegnanti) non la utilizza. O, più precisamente, non la utilizza per organizzare e gestire le riunioni di lavoro.
In generale, l'utilizzo di questa tecnologia è, secondo Asus, poco strategico: il 15% degli intervistati afferma di sfruttarla per preparare documenti, un altro 15% per farsi dare spunti creativi e un ulteriore 15% per la trascrizione automatica e altri servizi di registrazione. "Il quadro suggerisce che, pur riconoscendo il bisogno di innovazione, la maggioranza dei lavoratori non percepisce ancora l’IA come una soluzione matura per migliorare l’efficacia delle riunioni", si legge nel comunicato stampa che accompagna lo studio.
Ci sono due motivi per questo scarso interesse: da un lato i lavoratori sentono la necessità di essere formati sul tema, così da poter adottare con maggiore successo la tecnologia. Dall'altro, c'è lo storico problema delle difficoltà che incontrano le imprese a innovare, anche a causa dei timori di poter perdere il controllo dei propri dati affidandoli all'IA.
Riunioni: sono ancora troppe e poco efficaci
Secondo l'analisi di Asus, 3 italiani su 4 (77%) affrontano da 1 a 5 riunioni ogni settimana, sia in presenza sia online. Più nel dettaglio, quasi la metà del campione afferma di avere almeno una riunione settimanale, mentre un 19% deve farlo quotidianamente.
Peccato che nella maggior parte dei casi, siano considerate poco utili: solo il 23% afferma che siano realmente efficaci. Il 45% vorrebbe che fossero più concrete, orientate alla ricerca di soluzioni a problemi reali. Il 31%, invece, desidererebbe che questi incontri fossero organizzati meglio.
Interessante notare la differenza di risposte fra uomini e donne. Il 24% dei primi afferma che si fanno troppe riunioni, e che siano pure troppo lunghe. Al contrario, per il 22% delle donne sarebbe opportuno aumentare il numero di riunioni e confrontarsi maggiormente.
In generale, il quadro che emerge mostra come i lavoratori più giovani, sotto i 35 anni, siano più propensi ad adottare l'IA e a effettuare più riunioni. Gli over 45, invece, tendono a essere più conservatori, e affermano di essere meno competenti rispetto ai colleghi più giovani nel padroneggiare strumenti digitali.
L'IA al posto di un capo? Ai giovani l'idea non dispiace
Fra i quesiti della ricerca uno era particolarmente curioso e volutamente provocatorio: si sostituirebbe il capo con l'IA? La maggior parte delle persone, prevedibilmente, ha risposto di no. Ma colpisce il fatto che circa un quarto del campione (il 24%) non ha dubbi e sostituirebbe immediatamente il proprio responsabile con un'intelligenza artificiale, "forse in quanto più equa e prevedibile", si legge nel report.
“Le riunioni restano un momento cruciale per il lavoro, ma in Italia sono ancora percepite come poco efficaci. La nostra ricerca mostra che l’IA nei meeting è ancora sottoutilizzata e per renderla un alleato strategico è necessario un cambio di passo culturale e organizzativo, al fine di trasformare la tecnologia in valore concreto” afferma Lavinia Fogolari, Head of Marketing SYS di ASUS.











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16 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoL'avranno scritto con la presunta IA. Secondo me più che al posto del loro capo, la vorrebbero al posto della loro testa. Non ci sarebbero molte differenze...
Ma dai ..pelate proprio i guardi sull'uovo e i dot sulla Ü....
forse hanno capito molto poco della storiella dell'IA.. non sarà IA al posto del capo ma al loro posto per il capo..
poracci.. certo che la qualità dei nuovi "uomini e donne del futuro" è veramente scarsa se non hanno capito chi farà la fine del topo in trappola.. non è chi è in cima ma chi è più facile da sostituire, come fu con la seconda rivoluzione industriale e la catena di montaggio e l'IA è la stessa cosa.. una bella catena di montaggio che può eliminare tutte le persone che fanno lavori ripetitivi con i computer.
sopravvive chi è in una nicchia o chi è dinamico, non chi si lagna del capo..
mi chiedo quanto tempo ci voglia al mondo per accorgersi che sono delle ciofeche e far fallire un po' di big tech...
la bolla è bella gonfia (di merda)....
1/4 Putinani
1/4 comunisti LGBT pro turbo intercooler
L'ultimo quarto è quello buono (magari
No, l'inversione di parole è un errore tipicamente umano. Un po' ridicolo, ma per me va considerato un lapsus.
In un titolo andrebbe comunque corretto.
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