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NEC, pioniera nel mondo dei computer quantistici, abbandona lo sviluppo di nuovo hardware

di pubblicata il , alle 12:11 nel canale Innovazione NEC, pioniera nel mondo dei computer quantistici, abbandona lo sviluppo di nuovo hardware

NEC ha comunicato di aver abbandonato lo sviluppo di nuovo hardware quantistico: i tempi per ottenere un ritorno dagli investimenti sarebbero troppo lunghi

 

NEC si è ritirata ufficialmente dalla corsa per costruire computer quantistici e si concentrerà invece in futuro su metodi classici che emulano quelli quantistici. Quest'uscita di scena è determinata dalla conclusione che l'azienda necessiterebbe di troppo tempo per portare sul mercato un dispositivo in grado di dare un adeguato ritorno dall'investimento.

NEC abbandona il mondo dei computer quantistici

NEC è stata la prima azienda a dimostrare, nell'ormai lontanissimo 1999, la possibilità di creare dei qubit usando dei circuiti superconduttori. Nel 2023 aveva annunciato un computer in grado di effettuare la cosiddetta "ricottura quantistica", ovvero una procedura per l'ottimizzazione matematica. I dispositivi che effettuano queste operazioni non sono in grado di effettuare calcoli generici, ma sono specializzati nella sola ottimizzazione, particolarmente utile in campi come la logistica e la finanza.

Tale macchina è rimasta, però, un prototipo, dotato di soli 8 qubit. Per avere un metro di paragone, i computer per la ricottura quantistica di D-Wave offrono 5.000 qubit.

Nonostante un inizio promettente, dunque, NEC non ha saputo mantenere il ruolo di leader ed è rimasta indietro. L'azienda ha quindi deciso di dismettere la propria divisione hardware, come riportato da Nikkei Asia, e continuerà a concentrarsi sulla ricottura quantistica come metodo di ottimizzazione, ma la impiegherà usando computer classici che non richiedono hardware specialistico.

L'unica altra azienda giapponese ad avere un ruolo di spicco nel mondo quantistico è Fujitsu, che continua nella ricerca legata ai computer quantistici collaborando con università giapponesi e australiane.

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