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L'IA sta rimodellando il Web. Come? Lo spiega Akamai

di pubblicata il , alle 13:00 nel canale IA business L'IA sta rimodellando il Web. Come? Lo spiega Akamai

Il modello basato su pagine e link lascerà progressivamente spazio agli AI Agent in grado di comprendere il contesto, anticipare i bisogni e agire per conto degli utenti. Non è la fine del web, ma la sua reinvenzione

 

L'IA si appresta a diventare il motore centrale dell'esperienza digitale. Ne è certa Akamai, sottolineando che questa tecnologia stravolgerà il modo in cui le persone cercano informazioni, collaborano e utilizzano il web. Al centro di questa rivoluzione gli agenti di IA.

L'IA porterà una rivoluzione nel modo di utilizzare il Web. L'analisi di Akamai

Agenti di IA che comprendono il contesto e agiscono per conto degli utenti, arrivando anche ad anticiparne i bisogni. L'interfaccia non sarà più punta e clicca, ma conversazionale.

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Questa, secondo Akamai, la direzione che sta prendendo il Web grazie agli sviluppi dell'IA. E, parallelamente, prenderà vita una nuova economia, basata sulla progettazione, gestione e messa in sicurezza dei sistemi intelligenti. Di conseguenza, anche chi fa pubblicità online dovrà ripensare l'approccio, tenendo conto dell'impatto dell'IA. 

Un mondo quasi darwinista dato che, come si legge in un comunicato dell'azienda, "la capacità di adattarsi rapidamente farà la differenza tra chi guiderà il cambiamento e chi rischia di restarne escluso". Secondo Akamai, infatti, per le aziende la sfida non sarà più solo ottenere visibilità, ma essere riconosciute come fonti affidabili dagli ecosistemi di IA che mediano l’accesso alle informazioni. 

Nemmeno la cybersecurity verrà risparmiata: nel 2026 i deepfake evolveranno ulteriormente, e potranno essere generati video fake in tempo reale, ancora più convincenti di quelli oggi utilizzati dai criminali informatici. E l'automazione spinta darà un ulteriore vantaggio agli attaccanti, che potranno fare leva sull'IA per gestire e coordinare complesse campagne di attacco, facendo anche leva su infrastrutture digitali globali che, come mostrano i recenti eventi (pensiamo ai down di Cloudflare), sono sempre più fragili e sotto pressione.

La fine degli LLM? IA sempre più verticali e specializzate

Se fino a ora le implementazioni di IA in azienda sono state prevalentemente esperimenti e proof of concept, per Akamai il 2026 sarà l'anno della concretezza. Fino a oggi, infatti, la maggior parte dei progetti di IA ha portato relativamente pochi benefici, senza garantire miglioramenti significativi all'efficienza e alla produttività. Ma con il nuovo anno cambierà tutto, e si passerà dagli attuali LLM generalisti a nuovi modelli linguistici più specializzati, oltre a soluzioni di IA che saranno integrate direttamente all'interno degli strumenti, rendendoli più efficaci. 

Ma sarà sempre l'essere umano a fare la differenza e, secondo l'azienda, sarà fondamentale saper sfruttare al meglio gli strumenti di IA e coglierne le opportunità, in quanto "nascerà anche un nuovo divario competitivo tra chi saprà accumulare valore grazie all’IA e chi, al contrario, si troverà a gestire un crescente debito da intelligenza artificiale".

Come spiega Robert Blumofe, Executive Vice President e Chief Technology Officer di Akamai, "stiamo entrando in una fase in cui l’intelligenza artificiale smette di essere una promessa e diventa una responsabilità. Nel 2026 vedremo chiaramente la differenza tra chi utilizza l’AI come leva strategica, integrandola in modo sicuro e consapevole nelle proprie infrastrutture, e chi invece ne subirà complessità e rischi. Il futuro del web sarà definito non solo dall’innovazione, ma dalla capacità di costruire fiducia in un mondo sempre più automatizzato”.

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