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L'IA di Elmec parte dai propri processi per servire al meglio le medie imprese italiane

di pubblicata il , alle 14:50 nel canale IA business L'IA di Elmec parte dai propri processi per servire al meglio le medie imprese italiane

All'Innovation Summit Elmec presenta un'IA sperimentata al proprio interno e pensata per le medie imprese italiane. Annunciata Elmec Vision, la nuova piattaforma di divulgazione tecnica

 

Le organizzazioni di taglio medio si trovano a fare i conti con l'intelligenza artificiale prima ancora di aver deciso come usarla, perché i dipendenti la portano in azienda con il proprio lavoro quotidiano e il confine tra adozione individuale e impatto sui processi continua a spostarsi. È un'area in cui la differenza tra sperimentazione e cambiamento concreto di processo dipende più dalla piattaforma, dal dato e dalla cultura aziendale che dal singolo modello scelto. È in questo quadro che si è inserita la seconda edizione dell'Innovation Summit di Elmec Informatica, ospitata il 14 maggio al Campus Tecnologico di Brunello davanti a oltre quattrocento ospiti, durante la quale il provider varesino ha messo a sistema il proprio percorso interno sull'IA e ha chiarito che un'offerta verticale ai clienti, oggi, non c'è ancora e che, quando arriverà, sarà la maturazione di quello che l'azienda sta consolidando al proprio interno.

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La scelta che Elmec ha esplicitato all'evento è di non proporsi come consulente strategico né come sviluppatore di soluzioni IA verticali, ma di lavorare sui due ambiti su cui può portare un'esperienza diretta, la piattaforma e il dato. L'individuazione del caso d'uso concreto deve infatti venire dall'interno dell'organizzazione cliente, dove si conoscono i passaggi del lavoro in cui l'IA può davvero incidere, mentre il contributo di Elmec, secondo Matteo Ghiringhelli, Responsabile Innovation Research dell'azienda, sta nel mettere a disposizione l'esperienza di chi sull'infrastruttura ci lavora ogni giorno e ha già attraversato la fase delle sperimentazioni che non producono risultati. “Possiamo raccontare quello che abbiamo fatto, condividere le cicatrici e farcene meno”, sintetizza Ghiringhelli.

Una piattaforma interna come laboratorio

Il primo nodo affrontato dall'area Innovation è stato quello della governance dei modelli, ed Elmec ha scelto di affrontarlo costruendo un punto unico di accesso che instrada le richieste sia verso i modelli cloud sia verso quelli ospitati nel proprio data center, anziché lasciare che ogni applicativo o ogni utente puntasse direttamente alle API del fornitore di turno. Sul versante cloud si tratta di OpenAI e Anthropic, su quello on-prem dei principali modelli open disponibili, da GPT-OSS di OpenAI a Llama, Mistral e Qwen, e lo strato di astrazione che li unisce era inizialmente una soluzione open integrata, riscritta poi internamente per ottimizzarne le prestazioni in fase di inferenza e ridurre il peso di funzioni accessorie. Il vantaggio operativo è doppio, perché gli use case che trattano dati sensibili restano dentro i modelli interni e quindi dentro il perimetro contrattuale concordato con i clienti, mentre per il resto la scelta del modello migliore diventa una questione di configurazione e non di riscrittura degli applicativi.

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Sopra questa base sono nati gli strumenti di lavoro quotidiano, a partire da una chat di supporto integrata nel servizio workplace che gestisce le richieste prima con un livello di assistenza basato su IA e le inoltra a un operatore solo quando serve, e che è stata usata e affinata in azienda prima di entrare nel catalogo di servizi. Affiancata a questa, un'interfaccia interna costruita per somigliare a ChatGPT permette ai dipendenti di interrogare modelli cloud e on-prem agganciandoli alla documentazione aziendale, attraverso un meccanismo che attinge in tempo reale alle basi di conoscenza operative e commerciali. La governance sull'utilizzo è equilibrata, fatta di sensibilizzazione e non di blocchi, perché un divieto generalizzato, spiega Ghiringhelli, non regge in un ambiente in cui la tecnologia è troppo facilmente accessibile, mentre monitorare l'uso effettivo permette anche di scoprire chi dentro l'azienda sta già usando l'IA in modi non previsti e di riportare quegli use case sotto controllo. Il principio operativo è che generare un'immagine per una demo passando da Gemini va bene, mentre analizzare i ticket dei clienti su un modello pubblico no.

Il salto più rilevante dell'ultimo anno, però, non è tecnologico in senso stretto, ma riguarda l'ingresso al tavolo dell'area Innovation di figure che con la tecnologia non hanno a che fare per ruolo, e che Ghiringhelli chiama business adopter, persone delle aree vendita, prevendita o operative che hanno iniziato a usare l'IA per conto proprio e si sono spinte abbastanza avanti da costruire applicazioni di un certo peso, portando alla parte tecnica quello che a quest'ultima manca per definizione, la conoscenza puntuale di cosa serva davvero in un processo aziendale. Il modello agentico, in questa cornice, è la frontiera che Elmec sta osservando da più vicino e che ha iniziato a sperimentare soprattutto nell'ambito dello sviluppo software, dove un assistente può occuparsi di tutto ciò che è di contorno (documentazione, governance del ciclo di vita, attività accessorie che senza un agente verrebbero rimandate) lasciando alla figura tecnica il cuore del lavoro, e lo sta facendo con la stessa attenzione di chi non vuole farsi accelerare dall'entusiasmo.

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Il contesto in cui questo lavoro si inserisce lo ha disegnato in apertura Alessandro Ballerio, Amministratore Delegato di Elmec, ricordando che i tre temi sentiti oggi dai clienti sono la concretezza dei risultati, la sovranità di dato e infrastruttura e la sicurezza informatica, e che l'IA eleva tutti e tre all'ennesima potenza. È una cornice che spiega anche perché Elmec non abbia ancora costruito un'offerta IA verticale per i propri clienti, considerato che le linee di business dell'MSP varesino sono nate storicamente dopo un percorso interno lungo, dalla cyber security al SOC, dai container che oggi sono un servizio ai clienti dopo tre o quattro anni di uso strutturato in azienda. La stessa logica, applicata all'IA, suggerisce di non avere fretta, anche perché, ragiona Ghiringhelli, qualunque servizio costruito intorno a questa tecnologia deve poter rispondere a un'esigenza riscontrata sull'intera base clienti, non al caso particolare di pochi. C'è poi un aspetto economico, perché chi ha provato a sostituire persone con agenti scopre, in alcuni casi, di spendere in token quanto pagava prima i collaboratori, e in cloud quanto sarebbe costato un proprio data center, dinamiche già viste sull'infrastruttura ma qui in scala accelerata.

Elmec Vision, la divulgazione come scelta editoriale

L'altro annuncio dell'Innovation Summit ha la stessa radice del primo. Elmec ha aperto Elmec Vision, piattaforma gratuita di divulgazione tecnologica nata da una sfida interna di due anni fa e presentata come la versione pubblica di una linea editoriale che parte dal lavoro dei tecnici, non dal catalogo dei prodotti. La piattaforma, ha spiegato Elisa Bisceglia, Direttrice Fiducia e Sostenibilità di Elmec, raccoglie un centinaio di contributi video prodotti dagli specialisti dell'azienda, brevi e costruiti su metafore e casi concreti, con una user experience che la stessa Bisceglia riconosce di aver costruito guardando a Netflix, e accanto alla quale arriva un magazine cartaceo, Vision Magazine, distribuito tre volte l'anno ai clienti.

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Tra i protagonisti del progetto figurano Emanuele Andreazza, Technology & Managed Services Presales Manager, Giuseppe Prettico, Security Platform Engineer, e Riccardo Savio, Ingegnere IA, che hanno portato sulla piattaforma la stessa logica narrativa che emerge dall'approccio infrastrutturale e dalla strategia IA dell'azienda, ovvero spiegare in modo semplice senza banalizzare, partendo da paragoni quotidiani come quello dei container raccontati attraverso il trasporto marittimo, per costruire negli interlocutori una base di consapevolezza che permetta di decidere. È il rovescio di un'IA usata senza capire cosa c'è dentro, tema su cui Savio ha costruito una parte significativa del proprio intervento.

L'obiettivo dichiarato, almeno fino al prossimo Elmec Workplace Summit del 1° ottobre, è quello di estendere l'uso dell'IA all'interno di Elmec spostandola dalle aree tecnologiche a quelle di prevendita e vendita, dove l'impatto sui processi è più visibile e dove le precedenti tecnologie di automazione non arrivavano, mentre la fascia di mercato che oggi guarda l'IA con la sensazione di non sapere da dove iniziare, e che è di gran lunga la più popolata, vedrà arrivare l'offerta di Elmec dopo che l'azienda avrà completato il proprio percorso interno. È una scelta che, sul terreno dell'IA, è anche un modo per evitare di vendere illusioni, perché il calendario lo detterà il livello di maturità reale, non il timore di restare indietro.

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