IonQ usa una normale CPU per correggere gli errori nei computer quantistici
di Riccardo Robecchi pubblicata il 29 Settembre 2026, alle 12:41 nel canale Innovazione
IonQ ha annunciato di essere riuscita a impiegare una normale CPU per decodificare lo stato dei qubit in un computer quantistico e provvedere dunque alla correzione degli errori
Quello degli errori è un problema che affligge il mondo dei computer quantistici e che richiederà ancora del tempo prima di poter essere risolto, in particolare con la crescita del numero di qubit all'interno degli elaboratori. IonQ ha annunciato un progresso significativo in questo campo con uno studio con il quale ha dimostrato che è possibile usare una normale CPU per eseguire i calcoli necessari alla correzione degli errori.
IonQ usa una normale CPU per correggere gli errori quantistici

Correggere gli errori all'interno di un computer quantistico richiede costanti misurazioni dello stato dei qubit e la successiva analisi delle stesse, che richiede risorse di calcolo significative. I calcoli necessari sono tali che le normali CPU non riescono a tenere il passo e finiscono per rallentare le operazioni, motivo per cui finora le aziende produttrici di computer quantistici si sono affidate a hardware su misura o a FPGA (come nel caso di IBM e della sua collaborazione con AMD).
Lo studio di IonQ, pubblicato su arXiv, dimostra invece come sia possibile usare delle normali CPU senza per questo aggiungere significativi ritardi. L'azienda afferma di aver decodificato con successo lo stato di 408 qubit fisici e di un milione di porte logiche, con un incremento nei tempi di calcolo inferiore allo 0,3%, ovvero un dato trascurabile.
L'azienda ha dunque dimostrato come sia fattibile usare hardware non specializzato, con una conseguente riduzione dei costi. Tale risultato va inoltre nella direzione di rendere più facile la correzione degli errori, un aspetto chiave nella strategia di IonQ oltre i 256 qubit.










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