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Arduino viene acquisita da Qualcomm e cambia i termini: la comunità non è contenta

di pubblicata il , alle 19:01 nel canale Innovazione Arduino viene acquisita da Qualcomm e cambia i termini: la comunità non è contenta

L'acquisizione di Arduino da parte di Qualcomm ha portato a un rapidissimo cambiamento nei termini di servizio, che ora includono punti che sono poco chiari e che la comunità di utenti e appassionati fatica a digerire

 

L'acquisizione di Arduino da parte di Qualcomm ha destato più di qualche dubbio all'interno della comunità sin dall'annuncio: Qualcomm è infatti nota per essere piuttosto aggressiva nelle sue pratiche commerciali e nella gestione dei brevetti. L'azienda ha ora annunciato nuovi termini di servizio per Arduino che portano diversi cambiamenti, scatenando la reazione della comunità.

Nuovi termini di servizio per Arduino destano perplessità

A poco più di un mese dall'annuncio che Arduino verrà acquisita da Qualcomm, l'azienda svizzera (con origini italiane) ha annunciato un cambiamento nei suoi termini di servizio che sembra "segnare un cambio di rotta deciso rispetto all'ethos open source che ha permesso di costruire la piattaforma", secondo quanto afferma Adafruit, un'azienda impegnata nel campo dell'hardware aperto come Arduino. Molti altri appassionati e professionisti hanno suonato il campanello d'allarme.

Il problema starebbe in alcuni nuovi punti inseriti nei termini di servizio di Arduino: il primo è al punto 8.2, che recita "gli utenti non dovranno tradurre, decompilare o fare reverse engineering della Piattaforma, o compiere qualunque altra azione pensata per identificare gli algoritmi e la logica del funzionamento della Piattaforma, a meno di non essere autorizzati esplicitamente da Arduino o da accordi di licenza rilevanti". I termini specificano inoltre che non è possibile estrarre o fare copie di informazioni contenute sulla piattaforma, a eccezione di quelle relative a contenuti di altri utenti.

I termini di servizio spiegano che la "Piattaforma" cui fanno riferimento è composta da tutto l'ecosistema Arduino, che include Arduino Docs, Arduino Cloud, Arduino Docs, il sito principale, Arduino Project Hub, il blog e il forum. La definizione è dunque molto ampia e include molteplici servizi e prodotti. Un chiarimento pubblicato da Arduino sul suo blog afferma che "qualunque hardware, software o servizio (ad esempio, l'IDE Arduino, gli schemi dell'hardware, gli strumenti e le librerie) rilasciati con licenza open source rimangono disponibili come prima. Le restrizioni sul reverse engineering si applicano specificamente alle nostre applicazioni Software as a service in cloud. Qualunque cosa che sia aperta resta aperta."

Va puntualizzato che ciò che è aperto non può che restare aperto per via della licenza, la GPL 3.0 o la AGPL 3.0, che fa sì che non sia semplicemente possibile chiudere i sorgenti né prevenire che vengano impiegati per altri prodotti o progetti (come, ad esempio, versioni alternative guidate dalla comunità). Resta comunque significativo che un'azienda che ha fatto dell'apertura e della possibilità di studiare e modificare liberamente tanto l'hardware quanto il software si trovi ora a vietare anche i semplici tentativi di capire come funziona la sua piattaforma. Tuttavia, è importante far notare che tali termini erano già presenti ad aprile 2025 e non sono pertanto frutto dell'acquisizione da parte di Qualcomm, come alcuni hanno sostenuto in Rete.

In ogni caso, i cambiamenti non si fermano qui, e così anche le preoccupazioni della comunità. I nuovi termini di servizio introducono infatti novità per quanto riguarda i brevetti. Uno dei termini più curiosi riguarda il fatto che "l'utente si impegna a non [...] usare la Piattaforma, il Sito o i Servizi per identificare o fornire prove a supporto di potenziali denunce di violazione di brevetti contro Arduino [...]."Paradossalmente, ciò impedisce anche un'identificazione di problemi fatta in buona fede e con l'intenzione di prevenire problemi per Arduino.

Sempre sul punto dei brevetti, i termini di servizio affermano ora (punto 8.5) che qualunque progetto o prodotto creato con Arduino non è esente dal pagamento dei diritti di sfruttamento di eventuali brevetti coinvolti. Il punto afferma esplicitamente che non viene concessa nessuna licenza, implicita o esplicita. Ciò rappresenta un potenziale problema, poiché dà automaticamente diritto ad Arduino (e alla controllante Qualcomm) di chiedere il pagamento di royalty per i brevetti coinvolti, un dato particolarmente sensibile per tutte le aziende che hanno sviluppato soluzioni di vario tipo usando Arduino.

È interessante notare che Arduino non ha risposto, nell'articolo sul suo blog, alle molte preoccupazioni espresse riguardo questo punto. Di nuovo, si tratta di un termine inconsueto per una realtà che ha fatto dell'apertura e della filosofia open source il suo principale cavallo di battaglia.

Cambiamenti anche per la privacy, con altre perplessità

Un ulteriore ambito che ha causato una risposta negativa dalla comunità è quello dei termini legati alla privacy della piattaforma di Arduino. I nuovi termini affermano che "Arduino si riserva il diritto di monitorare gli account degli Utenti e il loro uso dei Prodotti d'IA, incluso, ma non limitato a, l'uso di funzioni e funzionalità, tempo di calcolo, e archiviazione [...]". Successivamente, i termini affermano che "l'Utente non deve provare ad aggirare o disabilitare alcun meccanismo di monitoraggio o di ottemperanza ai termini implementato da Arduino."

La vaghezza di questi termini, che non specificano chi abbia accesso a questi dati, per quanto tempo vengano conservati, dove e chi ne sia responsabile, ha generato dubbi, in particolare perché non vengono citati elementi fondamentali per il rispetto del GDPR.

Insomma, per quanto Arduino abbia cercato di arginare le proteste, restano dei punti poco chiari cui l'azienda deve ancora rispondere, in particolare per quanto riguarda la protezione dei dati e i brevetti. Qualcomm ha dunque davanti ancora del lavoro per convincere gli utenti della bontà dei cambiamenti: molti sono preoccupati.

14 Commenti
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hackaro7502 Dicembre 2025, 19:04 #1
e niente... dove passa Qualcomm non cresce più l'erba...
Tasslehoff02 Dicembre 2025, 19:55 #2
Originariamente inviato da: hackaro75
e niente... dove passa Qualcomm non cresce più l'erba...
Ma in realtà ovunque passi una corporate non cresce più l'erba...

Non c'è stato un singolo caso di progetto acquisito da una grande azienda che non si sia tradotto in un disastro per il progetto stesso.

E' la stessa cultura manageriale che sta dietro a queste società che è antitetica alla complessità del mondo IT, un mondo fatto di mille variabili e complessità di mille tipi, sempre crescenti e spessissimo nascoste e imprevedibili.

I manager sono persone semplici a loro modo, sanno solo ragionare in termini stupidamente quantitativi (quante risorse servono, quante giornate/uomo servono, quanto budget allocare), non sono in grado e non sono abituati a ragionare in termini qualitativi, di affrontare la complessità non quantitativa insita nell'IT.

E questo si osserva tanto a livello di acquisizioni milionarie (o miliardarie) quanto a livello di fornitura e sviluppo milionari o singoli micro progetti molto meno onerosi.
aqua8402 Dicembre 2025, 20:02 #3
Probabilmente esisteva UN SOLO modo per distruggere un progetto ben fatto come Arduino, e lo hanno trovato.
djfix1302 Dicembre 2025, 21:01 #4
in effetti gli arduino basici (uno, nano ecc..) sono talmente miseri in termini di hardware che ormai si guarda a ESP32 o Raspberry Pi-Pico... gli avr 328p han fatto la storia ma non possono costare di più delle concorrenti con tutto sopra (wifi-BT in primis)
io78bis02 Dicembre 2025, 21:02 #5
Non capisco cosa ci sia da stupirsi, hanno semplicemente messo dei paletti su tutti i servizi che non erano già open.
Se tireranno troppo la corda la community si sposterà altrove o inventerà altro, vediamo quanto Qualcomm contribuirà all'ecosistema Arduino
euscar02 Dicembre 2025, 21:40 #6
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Ma in realtà ovunque passi una corporate non cresce più l'erba...

Non c'è stato un singolo caso di progetto acquisito da una grande azienda che non si sia tradotto in un disastro per il progetto stesso.


Purtroppo hai ragione da vendere.

Ma i fondatori/proprietari dell'ecosistema arduino non potevano rimanere così com'erano senza farsi acquisire?

E' la stessa cultura manageriale che sta dietro a queste società [di m@rda] che è antitetica alla complessità del mondo IT, un mondo fatto di mille variabili e complessità di mille tipi, sempre crescenti e spessissimo nascoste e imprevedibili.

I manager sono persone semplici a loro modo, sanno solo ragionare in termini stupidamente quantitativi (quante risorse servono, quante giornate/uomo servono, quanto budget allocare), non sono in grado e non sono abituati a ragionare in termini qualitativi, di affrontare la complessità non quantitativa insita nell'IT.


Ne salvo uno solo, a memoria: il rimpianto A. Olivetti che è stato un caso atipico del secolo scorso, ancora unico nel suo genere.
Jack.Mauro02 Dicembre 2025, 21:49 #7
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Ma in realtà ovunque passi una corporate non cresce più l'erba...


Una società, indipendentemente da quale forma giuridica adotti, ha un solo scopo: produrre utile per i soci/azionisti.
Non produrre e vendere prodotti, non accontentare i clienti.
Quelli sono solo mezzi per produrre utili.
Non sono organizzazioni senza scopo di lucro.

Questo va ricordato ogni volta che ci si indigna per le azioni di qualsiasi azienda, e non è neanche un segreto, è semplicemente il motivo per cui i soci formano una società.
Gringo [ITF]03 Dicembre 2025, 00:24 #8
Probabilmente esisteva UN SOLO modo per distruggere un progetto ben fatto come Arduino, e lo hanno trovato.


Lo hanno studiato a tavolino....

Una volta si acquistava e si chiudeva.... (VIDAL ecc...)

Nacque l'anti trust....

Ora i progetti si fanno fallire..... non lo abbiamo chiuso....
pachainti03 Dicembre 2025, 06:52 #9
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Ma in realtà ovunque passi una corporate non cresce più l'erba...

Non c'è stato un singolo caso di progetto acquisito da una grande azienda che non si sia tradotto in un disastro per il progetto stesso.

E' la stessa cultura manageriale che sta dietro a queste società che è antitetica alla complessità del mondo IT, un mondo fatto di mille variabili e complessità di mille tipi, sempre crescenti e spessissimo nascoste e imprevedibili.

I manager sono persone semplici a loro modo, sanno solo ragionare in termini stupidamente quantitativi (quante risorse servono, quante giornate/uomo servono, quanto budget allocare), non sono in grado e non sono abituati a ragionare in termini qualitativi, di affrontare la complessità non quantitativa insita nell'IT.

E questo si osserva tanto a livello di acquisizioni milionarie (o miliardarie) quanto a livello di fornitura e sviluppo milionari o singoli micro progetti molto meno onerosi.


Concordo, purtroppo.
agonauta7803 Dicembre 2025, 08:38 #10
Deve fare profitti non fare contenti gli acquirenti. Non sempre le due cose coincidono

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