Open Source

L'Unione Europea scommette sul software open source per diventare indipendente nel digitale

di pubblicata il , alle 17:41 nel canale Innovazione L'Unione Europea scommette sul software open source per diventare indipendente nel digitale

L'Unione Europea è già oggi leader nello sviluppo di software open source, ma i frutti di tale lavoro troppo spesso vengono colti da aziende statunitensi e non europee. La Commissione intende cambiare questo stato di fatto

 

La Commissione Europea scommetterà sull'open source come strumento di sovranità all'interno della più ampia strategia per riportare l'Europa a una situazione di maggiore indipendenza tecnologica, competitività e cybersicurezza. Questo è quanto la stessa Commissione ha fatto sapere tramite un comunicato in cui annuncia i primi passi verso una strategia sugli ecosistemi digitali aperti ("Towards European Open Digital Ecosystems").

L'open source come strumento di sovranità per l'Europa

"L'Unione Europea si trova di fronte a un problema significativo di dipendenza da Paesi non-UE [ovvero statunitensi, NdR] nella sfera digitale. Ciò riduce la scelta per gli utenti, danneggia la competitività delle aziende europee e può creare problemi nella sicurezza della catena di approvvigionamento poiché rende difficile controllare la nostra infrastruttura digitale (le componenti sia fisiche sia software), così da creare potenzialmente vulnerabilità anche in settori critici." Questa frase di apertura del comunicato illustra la situazione con cui la Commissione (e, più in generale, l'Europa tutta) si trova a che fare in questo momento storico, nonché la prospettiva con cui la Commissione l'affronta.

Il comunicato continua affermando che negli ultimi anni è stata riconosciuta l'importanza dell'open source come bene pubblico in grado di fungere da fondamento per una grande varietà di soluzioni digitali di alta qualità "che sono valide alternative a quelle proprietarie". Il software open source rappresenta ormai una componente imprescindibile dello sviluppo di software in generale, poiché rappresenta "tra il 70% e il 90% di tutte le righe di codice". E "l'UE può contare su un ricco e molto attivo ecosistema di comunità di sviluppatori open source, tra i più grandi al mondo, il cui lavoro è ben allineato con i principi e i diritti digitali dell'UE."

Il problema è che "molto del valore generato dai progetti open source è sfruttato al di fuori dell'UE, spesso a beneficio dei giganti tecnologici." E per quanto l'Europa abbia supportato lo sviluppo di codice aperto tramite vari programmi e iniziative, secondo la Commissione "è diventato chiaro che supportare le comunità open source solo tramite i programmi di ricerca e innovazione non è sufficiente per una crescita che abbia successo e che è d'importanza critica supportare le comunità di sviluppatori e le aziende emergenti nella crescita tramite supporto e strutture di controllo sostenibili che puntino alla crescita della comunità, alla messa in opera industriale, all'integrazione di mercato e alla percorribilità commerciale delle innovazioni open source."

In altri termini, l'UE ha spesso finanziato la crescita delle aziende non-europee, poiché ha investito nella ricerca e nello sviluppo ma non ha poi dato il supporto necessario alle aziende locali affinché potessero mettere i risultati a frutto. La Commissione vuole dunque rivedere il modo in cui l'Unione affronta il tema del codice aperto, in particolare per quanto riguarda gli ostacoli che impediscono alle nostre realtà di crescere e prosperare.

La nuova strategia europea, dunque, "dovrebbe mettere insieme le misure regolamentari esistenti e in arrivo con misure politiche e di finanziamento, include partnership tra pubblico e privato, che coprano l'intero ciclo di vita dell'open source (dallo sviluppo alla manutenzione, alla sostenibilità e all'integrazione di mercato), in settori critici (IA, cloud, edge, IoT, cybersicurezza, tecnologie di Internet e industriali, come l'automotive, tra le altre)." Il tutto tenendo conto del potenziale che le tecnologie open source hanno per settori chiave dell'economia europea, come il settore dell'auto.

Dal 6 gennaio al 3 febbraio è possibile partecipare a una consultazione pubblica in cui dare un riscontro alla Commissione.

Verso un ecosistema digitale europeo indipendente

Un ecosistema digitale aperto, secondo la Commissione, richiede una cooperazione che include tutti i Paesi membri, le istituzioni e le agenzie europee, la società civile e l'industria. Un investimento in questo senso "è un investimento strategico nella capacità, competitività e sovranità di lungo termine dell'UE. Assicurerà che le capacità digitali essenziali (da cybersicurezza, piattaforme IoT, servizi cloud e framework per l'IA a infrastrutture di rete ed edge e sistemi per i dati) non siano dipendenti da attori esterni o tecnologie non trasparenti, ma siano invece basate su fondamenta degne di fiducia, aperte, interoperabili e verificabili."

La Commissione riconosce che perché le numerose, e spesso molto valide, iniziative open source che vediamo in Europa abbiano successo, dunque, serviranno cambiamenti nel modo in cui si affronta il tema: anziché in maniera disgiunta e frammentata, in cui s'investe nella tecnologia ma non poi nel suo arrivo sul mercato e nella sua sostenibilità economica, l'intenzione è quella di adottare un approccio più complessivo, che guardi anche alla crescita delle aziende che producono open source affinché possano continuare a farlo.

E, per ironia della sorte, proprio il modello statunitense potrebbe essere d'aiuto in questo caso: finanziare le aziende tramite progetti pubblici è un modello che ha avuto molto successo oltreoceano. SpaceX non sarebbe arrivata dov'è ora, ad esempio, senza che il Governo statunitense avesse erogato fondi per finanziarla. Sta già accadendo in Europa, ad esempio adottando soluzioni aperte come è accaduto nel caso della Danimarca che adotterà LibreOffice al posto di Microsoft 365, oppure in quello dello Stato dello Schleswig-Holstein in Germania che intende eliminare tutto il software Microsoft sui computer dei dipendenti pubblici, ma si tratta di pochi esempi disparati. Se l'UE facesse da apripista e da esempio, investendo nelle molte realtà europee che fanno dell'open source il proprio pane quotidiano, forse seguirebbero poi anche altri, e l'UE avrebbe una chance nel suo percorso verso una maggiore indipendenza tecnologica.

40 Commenti
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NeroCupo13 Gennaio 2026, 17:51 #1
Una delle rarissime cose positive che farebbe l'UE (tra le migliaia di kakate dannose che legifera)
Imporre Linux (magari una distro semplice da utilizzare) & Libre Office a tutti gli uffici pubblici in UE sarebbe una gran bella mossa
aqua8413 Gennaio 2026, 18:03 #2
Originariamente inviato da: NeroCupo
Una delle rarissime cose positive che farebbe l'UE (tra le migliaia di kakate dannose che legifera)
Imporre Linux (magari una distro semplice da utilizzare) & Libre Office a tutti gli uffici pubblici in UE sarebbe una gran bella mossa


UEUE Linux OS, il sistema operativo Open che ti rende Open, sfondato.
NeroCupo13 Gennaio 2026, 18:07 #3
Originariamente inviato da: aqua84
UEUE Linux OS, il sistema operativo Open che ti rende Open, sfondato.
Sfondato?
In che senso, scusa?
Come privacy, unmilione di volte meglio Linux che W11, questo è lapalissiano
giacomo_uncino13 Gennaio 2026, 18:25 #4
in Germania prima di pensare all'open source dovrebbe pensare alla realtà della digitalizzazione nella sua PA che definire disastrosa è un eufemismo. è agli ultimi posti nella classifica della digitalizzazione EU, usano ancora il fax e la posta cartacea a tutti i livelli, hanno una frammentazione mostruosa con amministazioni con sistemi non compatibili e che non dialogano tra di loro e costi stimati di 150 miliardi anno. In confronto l'Italia è 50 anni avanti
coschizza13 Gennaio 2026, 19:01 #5
" LibreOffice al posto di Microsoft 365,"
a questo punto ho smesso di leggere, che provino poi vediamo chi torna indietro, esperienza personale in aziende
coschizza13 Gennaio 2026, 19:02 #6
Originariamente inviato da: NeroCupo
Sfondato?
In che senso, scusa?
Come privacy, unmilione di volte meglio Linux che W11, questo è lapalissiano


poi ti svegli tutto bagnato e ti rendi conto di cosa hai scritto, Come privacy Linux che W11 sono uguali se non fosse cosi non potremmo usare 11 in azienda per esempio ma lo facciamo
NeroCupo13 Gennaio 2026, 19:47 #7
Originariamente inviato da: coschizza
poi ti svegli tutto bagnato e ti rendi conto di cosa hai scritto, Come privacy Linux che W11 sono uguali se non fosse cosi non potremmo usare 11 in azienda per esempio ma lo facciamo
Non dire stupidaggini.
La prima risposta che mi dà un'AI qualunque:
A livello di privacy, Linux è generalmente considerato migliore rispetto a Windows 11. Le distribuzioni Linux, come Ubuntu, sono progettate con un'attenzione maggiore alla privacy dell'utente, raccogliendo meno dati sulle abitudini di utilizzo rispetto a Windows, che negli ultimi anni ha intensificato la raccolta di telemetria.
Inoltre, Linux è open source, il che permette a chiunque di esaminare il codice sorgente, riducendo il rischio di backdoor nascoste e garantendo una maggiore trasparenza.
Questo contrasta con Windows, dove l'architettura chiusa impedisce una verifica indipendente della sicurezza e della privacy, e dove Microsoft richiede spesso l'uso di un account online, con implicazioni per la gestione dei dati.
Anche se alcune distribuzioni Linux richiedono l'attivazione esplicita della crittografia del disco (ad esempio LUKS), il modello di design di Linux offre un controllo più granulare e una maggiore protezione dei dati rispetto a Windows, dove la crittografia è spesso attivata di default solo in versioni più costose come Windows 11 Pro.
Pertanto, per chi cerca massima privacy e controllo sui propri dati, Linux rappresenta una scelta più vantaggiosa rispetto a Windows 11.

Personalmente, uso Linux criptando l'SSD con LUKS, e non ho account collegati.
Come browser, infine, utilizzo Brave (che funziona comunque dappertutto).
Senza scomodare ovviamente quella schifezza di Windows Recall!
aqua8413 Gennaio 2026, 20:01 #8
Originariamente inviato da: NeroCupo
Sfondato?
In che senso, scusa?
Come privacy, unmilione di volte meglio Linux che W11, questo è lapalissiano


intendevo il Cittadino UE, sfondato
matsnake8613 Gennaio 2026, 20:10 #9
Se ne era parlato tempo fa .
Ora sembra che la cosa stia prendendo forma.
Vediamo se effettivamente si concretizzerà in un EU-OS.

E smettetela di fare guerre di religione perché il punto non è quale sistema è meglio, più sicuro o vatelapesca.
Il punto è staccarsi dalla dipendenza delle aziende americane.
Immaginate se tutte le infrastrutture dell'Europa smettessero di funzionare perche oltreoceano decidono di farci la guerra in questo modo.
Al governo usa basterebbe obbligare Microsoft o Google a spingere il bottone rosso e l'europa rimarrebbe al palo con i sistemi.

Meno siamo ricattabili informaticamente meglio sarà.

Di fatto cina e Russia hanno i loro sistemi per il settore governativo.


A casa vostra usate quello che volete. Ma per il settore pubblico europeo dovrebbe assolutamente essere in uso software libero e aperto.
Sandro kensan13 Gennaio 2026, 20:23 #10
«importanza critica supportare le comunità di sviluppatori e le aziende emergenti nella crescita tramite supporto e strutture di controllo»

L'importante è che non abbiano intenzione di regolamentare le organizzazioni che fanno software open e free software. Se lo facessero sarebbe il disastro dei volontari che fanno codice.

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