C'è siccità, correte a... cancellare le email?!
di Riccardo Robecchi pubblicata il 14 Agosto 2025, alle 11:21 nel canale Innovazione
Il governo del Regno Unito ha diramato un'allerta bizzarra: c'è siccità in Albione e, per combatterla, è meglio non irrigare i giardini e... cancellare le vecchie email custodite sui server di posta
La Gran Bretagna è normalmente associata alla pioggia. Piove sempre, ovunque e comunque. Il cambiamento climatico si sente però anche nella terra di Albione, dove l'Agenzia per l'Ambiente ha invitato il pubblico a usare meno acqua possibile con i soliti metodi (docce più corte, meno irrigazione dei giardini...) ma anche con uno meno ortodosso: cancellare le vecchie email.
Cancellare le vecchie email per risparmiare acqua?

Come riporta l'Independent, l'Agenzia per l'Ambiente britannica ha invitato il pubblico in Inghilterra a risparmiare acqua. La maggior parte del Paese non vede infatti pioggia da tempo e il perdurare di condizioni di alta pressione nelle prossime settimane fa sì che non s'intraveda la fine della siccità.
La direttrice dell'Agenzia, Helen Wakeham, ha affermato che "la situazione attuale è significativa a livello nazionale, e chiediamo che tutti facciano la propria parte per ridurre la pressione sul nostro ambiente acquativo. Siamo grati che il pubblico segua le seguenti restrizioni, dove sono in vigore, per risparmiare acqua in queste condizioni secche. Scelte semplici e quotidiane, come chiudere un rubinetto o cancellare vecchie email, aiutano davvero nello sforzo collettivo di ridurre la domanda e di aiutare a preservare la salute dei nostri fiumi e della nostra fauna selvatica."
Ora, è evidente che il consiglio di cancellare le vecchie email sia inutile. Non saranno pochi kilobyte custoditi su un disco a fare la differenza; anzi, si potrebbe dire che l'atto di cancellare i vecchi messaggi porti a un maggiore uso delle CPU, e quindi a un maggiore uso d'acqua. Il vero problema sta nell'uso dei data center ad alta intensità, come quelli destinati ai calcoli per l'intelligenza artificiale. Il consiglio più corretto è quindi quello di usare meno ChatGPT, Copilot o Gemini quando si può fare altrimenti.
Guardando le cose da un altro punto di vista, l'avvertimento dell'agenzia britannica va a sottolineare un aspetto fondamentale: i data center devono essere ripensati per usare meno acqua, e se possibile per non usarne affatto. Microsoft ha annunciato un percorso che la porterà proprio in questa direzione, ma lo sforzo dev'essere collettivo e deve coinvolgere tutte le aziende, grandi e piccole, partendo dai fornitori di soluzioni per la costruzione di data center. Proprio uno di questi, Vertiv, sottolineava come i data center di nuova generazione non usino sistemi adiabatici, che consumano molta acqua, ma siano a circuito chiuso e dunque non portino a uno spreco idrico.
Il boom di data center nel Nord Italia, in particolare nell'area intorno a Milano, è preoccupante da questo punto di vista: con sempre meno acqua a disposizione, è necessario che s'intervenga per ridurre al minimo i consumi idrici da parte di queste strutture estremamente assetate. Le conseguenze del mondo digitale rischiano altrimenti di essere molto tangibili.











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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info..mi è venuto in mente Angie di TIM e Toby di Vodafon...non so il perchè.
sarebbe come chiedere di pisciare di più per risolvere il problema della siccità
Quante madonne..
sarebbe come chiedere di pisciare di più per risolvere il problema della siccità
Beh ma gli hard disk con le vecchie email devono essere comunque sempre accesi e ridondati/backuppati, non è che si accendono alla bisogna quando tu vai a cercare una vecchia email. E ovviamente se sono accesi vanno raffreddati, da cui il consumo di energia.
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