Dopo Aruba e Infocert, anche Register.it annuncia un canone per rinnovare lo SPID: è ora di passare a CieID
di Alberto Falchi pubblicata il 01 Agosto 2025, alle 10:41 nel canale Innovazione
Dopo Aruba e Infocert, anche Register.it avvisa i suoi clienti che da settembre richiederà un canone annuale per rinnovare l'identità digitale SPID. Poste Italiane, così come altri, rimangono gratuiti, ma il passaggio a CieID è sempre più consigliato
SPID, il sistema di identità digitale più usato in Italia, si avvicina alla sua fine. I motivi sono tanti, a partire dai costi, non sostenibili per gli operatori. A ottobre scadrà la convenzione del Governo, che fino a ora li ha supportati assorbendo almeno parte dei costi, e viene da chiedersi cosa succederà alla scadenza.
Per ora, alcuni operatori hanno iniziato a chiedere un pagamento per il servizio. A fare da apripista Aruba, seguita da Infocert e Register.it, che da settembre chiederanno un contributo per rinnovare l'identità digitale.
Perché lo SPID diventa a pagamento?
I costo sono fortunatamente contenuti: Aruba chiede 4.90 + IVA all'anno per rinnovare SPID, mentre Infocert e Register.it dal 1° settembre chiederanno 9,90 euro più IVA. Altri operatori, come Poste Italiane (che da sola gestisce il 70% di tutte le identità SPID), per ora rimangono gratuiti, ma non è detto che lo saranno in futuro.

Va detto che non si tratta di una novità assoluta: nei piani del Governo, infatti, SPID avrebbe lasciato posto a CIE, un metodo decisamente più sicuro e gestito direttamente dallo Stato. Ha poco senso, infatti, avere in piedi più sistemi di identità digitale paralleli: rappresenta uno spreco di soldi e di risorse. Fino a ora, l'esecutivo ha continuato a supportare gli operatori (che affermano che per loro il servizio è stato sempre in perdita, sotto il profilo economico) ma non è chiaro se lo farà negli anni a venire.
C'è però un nodo: l'identità digitale non è un vezzo, è necessaria. E a oggi ci sono oltre 40 milioni di identità SPID. Per quanto riguarda la CIE, invece, siamo molto indietro: come riporta Wired, a metà maggio si contavano solo 7,3 milioni di attivazioni. Sebbene negli ultimi mesi le attivazioni dell'app CIeID siano cresciute, difficilmente si riuscirà a dare in brevi tempi un'identità digitale a tutti i cittadini, come previsto dai traguardi del PNRR.

Si parla di una nuova convenzione con il Governo a ottobre per estendere il servizio. Ma, come riporta Open, "al momento, nessuno dei provider Spid ha ancora firmato la nuova convenzione con il governo. L’attuale accordo scade il 9 ottobre 2025. Se entro quella data non arriveranno rassicurazioni economiche da parte dell’esecutivo, altri gestori potrebbero introdurre un canone o ritirarsi dal servizio. L’Agenzia per l’Italia Digitale ha confermato che i fondi arriveranno, ma solo in tranche progressive".
Dal nostro punto di vista, non possiamo che consigliare il passaggio a CiedID il prima possibile. Non tanto per risparmiare qualche euro all'anno, ma per ragioni di sicurezza: come abbiamo spiegato qui, infatti, SPID è intrinsecamente poco sicuro come sistema, ed è possibile avere più identità digitali con differenti provider. Cosa che ha spinto più di un criminale a tentare truffe proprio generando identità SPID. E non è l'unico problema di sicurezza che abbiamo evidenziato.
Insomma, a meno di casi estremamente particolari, come la temporanea impossibilità di ottenere una CIE in tempi brevi, il passaggio a CieID si rende praticamente obbligato.











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