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Red Hat presenta Red Hat AI 3: l'intelligenza artificiale open source di livello aziendale

di pubblicata il , alle 12:41 nel canale IA business Red Hat presenta Red Hat AI 3: l'intelligenza artificiale open source di livello aziendale

Red Hat AI 3 alza l'asticella dell'IA open source per le aziende con funzionalità che rendono possibile gestire l'IA su larga scala in maniera più semplice. Arrivano anche nuovi strumenti per gli sviluppatori

 

L'intelligenza artificiale generativa non è necessariamente da affidare a terzi e non è necessariamente proprietaria. Sono molte le soluzioni aperte e fra queste spicca Red Hat AI 3, ultima versione della piattaforma di Red Hat che combina Red Hat AI Enterprise Server, Red Hat Enteprise Linux AI e Red Hat OpenShift AI. Tra le novità troviamo un'esperienza d'uso maggiormente coerente, una maggiore scalabilità e l'orchestrazione tramite Kubernetes.

Red Hat AI 3: l'intelligenza artificiale aperta

La prima novità di Red Ht AI 3 è llm-d, che combina vari componenti per rendere possibile una gestione distribuita e intelligente dei modelli linguistici di grandi dimensioni. llm-d si appoggia a Kubernetes per orchestrare diversi modelli, così da ottenere vantaggi in termini di flessibilità e disponibilità dei servizi, nonché alla libreria di trasferimento dei dati a bassa latenza NVIDIA Dynamo e a quella di comunicazione DeepEP Mixture of Experts. Grazie a llm-d, è possibile utilizzare vLLM (un motore open source per l'inferenza) per creare un servizio su più nodi e pertanto scalabile.

Una nuova funzionalità particolarmente interessante è Model as a Service: consente di rendere disponibili i modelli verso sviluppatori e applicazioni in maniera centralizzata, come se ci si appoggiasse a un fornitore esterno (quale, per esempio, OpenAI) che dà accesso ai propri modelli come servizio. È possibile scegliere da un catalogo di modelli, gestirne il ciclo di vita tramite un registro, e monitorarli e configurarli in maniera centralizzata.

Un'ulteriore novità è la disponibilità di modelli approvati e ottimizzati da Red Hat, che includono modelli open source come gpt-oss di OpenAI, DeepSeek-R1, Whisper (per la trascrizione di file audio) e Voxtral Mini (per gli agenti vocali). L'inclusione di tali modelli semplifica lo sviluppo delle applicazioni e la gestione dei modelli stessi.

È stato poi presentato Gen AI Studio, tramite il quale gli ingegneri possono interagire con i modelli e sviluppare rapidamente prototipi; tramite la funzionalità di endpoint delle risorse d'IA, è possibile individuare e utilizzare i modelli disponibili e i server MCP (Model Context Protocol) per appoggiarsi a essi nello sviluppo delle applicazioni. È poi presente un playground interno che consente di sperimentare con i modelli e testare interazioni e parametri.

Per accelerare lo sviluppo delle applicazioni, Red Hat AI 3 introduce un livello API unificato, basato su Llama Stack, che si basa sugli standard di settore come quelli definiti da OpenAI. Per consentire la personalizzazione dei modelli, Red Hat AI 3 introduce un insieme di strumenti basato su InstructLab, che fornisce librerie Python specializzate per elaborare i dati e acquisire documenti non strutturati in un formato leggibile dall'IA. Tra gli strumenti ce ne sono poi per creare dati sintetici e per addestrare gli LLM, nonché per valutare i modelli

"Man mano che le aziende passano dalla sperimentazione alla produzione dell’AI, si trovano ad affrontare una nuova ondata di sfide in termini di complessità, costi e controllo", commenta Joe Fernandes, vice president e general manager AI Business Unit, Red Hat. "Con Red Hat AI 3, forniamo una piattaforma open source di livello aziendale che riduce al minimo questi ostacoli. Grazie a nuove funzionalità come l’inferenza distribuita con llm-d e una base per l’AI agentica, consentiamo ai team IT di rendere operativa con maggiore sicurezza l’AI di nuova generazione, secondo le proprie esigenze, su qualsiasi infrastruttura."

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