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Le soluzioni di Google Cloud per portare le telco nell'era dell'IA agentica

di pubblicata il , alle 16:36 nel canale IA business Le soluzioni di Google Cloud per portare le telco nell'era dell'IA agentica

Google Cloud propone alle telco un’architettura basata su BigQuery, Spanner e Vertex AI che integra dati operativi e analitici. Obiettivo: creare un digital twin della rete e dare vita a reti di telecomunicazioni ancora più autonome

 

Le reti di telecomunicazionie devono evolvere, passando dalla "semplice" automazione a infrastrutture interamente gestite da agenti di IA. Questa l'ambizione di Google Cloud, che mira a supportare le compagnie di telecomunicazioni consentendole di andare oltre l'automazione di singole operazioni, lasciando che schiere di agenti di IA prendano il controllo di interi flussi di lavoro. Portando più efficienza e riducendo il rischio di disservizi. 

Google Cloud vuole traghettare le telco verso il modello di IA agentica

Secondo Google Cloud, l'IA nel mondo delle telecomunicazione non dovrebbe limitarsi a chatbot che supportano gli operatori a risolvere o identificare problemi. L'obiettivo del colosso è quello di permettere all'IA di comprendere a fondo il funzionamento delle infrastrutture, trasformando enormi quantità di dati non strutturati in insight. 

Cloud Spanner Graph

Per raggiungerlo, Google Cloud agisce su tre livelli. Il primo riguarda l’automazione del ciclo di vita dei dati: grazie all’evoluzione di BigQuery e all’integrazione dei modelli Gemini, la piattaforma è in grado di automatizzare operazioni complesse come la pulizia, la classificazione e l’etichettatura dei grandi volumi di telemetria di rete, trasformando dati grezzi in informazioni pronte per l’uso da parte dell’intelligenza artificiale in tempi molto più rapidi. Il secondo livello è la creazione di una mappa digitale della rete: con Cloud Spanner Graph Google realizza un digital twin su scala planetaria che rappresenta in tempo reale relazioni e dipendenze tra tutti gli elementi dell’infrastruttura.

Infine, attraverso una partnership con DigitalRoute, Google Cloud introduce pipeline di dati riutilizzabili che funzionano come sistemi di filtraggio ad alta velocità, capaci di trasformare segnali di rete frammentati e disordinati in una fonte unica e coerente di dati affidabili. L’integrazione di questi tre livelli permette agli agenti di intelligenza artificiale di operare con un quadro completo della rete: individuare anomalie, ragionare sulle possibili soluzioni e intervenire spesso prima che il cliente finale percepisca il problema.

Gemini come "motore di ragionamento"

Oggi chi si occupa di erogare servizi di connettività si trova a dover soddisfare esigenze in rapida evoluzione, offrendo servizi immediati e senza frizioni a privati e aziende. Gli ecosistemi IT frammentati, composti da software legacy e sistemi scollegati tra loro, rappresentano però uno scoglio. Per superare questo limite, Google Cloud propone un’infrastruttura unificata per dati e intelligenza artificiale basata su BigQuery, Spanner e Vertex AI, affiancata da una piattaforma agentica costruita su Gemini Enterprise.

google-gemini

In questo modello, non sono più le persone a dover sincronizzare manualmente informazioni tra reparti e sistemi: Gemini Enterprise agisce come un vero motore di ragionamento, creando una rete di agenti intelligenti che collega i sistemi aziendali delle telco e mette in relazione gli eventi tecnici della rete con gli effetti reali sull’esperienza dei clienti. L’obiettivo è consentire a operatori e utenti finali di individuare, comprendere e attivare automaticamente azioni basate sui dati anche in ambienti aziendali complessi.

Il cammino verso una rete totalmente autonoma

Network operation framework

Per arrivare a elevati livelli di autonomia, Google Cloud ha sviluppato Autonomous Network Operations, un framework che nasce per automatizzare la gestione delle infrastrutture telco attraverso dati e intelligenza artificiale. Uno degli elementi centrali è il digital twin della rete, che replica l’infrastruttura reale e ne mantiene lo stato aggiornato nel tempo. Utilizzando Cloud Spanner, inoltre, gli operatori possono costruire una rappresentazione dinamica della rete e analizzare sia la situazione corrente sia quella registrata nelle ore o nei giorni precedenti. Questo consente di individuare più rapidamente l’origine dei guasti e accelerare le attività di root cause analysis. Un secondo pilastro riguarda l’integrazione tra dati operativi e analitici, storicamente separati nei sistemi delle telecomunicazioni. L’architettura proposta da Google Cloud combina Spanner, che gestisce i dati operativi della rete, con BigQuery, utilizzato per analisi su larga scala dei flussi di telemetria. L’integrazione tra i due livelli consente agli operatori di analizzare contemporaneamente lo stato della rete in tempo reale e i dati storici, evitando trasferimenti manuali di informazioni tra sistemi diversi. A supporto di queste capacità analitiche entrano in gioco anche modelli di Graph Neural Network (GNN) addestrati su Vertex AI, utilizzati per comprendere le relazioni tra i diversi elementi della rete e individuare correlazioni tra eventi apparentemente scollegati. Un approccio che permette di passare da una logica puramente reattiva, basata sul monitoraggio degli incidenti, a modelli più predittivi, capaci di anticipare possibili anomalie.

Il framework è in fase di sperimentazione da parte di diversi operatori. fra cui Vodafone, Deutsche Telekom, Bell Canada e Telstra. 

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