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HP ridefinisce il futuro del lavoro tra IA, sicurezza e nuovi modelli tecnologici

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Innovazione HP ridefinisce il futuro del lavoro tra IA, sicurezza e nuovi modelli tecnologici

All'HP Experience Day Giampiero Savorelli, VP e AD di HP Italy, inaugura il nuovo centro e illustra una strategia che porta l’IA al centro dell’esperienza tecnologica, trasformando dispositivi, sicurezza e modello di lavoro in un ecosistema che evolve con le esigenze delle persone

 

L’inaugurazione dell’HP Experience Center, ospitato nella sede di Cernusco sul Naviglio, rappresenta molto più di un evento celebrativo. È il punto di convergenza di dieci anni di trasformazione tecnologica e culturale, in cui HP Inc. ha ridefinito la propria identità dopo lo split da Hewlett-Packard Enterprise, e di un percorso che in Italia coincide con i cinque anni di guida di Giampiero Savorelli, VP e AD di HP Italy. Durante l’HP Experience Day, management e giornalisti hanno potuto toccare con mano come l’azienda stia ripensando l’esperienza tecnologica non più come semplice dotazione hardware, ma come piattaforma integrata in grado di incidere sull’organizzazione del lavoro, sulla produttività e sull’evoluzione stessa del workplace. 

Savorelli ha aperto la giornata contestualizzando il significato delle due ricorrenze: i dieci anni dalla creazione di HP Inc. e i suoi cinque anni da amministratore delegato in Italia. Ha ricordato che la separazione del 2015 ha dato vita a due realtà distinte con missioni diverse e una strategia più focalizzata. Per HP Inc., lo scorporo ha significato poter accelerare su innovazione, servizi e soluzioni legate al mondo dei dispositivi. “È stata creata una società con i muscoli di una Fortune 100 ma agile come una startup” ha affermato Savorelli, sottolineando come la nuova struttura abbia consentito una crescita rapida in segmenti chiave e un rafforzamento della presenza sul territorio italiano. 

L’HP Experience Center come manifestazione tangibile della nuova visione

Per comprendere l’evoluzione di HP, basta osservare la metamorfosi dell’area espositiva: ciò che fino a qualche anno fa era l’Innovation Center oggi diventa Experience Center. Il cambio di nome non è cosmetico, ma rappresenta la volontà di portare al centro l’esperienza d’uso e non la tecnologia in sé. Savorelli ha spiegato che la pandemia ha modificato profondamente le modalità lavorative, costringendo persone e aziende a ripensare flussi, ruoli e spazi. La tecnologia non è più solo abilitante, ma parte dell’identità professionale. 

HP Experience Center

L’Experience Center è stato riprogettato per raccontare come l’ecosistema HP supporti il futuro del lavoro attraverso aree tematiche che simulano casa, ufficio e mobilità, integrando soluzioni di collaboration, stampa, sicurezza e gestione documentale. Non si tratta di una showroom tradizionale, ma di uno spazio immersivo pensato per l’apprendimento e la co-creazione. Qui clienti, partner e stampa possono vedere applicazioni reali dell’IA nei PC, nelle stampanti, nei sistemi audio-video e nelle piattaforme software. 

L’IA come paradigma infrastrutturale del lavoro e leva per la produttività

Se dieci anni fa la traiettoria di HP si definiva sui dispositivi, oggi la strategia ruota attorno all’IA come elemento strutturale e distribuito. L’azienda è stata tra le prime a parlare di AI PC, una categoria che, nelle parole di Savorelli, rappresenta “un cambio epocale” paragonabile all’avvento del personal computer, di internet e degli smartphone. L’IA on-device, resa possibile dalle NPU integrate nelle nuove generazioni di processori, consente di elaborare workload senza dipendere dal cloud, con benefici diretti su autonomia, privacy e velocità operativa. 

HP Experience Center

Rossella Campaniello, Personal System Business Director HP Italy, ha ribadito che la diffusione dell’IA nella vita quotidiana spinge le persone ad aspettarsi la stessa semplicità anche in ambito professionale. Ha evidenziato come i nuovi PC HP garantiscano performance avanzate, consumi ottimizzati e strumenti di protezione evoluti. Funzionalità intelligenti come la gestione avanzata della batteria, il rilevamento della presenza o la protezione automatica da tentativi di visual hacking sono esempi di come l’IA intervenga direttamente nell’esperienza utente, senza necessità di configurazioni complesse. 

L’IA diventa così il vettore attraverso cui HP traduce la propria visione sul “Future of Work”: non uno slogan, ma la convinzione che l’esperienza lavorativa migliora quando i dispositivi gestiscono attività ripetitive, permettendo agli utenti di concentrare attenzione su compiti a maggior valore aggiunto. È nello stesso scenario che Windows 11 assume un ruolo strategico. Grazie all’integrazione nativa delle funzionalità IA, il sistema operativo diventa l’ambiente in cui l’IA si manifesta e si normalizza. Savorelli ha sintetizzato la transizione con una formula efficace: “Parleremo non più di personal computer ma di personal companion”, un compagno digitale in grado di anticipare bisogni e contestualizzare le informazioni. 

HP Experience Center

All’interno di questo articolo è disponibile il video integrale dell’intervista a Savorelli, che approfondisce proprio questi aspetti, dall’evoluzione degli AI PC alla partnership con Microsoft e al valore delle NPU nella nuova generazione di dispositivi.

Sicurezza e IA generativa: un equilibrio da ridefinire

Il passaggio dall’innovazione alla centralità dell’esperienza porta inevitabilmente il tema della sicurezza in primo piano. L’IA non è solo un acceleratore della produttività, ma anche un moltiplicatore della superficie d’attacco. Savorelli ha spiegato come HP stia impiegando l’IA per rafforzare la resilienza degli endpoint, area in cui l’azienda investe da tempo tramite centri di ricerca specializzati. La diffusione massiva del lavoro ibrido ha reso PC e stampanti vettori critici, un punto debole sfruttato durante la pandemia e oggi affrontato con soluzioni come SureClick Enterprise, SureSense e SureStart, sviluppate per proteggere documenti, applicazioni e BIOS da attacchi sempre più sofisticati. 

Questo approccio riflette una visione di sicurezza-by-design, che non si limita a mitigare il rischio, ma integra analisi predittiva, automazione e agenti IA nelle infrastrutture di protezione. La strategia si manifesta anche nel printing, dove Giusi Garrano, Printing Category Lead di HP Italy, ha raccontato come l’IA stia trasformando ciò che sembrava un settore maturo, migliorando processi come la gestione documentale, la scansione intelligente e l’ottimizzazione della stampa. L’IA interviene nel riconoscimento automatico dei documenti e nel suggerimento dei layout più corretti, eliminando sprechi e riducendo l’errore umano. 

La relazione con il lavoro si indebolisce: il WRI come lente sociologica del cambiamento

Non si può comprendere il ruolo dell’IA nel lavoro senza analizzarne gli effetti sulla relazione tra persone e professione. HP ha introdotto la terza edizione dell’HP Work Relationship Index, che fotografa una tendenza ormai evidente: la soddisfazione lavorativa è ai minimi storici. Solo il 20% dei knowledge worker dichiara di avere un rapporto sano con il proprio lavoro, con un calo significativo rispetto al 2024. 

HP Experience Center

I dati mostrano una frattura culturale e generazionale, alimentata dalla percezione che la produttività sia un obiettivo prioritario rispetto alle persone. Il 62% dei lavoratori sostiene che le aspettative sono aumentate e quasi la metà ritiene che le aziende privilegino il profitto al benessere. La Gen Z, che entro il 2025 rappresenterà il 27% della workforce globale, guida una domanda di autonomia, flessibilità e strumenti digitali più coerenti con la propria esperienza personale. 

Il dato più rilevante è che l’85% dei fattori che determinano la realizzazione professionale è nelle mani delle aziende, suggerendo che il problema non è strutturale ma gestionale. Secondo Savorelli, “la tecnologia deve essere un fattore abilitante e un catalizzatore di innovazione e sviluppo”, non un elemento di controllo. 

Un ecosistema che lega dispositivi, esperienza e cultura organizzativa

La narrazione della giornata trova compimento nell’idea che l’innovazione non sia più un processo lineare, ma un dialogo continuo tra esigenze personali e modelli organizzativi. HP interpreta questa direzione costruendo un ecosistema di prodotti e servizi che integra IA, sicurezza, collaboration e stampa. L’Experience Center rende visibile ciò che sarebbe difficile comprendere solo con parole: il modo in cui una tecnologia si comporta dentro un contesto reale. 

Nella visione HP, ciò che cambia non è solo il dispositivo ma il rapporto stesso con il lavoro. Se l’IA permetterà di ridurre compiti ripetitivi e restituire tempo alle persone, la sfida sarà culturale, non tecnica. Le aziende che sapranno interpretare questa transizione otterranno vantaggi competitivi tangibili, non perché useranno strumenti migliori, ma perché offriranno alle persone un’esperienza più significativa.

L’HP Experience Day non è stato un semplice appuntamento per mostrare nuovi prodotti, ma l’occasione per osservare una trasformazione più profonda: quella di un’azienda che usa l’IA per ridefinire il ruolo della tecnologia nel lavoro e che, attraverso lo spazio fisico dell’Experience Center, rende evidente la direzione che intende percorrere. Se il futuro del lavoro sarà un equilibrio tra autonomia, strumenti intelligenti e sicurezza, HP vuole presentarsi come attore centrale di questa transizione, in un momento in cui aspettative e realtà professionale non coincidono più.

L’esperienza sarà misurata non dalla potenza dei dispositivi, ma dalla capacità di questi di creare significato. E oggi, almeno nell’ecosistema HP, questa prospettiva ha trovato una casa fisica e concettuale.

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