SAS si apre all'IA di terzi: Viya integra gli LLM esterni, in arrivo una governance unificata
di Vittorio Manti pubblicata il 28 Aprile 2026, alle 17:31 nel canale IA business
A Dallas, per i cinquant’anni dell’azienda, arrivano il Model Context Protocol Server, che espone le funzioni di Viya ad agenti basati su modelli come Claude, e l’AI Navigator, servizio in cloud per catalogare e tenere sotto controllo modelli e applicazioni IA, anche di altri fornitori
L’IA in azienda, nel 2026, ha smesso di essere un singolo progetto pilota. Nelle organizzazioni più mature convivono ormai modelli proprietari, servizi di machine learning degli hyperscaler, agenti costruiti su LLM commerciali e prototipi sviluppati internamente. Il problema non è più tanto avviare iniziative di IA quanto tenerle insieme, mapparle, monitorarle e garantire che operino entro le regole interne e quelle dei regolatori. Il fenomeno della shadow IA, l’adozione di strumenti fuori dal perimetro IT, è diventato una preoccupazione concreta per i CIO, e secondo le previsioni di Gartner entro il 2030 oltre il 40% delle aziende registrerà incidenti di sicurezza o di compliance riconducibili proprio all’uso non autorizzato di queste tecnologie.

È in questo scenario che SAS a Innovate 2026, oltre a celebrare i propri cinquant’anni di attività, ha presentato due novità che cambiano in modo sensibile il modo in cui l’azienda si propone al mercato dell’IA enterprise. La prima è il SAS Viya Model Context Protocol Server, la seconda è SAS AI Navigator. Edge9 è presente a Dallas per seguire l’evento.
L’apertura di Viya agli agenti di terzi
Il SAS Viya Model Context Protocol Server adotta lo standard aperto MCP, già diffuso nell’ecosistema degli LLM, per esporre le funzioni di analisi, i modelli e le logiche di automazione delle decisioni di Viya come strumenti richiamabili da agenti IA esterni. Un’azienda che ha scelto Claude come motore conversazionale, ad esempio, può fare in modo che il proprio agente acceda direttamente alle pipeline di Viya, ai modelli di rischio e alle regole di scoring sviluppate in SAS, senza duplicare codice e senza uscire dal perimetro di governance interno.

L’operazione è coerente con la lettura che ne dà Jared Peterson, Senior Vice President Global Engineering di SAS, secondo cui “il ruolo della competenza umana, quando si porta in produzione un’IA agentica, non si riduce con l’automazione, anzi si amplifica”. Tradotto in pratica, l’azienda accetta che l’agente conversazionale non debba per forza essere un prodotto di casa SAS, a patto che le decisioni che ne discendono passino attraverso modelli, dati e regole sotto governance. Il pacchetto comprende altri due componenti che vanno nella stessa direzione. SAS Agentic AI Accelerator è un framework no-code e low-code per i team che vogliono progettare e portare in produzione i propri agenti dentro Viya. SAS Retrieval Agent Manager è invece una soluzione RAG no-code, oggi distribuita come prodotto autonomo e in roadmap per integrarsi nativamente nella piattaforma.
AI Navigator, governance trasversale in cloud
Il secondo annuncio è SAS AI Navigator, un servizio SaaS in arrivo nel terzo trimestre 2026 sul Microsoft Azure Marketplace. È pensato per i responsabili di IA, dati, compliance e rischio, e permette di creare un censimento unico di tutti i casi d’uso di IA presenti in azienda, dei modelli sottostanti e delle regole che vi vengono applicate. Quello che lo distingue dalle proposte concorrenti è che la governance vale anche per modelli e agenti che SAS non ha sviluppato. Un chatbot aziendale basato su Claude o su Microsoft Copilot, per fare due esempi indicati esplicitamente da SAS, ricade dentro lo stesso perimetro di policy che vale per i modelli interni di Viya.

Reggie Townsend, Vice President SAS AI Ethics, Governance and Social Impact, descrive il prodotto come uno strumento di crescita prima ancora che di controllo. “La governance dell’IA viene spesso letta come una misura di compliance, ed è invece un motore di crescita. Permette di spingere i limiti della tecnologia all’interno di un perimetro strutturato, trasparente e sicuro”. Un secondo passaggio del suo intervento punta direttamente alla dimensione operativa: “il rischio maggiore di un programma di governance dell’IA non è la regolamentazione, ma quello di adottare uno strumento così complesso che nessuno finisce per usarlo”. Il messaggio implicito è che SAS vuole proporre AI Navigator non come un onere di compliance ma come un punto di partenza usabile dal CIO che vuole vedere, in un solo posto, dove si trova la propria IA.
I due annunci, considerati insieme, segnano un cambio di linea per SAS. La storica chiusura della piattaforma cede il passo a un’apertura dichiarata verso gli LLM commerciali, perché lo stack analitico di un’azienda nel 2026 è ormai eterogeneo per definizione. In parallelo, SAS prova a occupare un livello che hyperscaler e vendor di applicativi stanno presidiando solo in modo parziale, quello del controllo orizzontale dei modelli e degli agenti già in uso. La conferma esterna arriva da Chartis Research, che a inizio 2026 ha collocato SAS tra i category leader del proprio RiskTech Quadrant per la governance dell’IA, valorizzando la piattaforma Viya nella gestione del rischio dei modelli, nel rilevamento dei bias, nella tutela della privacy e nel monitoraggio end-to-end dei flussi.











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