NetApp porta l'IA nella console e ONTAP su Oracle, ma avverte che la crisi dei componenti durerà fino al 2028
di Vittorio Manti pubblicata il 01 Ottobre 2026, alle 16:51 nel canale Innovazione
A Milano NetApp Italia ha presentato gli annunci di Insight 2026, dalla gestione autonoma dello storage ai dati resi disponibili all'IA senza copiarli. E ha descritto un mercato in cui prezzi e tempi di consegna restano sotto pressione
Il giorno dopo l'apertura di Insight 2026 a Las Vegas, NetApp Italia ha riunito la stampa a Milano per raccontare gli annunci della conferenza e fare il punto sul mercato italiano. Davide Marini, Country Manager di NetApp Italia, ha aperto con i numeri di casa. L'anno fiscale 2026, chiuso a fine aprile, si è concluso con risultati positivi e, secondo i dati trimestrali di IDC, la filiale italiana cresce da sei trimestri consecutivi più del mercato dello storage enterprise NAS e SAN.
La parte sugli annunci è toccata a Roberto Patano, Field CTO di NetApp Italia, che li ha raggruppati in tre blocchi, tutti costruiti sulla NetApp Platform, il nome con cui l'azienda riunisce storage, servizi dati, protezione e strumenti di gestione. Le due novità di maggior peso, l'architettura Novus per le grandi infrastrutture IA e la formula Keystone Sovereign, sono già state raccontate qui.

Il primo blocco parte dalla NetApp Console, il pannello da cui si gestisce l'intero parco NetApp. La console analizza lo stato dell'infrastruttura, segnala i carichi di lavoro che non rendono come dovrebbero e propone interventi. È l'amministratore a decidere il livello di automazione, mantenendo il controllo diretto sulle operazioni più delicate e delegando completamente quelle di routine. L'interazione può avvenire in linguaggio naturale attraverso un'interfaccia conversazionale collegata, tramite un gateway aperto, al modello linguistico che l'azienda ha già scelto e validato al proprio interno, con limiti fissati dalle classi di servizio e dalle policy definite dal cliente.
La console arriva anche in una versione da installare all'interno del proprio data center come macchina virtuale, che può funzionare anche in ambienti air-gapped (cioè completamente isolati dalla rete esterna) ed eredita le funzioni di Active IQ Unified Manager. Per Patano è un tassello della sovranità del dato spesso trascurato. "Una delle confusioni più frequenti quando si parla di sovranità è pensare che basti che i dati risiedano fisicamente in Italia o in Europa. È una condizione fondamentale, ma non sufficiente, perché anche il monitoraggio e i log devono restare all'interno dell'azienda", ha spiegato.
Sul cloud pubblico la novità è l'accordo con Oracle, che porterà su Oracle Cloud Infrastructure un servizio storage nativo, completamente gestito e basato su ONTAP, il sistema operativo storage di NetApp. Dopo Azure NetApp Files, Amazon FSx for NetApp ONTAP e Google Cloud NetApp Volumes, NetApp diventa così l'unico produttore presente con un servizio nativo sui quattro maggiori cloud pubblici. Il servizio è atteso entro i prossimi 12 mesi. Secondo Patano interessa in particolare i molti clienti che già fanno girare database Oracle su storage NetApp e vogliono spostarli nel cloud senza perdere le integrazioni costruite negli anni su backup e gestione.
Due annunci riguardano la virtualizzazione. Con l'acquisizione di JetStream, NetApp protegge ambienti VMware ospitati su storage di quasi qualsiasi produttore e consente di ripristinarli sui propri servizi cloud, come Azure NetApp Files. L'integrazione con Nutanix Cloud Infrastructure, annunciata lo scorso anno, sarà invece disponibile in ottobre. Patano l'ha collegata alle aziende, soprattutto piccole e medie, che stanno valutando alternative a VMware dopo il cambio di strategia di Broadcom. Su Keystone Sovereign l'incontro ha aggiunto due dettagli. Chi ha già un contratto Keystone può convertirlo nella versione sovrana senza cambiare piattaforma, e anche il personale di supporto che interviene sui sistemi è contrattualizzato in Europa.
I dati restano dove sono, l'IA li trova lo stesso
Il secondo blocco affronta il problema che rallenta molti progetti di IA, cioè la necessità di copiare, spostare e trasformare i dati prima di poterli usare, con costi, latenze e rischi di compliance a ogni passaggio. NetApp AI Data Engine, lanciato un anno fa, ora non è più limitato allo storage NetApp e indicizza i metadati di qualsiasi sistema che utilizzi i protocolli NFS, SMB o S3. Il risultato è un catalogo centrale che si aggiorna man mano che i dati cambiano, rispetta i permessi di accesso già esistenti e può essere messo a disposizione di modelli e agenti senza che nessun file venga spostato. Sono in arrivo anche integrazioni con motori di analisi di terze parti come Starburst e Onehouse.

A questo si affianca un'integrazione più profonda con Commvault, partner storico di NetApp. La protezione autonoma dal ransomware integrata in ONTAP, che individua gli attacchi analizzando i blocchi scritti sullo storage con un'accuratezza dichiarata del 99%, invia ora i suoi segnali direttamente ai flussi di ripristino di Commvault. Dalla console Commvault si possono richiamare anche snapshot, replica e copie immutabili di NetApp, così da ripristinare solo dati verificati e puliti in tempi molto più brevi.
Su Novus Edge9 ha sollevato un'obiezione, cioè che le aziende in grado di sfruttare 100 TB/s siano poche. Patano lo riconosce, ma sostiene che il principio del namespace unico interessi molti più settori, citando il caso dell'energia, dove si conservano dati storici accumulati in decenni. La configurazione di partenza, ha aggiunto, richiede pochi nodi e può crescere nel tempo.
Componenti, prezzi e consegne, nessun sollievo prima del 2028
La parte finale dell'incontro si è spostata sul mercato, e il quadro tracciato dai vertici di NetApp Italia non è rassicurante. La carenza di componenti continua, i prezzi salgono e i fornitori non vedono segnali di miglioramento prima del 2028. Per i clienti, è stato spiegato, il problema non è solo il costo ma la pianificazione. Un budget si trova, mentre senza una data di consegna affidabile un progetto non può partire, e negli ultimi mesi tutti i produttori hanno faticato a garantire tempi certi.
Anche la durata delle quotazioni è cambiata. In passato non era raro bloccare i prezzi per tre o cinque anni, oggi la validità di un'offerta è scesa a una o due settimane, e NetApp sta cercando di riportarla almeno a un mese per i progetti più critici. In questo contesto i manager italiani indicano alcune strade per non fermarsi. Sistemi sostituiti da pochi mesi possono essere riutilizzati per carichi meno critici come il backup, e i cassetti di dischi si spostano fra sistemi di fascia alta e bassa. Tornano le configurazioni ibride con dischi flash e meccanici, che sembravano destinate a sparire, con la possibilità di riportare i dati su flash quando i prezzi scenderanno. Il tiering verso dischi più economici o verso il cloud può liberare capacità sui sistemi esistenti, riportando un array occupato al 70-80% intorno al 30%.
Cresce anche l'interesse per Keystone, la formula in abbonamento, perché i sistemi installati hanno più capacità di quella richiesta e il cliente paga solo quella che utilizza. Alcune aziende, anche di medie dimensioni, stanno così spostando budget dagli investimenti alla spesa operativa. Quando l'hardware tarda ad arrivare, inoltre, un progetto può partire nel cloud e tornare in casa appena le macchine sono disponibili.
Per NetApp è anche l'occasione di rivendicare una scelta di lungo periodo. La compatibilità fra generazioni di sistemi e software, che in passato secondo gli stessi manager ha talvolta rallentato l'innovazione, in un mercato in cui ogni componente è difficile da trovare diventa uno strumento concreto per allungare la vita dell'infrastruttura e rinviare acquisti che oggi costano di più e arrivano più tardi.










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