NetApp Novus, 100 TB al secondo per sfruttare fino in fondo le GPU delle infrastrutture IA
di Vittorio Manti pubblicata il 29 Settembre 2026, alle 19:31 nel canale IA business
A Insight 2026 NetApp presenta un'architettura storage progettata per superare 100 TB/s di throughput aggregato in un unico namespace. Arriva anche Keystone Sovereign, lo storage in abbonamento con controlli di sovranità pensati per i clienti europei
Nelle infrastrutture dedicate all'IA la risorsa più costosa è la GPU, e il suo rendimento dipende da quanti dati riesce a ricevere nell'unità di tempo. Su questo punto NetApp concentra l'annuncio principale di Insight 2026, la conferenza che l'azienda tiene questa settimana a Las Vegas. Si chiama NetApp Novus ed è una nuova architettura storage rivolta ai fornitori di infrastrutture IA che gestiscono parchi GPU di grandi dimensioni. L'azienda la considera il suo annuncio più importante da molti anni a questa parte e l'obiettivo dichiarato spiega il perché, cioè superare 100 TB al secondo di throughput aggregato all'interno di un unico namespace, cioè una sola vista logica del file system in cui tutti i dati sono raggiungibili con lo stesso percorso, anche se fisicamente distribuiti su molti sistemi.
Il problema di partenza riguarda l'economia di questi impianti. I neocloud (i nuovi operatori cloud specializzati nel calcolo per l'IA) e i fornitori di GPU-as-a-Service stanno costruendo cluster di dimensioni che le architetture storage tradizionali non erano progettate per servire. Secondo NetApp, quando i dati non arrivano abbastanza in fretta l'utilizzo delle GPU può scendere sotto il 30% della loro capacità, il che significa che più di due terzi della potenza di calcolo acquistata resta in attesa dei dati, con un effetto diretto sul ritorno dell'investimento. Nel briefing con la stampa europea che ha preceduto l'evento, l'azienda ha motivato il dimensionamento con un calcolo semplice. Un anno fa un cluster da 10.000 GPU era lo stato dell'arte, oggi si parla di 50.000-100.000 GPU, e alimentarne 50.000 a 2 GB/s ciascuna richiede proprio 100 TB/s da un singolo file system.
"Le infrastrutture per l'IA vanno in difficoltà, e l'economia delle GPU crolla, quando i dati non riescono a tenere il passo. Lo storage nato per il calcolo ad alte prestazioni, da solo, non regge la scala delle infrastrutture IA di oggi. Serve un'architettura costruita da zero per questo scopo", ha sintetizzato Syam Nair, Chief Product Officer di NetApp, presentando Novus.
Metadati e dati su due strade separate
Il principio su cui si regge Novus è la separazione dei metadati dal percorso dei dati. Un anno fa, con AFX, NetApp aveva disaccoppiato prestazioni e capacità. Ora compie un passo ulteriore, in modo che metadati, banda e capacità possano crescere in modo indipendente sotto lo stesso namespace, che può ospitare miliardi di file. Per chi gestisce l'infrastruttura significa non dover amministrare centinaia di punti di mount separati e poter scalare solo le risorse che servono a ciascun carico di lavoro, con benefici su consumi energetici e spazio occupato, oggi le due risorse più scarse in questi data center.

La prima versione combina due componenti. NetApp Novus Data Director, il software che gestisce i metadati, gira su server Supermicro qualificati, mentre i servizi dati sono affidati a ONTAP, il sistema operativo proprietario di NetApp, sui sistemi AFF A90. L'accesso avviene tramite NFS standard, nella variante parallela pNFS già presente nei client Linux, senza client proprietari da installare sui nodi di calcolo, un aspetto che NetApp indica come distintivo rispetto ad altre soluzioni pensate per queste dimensioni. L'architettura non è legata a un produttore di GPU (nel corso della presentazione l'azienda ha citato NVIDIA e AMD) e mantiene le funzioni di ONTAP, dalla multitenancy sicura, indispensabile quando la stessa infrastruttura è condivisa fra molti clienti, ai servizi di protezione e integrità dei dati.
Sui numeri conviene distinguere fra misura e proiezione. Tony Palmer, Chief Analyst di Omdia, ha verificato nei test una crescita delle prestazioni quasi lineare man mano che si aggiungono cluster ONTAP allo stesso namespace, e da lì ha costruito una proiezione. "Sulla base dei test rigorosi a cui abbiamo assistito, la nostra modellazione indica che l'architettura disaggregata di NetApp Novus può arrivare a 100 TB/s in lettura sequenziale, con decine di exabyte di capacità effettiva, e oltre", ha spiegato l'analista. Il traguardo dei 100 TB/s, in altre parole, è un valore proiettato e non ancora misurato su un'installazione reale.
Novus è ordinabile da subito. NetApp prevede in seguito una versione software-defined su server standard, che manterrebbe lo stesso namespace e lo stesso modello operativo, ma per ora non ci sono date.
Keystone Sovereign, la sovranità entra nello storage in abbonamento
Il secondo annuncio guarda all'Europa. Keystone, il servizio con cui NetApp offre lo storage in abbonamento (installato presso il cliente o in una struttura di colocation, gestito da NetApp e pagato in base alla capacità effettivamente utilizzata), si arricchisce della formula Keystone Sovereign, riservata a clienti europei qualificati. L'offerta risponde a un'esigenza che nei settori regolamentati va oltre la residenza dei dati e riguarda anche chi può accedere ai sistemi, dove finisce la telemetria e da quale paese arriva l'assistenza.

Gli impegni presi da NetApp coprono diversi livelli. Dati del cliente, log, backup e telemetria restano in Europa, dove applicabile, così come il supporto tecnico e i percorsi di escalation. I processi di accesso e gestione sono sotto controllo europeo, i flussi di telemetria, monitoraggio e dati vengono documentati in modo esplicito e il tutto è sostenuto da strutture contrattuali e legali coerenti con questi requisiti.
"La sovranità dei dati è diventata un requisito strategico, perché le organizzazioni non si chiedono più soltanto dove risiedono i dati, ma pretendono un controllo maggiore sulle condizioni tecniche e operative che li governano", ha spiegato Ivan Iannaccone, vicepresidente e general manager di Keystone. Il perimetro iniziale è lo Spazio economico europeo, ma la distribuzione procederà paese per paese. I primi progetti pilota partono in Germania e Francia, altri mercati seguiranno. L'Italia, per ora, non è fra questi.
Letti insieme, i due annunci mostrano le due direzioni in cui NetApp sta spingendo la propria piattaforma. Con Novus l'azienda entra in un segmento, quello dello storage per i grandi cluster GPU, finora presidiato soprattutto da specialisti dei file system paralleli, e punta su protocolli standard e servizi ONTAP come elementi di differenziazione. Con Keystone Sovereign risponde invece alla domanda di controllo che arriva dalle imprese europee, un tema su cui i clienti dei settori regolamentati chiedono sempre più garanzie concrete e sempre meno dichiarazioni di principio.










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