Intelligenza ArtificialeAnthropic
Il copyright distruggerà l'IA? Il settore alle prese con la più grande causa mai intentata
di Alberto Falchi pubblicata il 11 Agosto 2025, alle 16:21 nel canale IA business
Una class action intentata da tre autori preoccupa i creatori di Claude. Se venisse accolta, il rischio è quello di dover affrontare una causa da centinaia di miliardi di dollari. Che avrebbe un impatto devastante sull'intera industria dell'IA










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29 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoQuindi meglio continuare col patent trolling? Quanti anni sono ormai che leggiamo di cause su proprietà intellettuali che puntualmente finiscono con "dammi X e arrivederci e grazie"?
Quanti anni sono che ci sono aziende, non è questo il caso chiaramente, ma che depositano idee generiche come brevetto e poi basta che qualcuno realizzi qualcosa di vagamente simile e gli fanno causa?
Detto ciò il tuo esempio poi fa ridere perché visto quanto è probabile recuperare qualcosa dopo un furto l'unico motivo per cui si fa denuncia è per autotutela se il ladro commette altri reati con quello che ti ha sottratto ma per il resto non serve assolutamente a niente.
Viviamo in un mondo dove ormai se ti trovi coinvolto in faccende legali e sei un povero cristo qualsiasi hai sempre e solo da perdere. Basta vedere come basta striscia a trovare quelle che rubano in metropolitana ogni 3x2 che non lo nascondono nemmeno e la legge che rimane inerme. Mentre invece devo vedere i tribunali usati per il patent trolling perché qualcuno da qualche parte ha da fare qualche piagnisteo.
"Va anche detto che il problema, in questo specifico caso, non è l'uso di dati per l'addestramento, quanto il fatto che tali dati siano stati ottenuti in maniera impropria, scaricandoli da un sito pirata. "
COPIE PIRATA, quale parte non ti è chiara? Il fair use è già stato approvato.
Infatti....
"A fine giugno, lo stesso Alsup aveva emesso una decisione di merito “mista”: l’addestramento su libri acquisiti legalmente (ad esempio acquistati e poi digitalizzati) è stato ritenuto fair use; non lo è, invece, la creazione e conservazione di una libreria di copie pirata, che resta quindi al centro del contenzioso per violazione del copyright."
Una class action intentata da tre autori preoccupa i creatori di Claude. Se venisse accolta, [B][COLOR="DarkRed"]il rischio è quello di dover affrontare una causa da centinaia di miliardi di dollari. Che avrebbe un impatto devastante sull'intera industria dell'IA[/COLOR][/B]
Tranquilli ci pensano i cinesi a svilupparla a basso costo, dandogli in pasto di tutto negando ogni cosa.
Devo dire che ultimamente i cinesi mi stanno sempre più simpatici.
E' palese che, specie in ambito artistico, si va facilmente nel plagio.
Credo che in teoria si possano realizzare dei sistemi di controllo integrati alle stesse AI per ridurre/evitare questo (grosso) problema, ma mi pare che il loro approccio sia fare come il diritto d'autore non esistesse.
Che equivale in qualche modo a mettere in discussione la proprietà, e forse va anche bene, ma su un piano politico, non di furto del più forte.
Leggo tanti commenti ma alla fine è solo una questione di soldi.
Non c'è contrarietà all'uso del materiale ma semplicemente ci sono persone che vogliono guadagnarci dal progresso tecnologico. Questo è una sintesi di tutto la logica che gira dietro alla questione del copyright.
Ma è solo un cerotto su un colpo d'arma da fuoco, non sarà mai possibile vigilare a fondo se il materiale è stato o meno in paso all'AI.
O lo fanno alla luce del sole oppure lo fanno di nascosto e non te lo dicono,[B][COLOR="Red"] in ogni caso l'AI arriverà ovunque è inevitabile ![/COLOR][/B]
Comunque curioso di vedere come va a finire a questo punto.
è di poco tempo fa la notizia che meta abbia scaricato illegalmente 2500 pornazzi da torrent per addestrare l'ia.. tutto il mondo è paese, solo che a questi non fanno nulla, a noi pezzenti si
Non c'è contrarietà all'uso del materiale ma semplicemente ci sono persone che vogliono guadagnarci dal progresso tecnologico. Questo è una sintesi di tutto la logica che gira dietro alla questione del copyright.
Ma è solo un cerotto su un colpo d'arma da fuoco, non sarà mai possibile vigilare a fondo se il materiale è stato o meno in paso all'AI.
O lo fanno alla luce del sole oppure lo fanno di nascosto e non te lo dicono,[B][COLOR="Red"] in ogni caso l'AI arriverà ovunque è inevitabile ![/COLOR][/B]
Più che altro quel che io trovo vomitevole è che chi vuole fare questi guadagni non è uno scrittore indipendente anonimo che a stento ci campa di quello che scrive ma tutta gente che vive nel lusso più totale.
Motivo per il quale secondo me andrebbe riformato il copyright (e anche tante altre cose) per cui quando hai guadagnato non dico il giusto, dico più che bene l'opera diviene pubblica e i diritti cessano.
Quanto è più che bene? Non voglio fare una formula io... lascio a chi se ne intende di più decidere ma per me quando arrivi a guadagnare cifre per cui volendo potresti non lavorare più per il resto della vita si può anche dire basta.
Così come per me dovrebbe esserci una legge che nessun manager dovrebbe guadagnare più di 100 volte lo stipendio di un neoassunto dell'azienda per cui dirige.
E così via... una società dovrebbe avere come fulcro un senso di equità e giustizia sociale. Non basarsi sulla giungla e sulla legge del più forte.
Non c'è contrarietà all'uso del materiale ma semplicemente ci sono persone che vogliono guadagnarci dal progresso tecnologico. Questo è una sintesi di tutto la logica che gira dietro alla questione del copyright.
Ma è solo un cerotto su un colpo d'arma da fuoco, non sarà mai possibile vigilare a fondo se il materiale è stato o meno in paso all'AI.
O lo fanno alla luce del sole oppure lo fanno di nascosto e non te lo dicono,[B][COLOR="Red"] in ogni caso l'AI arriverà ovunque è inevitabile ![/COLOR][/B]
Più che altro quel che io trovo vomitevole è che chi vuole fare questi guadagni non è uno scrittore indipendente anonimo che a stento ci campa di quello che scrive ma tutta gente che vive nel lusso più totale.
Motivo per il quale secondo me andrebbe riformato il copyright (e anche tante altre cose) per cui quando hai guadagnato non dico il giusto, dico più che bene l'opera diviene pubblica e i diritti cessano.
Quanto è più che bene? Non voglio fare una formula io... lascio a chi se ne intende di più decidere ma per me quando arrivi a guadagnare cifre per cui volendo potresti non lavorare più per il resto della vita si può anche dire basta.
Così come per me dovrebbe esserci una legge che nessun manager dovrebbe guadagnare più di 100 volte lo stipendio di un neoassunto dell'azienda per cui dirige.
E così via... una società dovrebbe avere come fulcro un senso di equità e giustizia sociale. Non basarsi sulla giungla e sulla legge del più forte.
Ok... ma a 2500 posso crederci è un numero più verosimile. 7 milioni di libreria pirata mi pare veramente tanto.
Lasciando stare che sul web di porno gratuiti ce ne sarà un fantastiliardo, ci sono servizi online come Kindle Unlimited che offrono milioni di contenuti.
Se tu ti iscrivi spacciandoti come un privato pagando pochi euro e invece sei una AI e ti leggi tutti i libri, quella è pirateria.
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