Intelligenza Artificiale

Italia prima in Europa per gli investimenti aziendali per la formazione in ambito IA. lo studio di EY

di pubblicata il , alle 16:14 nel canale IA business Italia prima in Europa per gli investimenti aziendali per la formazione in ambito IA. lo studio di EY

L’utilizzo dell’IA sul lavoro in Italia è in crescita: è passata dal 12% nel 2024 al 46% nel 2025. Il 52% del management ha già rilevato benefici concreti in termini di riduzione dei costi e aumento dei profitti

 

L'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale sul lavoro è in rapidissima crescita, soprattutto in Italia, dove in un solo anno la percentuale di chi la usa in ambito lavorativo è passata dal 12% del 2024 al 46% del 2025. È quanto emerge da uno studio di EY, che evidenzia anche un altro, importante, dato: il nostro Paese è il primo a livello europeo per i lavoratori che investono nella formazione all'uso degli strumenti di IA.

IA: cresce l'adozione nel mondo lavorativo. Ma la maggior parte, lo usa per la produttività personale

ey-european-ai-barometer-2025

Di studi che evidenziano la rapida adozione dell'IA in azienda nel abbiamo letti tantissimi. Allo stesso tempo, non mancano voci più scettiche, che sottolineano come la stragrande maggioranza (più dell'80%) di progetti di IA in azienda falliscano, rimanendo nella fase di proof of concept senza entrare in produzione.  

Dove sta la verità, quindi? La realtà è che, anche se può sembrare una contraddizione, le due affermazioni sono entrambe vere. Da un lato, infatti, sono tantissimi i dipendenti che utilizzano ChatGPT, Gemini o altre piattaforme per migliorare la loro produttività sul lavoro. E, in molti casi, ne sono più che soddisfatti. Dall'altro lato, ci sono poi i progetti di integrazione più evoluti, che mirano a creare sistemi più complessi e automatizzati dei chatbot. Sono questi ultimi progetti che spesso non riescono a superare la fasi iniziali, soprattutto a causa di scarsi dati, o dati di bassa qualità, e a flussi di lavoro mal concepiti. 

Lo studio di EY, che prende in esame 4.900 lavoratori in 9 Paesi (di cui 539 in Italia) si sofferma proprio sull'uso dell'IA come strumento di produttività personale. Secondo l'analisi, la maggior parte dei rispondenti utilizza l'IA in ufficio (liberamente nel 40% dei casi, con restrizioni nel 27%) e l'80% degli utilizzatori valuta positivamente la tecnologia. 

Ma per cosa viene usata l'intelligenza artificiale? Nel caso dell'Italia, il 60% afferma che di sfruttarla come supporto per la scrittura di testi, il 47% utilizza assistenti vocali e il 40% si affida a chatbot per ottenere risposte. Non mancano alcune preoccupazioni, a partire da timori per la protezione dei dati (53%), i costi (32,5%) e l'esperienza utente (40%).

L’impatto più marcato si registra nei settori energia, risorse e sport, dove tutti gli operatori segnalano benefici concreti. Ma l’adozione è significativa anche nel mondo bancario, dei mercati dei capitali e dei servizi finanziari: qui l’88% delle imprese dichiara miglioramenti tangibili. A seguire, l’industria manifatturiera avanzata (80%) e il comparto scientifico (75%), che confermano un trend di diffusione sempre più ampio.

A utilizzarla maggiormente sono i lavoratori con elevati livelli di responsabilità: il 59% dei manager ha incrementato l'adozione degli strumenti di IA nell'ultimo anno, contro il 39% dei dipendenti. Un trend che, secondo EY, era già evidente lo scorso anno,  quando il 69% dei manager dichiarava un impatto diretto dell’AI sul proprio ruolo, contro il 49% dei non-manager. 

I manager, tra l'altro, sono anche quelli più consapevoli dei possibili rischi. il 74% di chi occupa un ruolo manageriale ha ben presente il framework etico sull'utilizzo dell'IA adottato dalla propria azienda. Una percentuale che scende al 47% fra i dipendenti. 

Il focus sulla formazione: in Italia i maggiori investimenti

ey-european-ai-barometer-g3

Per adottare l'IA con successo è fondamentale che gli utilizzatori abbiano ricevuto una formazione adeguata. E qui lo studio di EY verifica alcune discrepanze. La maggior parte dei manager, infatti, è convinta che i lavoratori abbiano ricevuto una formazione adeguata, ma i dipendenti la vedono diversamente, e solamente il 20% concorda con questa affermazione. E, in certi casi, provvedere personalmente: il 64% dei dipendenti afferma che sta investendo nella propria formazione sull’argomento, sia privatamente (26%) sia professionalmente (22%). La percentuale più alta di chi punta alla formazione arriva dall'Italia, seguita da Spagna e Germania. 

L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia emergente, ma una realtà concreta che sta già generando valore per le imprese. Il 52% del top management ha rilevato benefici tangibili in termini di riduzione dei costi e aumento dei profitti. Tuttavia, il vero salto di qualità arriverà quando sarà accompagnata da una cultura diffusa e condivisa. Colmare il divario di consapevolezza tra leadership e dipendenti è oggi una priorità strategica: serve un investimento concreto in formazione, governance e accessibilità per rendere l’AI una leva inclusiva e sostenibile di trasformazione”, commenta Giuseppe Santonato, AI Leader di EY Europe West.

1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
megthebest03 Settembre 2025, 16:35 #1
Il 52% del management ha già rilevato benefici concreti in termini di riduzione dei costi e aumento dei profitti
Nel caso dell'Italia, il 60% afferma che di sfruttarla come supporto per la scrittura di testi, il 47% utilizza assistenti vocali e il 40% si affida a chatbot per ottenere risposte. Non mancano alcune preoccupazioni, a partire da timori per la protezione dei dati (53%), i costi (32,5%) e l'esperienza utente (40%)

Probabilmente però, non ci accorgiamo che tutto questo uso dell'IA, anche in ambito lavorativo, diminuisce le nostre capacità cognitive, manuali (scrittura testi, esposizione orale) e sopratutto impoverisce il nostro sapere, perchè tutto quello che chiediamo all'IA (e mi ci metto anche io) non viene poi elaborato criticamente, ma incollato e dimenticato...
Il rischio ultimo, come abbiamo ben visto, è l'essere pian piano sostituiti da chatbot proprio in quei ruoli impegatizi o helpdesk/call center dove l'IA sta padroneggiando in tutto il mondo, senza un freno che possa salvaguardare il lavoro umano.

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
^