Non di solo cloud vive la tecnologia: l'importanza del database Oracle multimodello

Non di solo cloud vive la tecnologia: l'importanza del database Oracle multimodello

Per guidare la trasformazione digitale la scelta delle tecnologie e del database e delle applicazioni a esso legate fondamentale. Oracle ha sposato la filosofia dell'Open Source per fornire ai suoi clienti soluzioni moderne ed efficaci

di pubblicata il , alle 14:01 nel canale Innovazione
Oracle
 

Quando si parla di Oracle, si tende a concentrarsi sulle offerte per il cloud, ma non va dimenticato che l'azienda è sinonimo di database, ancora oggi al centro delle soluzioni proposte sul mercato. Molte di queste soluzioni si appoggiano a tecnologie Open Source, un approccio che Oracle ha sposato in diversi ambiti e con una prospettiva diversa da quella di molti concorrenti. "L'attenzione sul cloud rischiava di togliere attenzione su altri temi: quindi abbiamo progettato una serie di webinar sui fondamentali, che si concentrano solo sulle tecnologie, ovunque vengono fruite e quindi anche on-prem", ci spiega Angelo Maria Bosis, Technology & Security Architect Director di Oracle

Oracle e l'Open Source

Sino a una decina di anni fa pensare che un'azienda commerciale sposasse il concetto di Open Source non era scontato, ma Oracle sta puntando molto su questo tema, così da supportare meglio i suoi clienti. Al contrario di quanto fanno altri attori del mercato, però, la filosofia di Oracle è differente: invece di prendere dei progetti Open Source e farne dei fork, l'obiettivo è quello di lavorare insieme alla community di sviluppatori, contribuendo al codice principale. Alcuni esempi sono i progetti Helidon (Java) e Verrazzano (una Enterprise Container Platform), tecnologie cloud native, che possono anche essere installate ed eseguite on-premise. 

verrazzano

Ma quali sono le regole d'oro per lo sviluppo di applicazioni "modern"? "Continuous integration, continous delivery. Questa fondamentalmente è la chiave" - prosegue Bosis - "Il tema delle architetture agili è fondamentale, ma da qualche parte servono dati persistenti".

Sul mercato sono due le filosofie relative al database: 

1) Ogni servizio può avere una modalità di gestione dati diversa. Questo significa che per ogni tipo di dato, si sceglie un database differente. 

2) Bisogna continuamente aggiornare le modalità. Si può quindi costruire sull'investimento già fatto, modernizzando l'azienda e sfruttando le nuove tecnologie mantenendo lo stesso database sul quale è già stato fatto l'investimento.

angelo.bosisOracle

L'approccio di Oracle ricade nella seconda categoria: "Il Database Oracle è un database multi-modello, che si adatta a tutti. Evita quindi la necessità di dover usare modalità di federazione, virtualizzazione o trasferimento on demand: si potranno fare query direttamente sui dati".
Qui vale la pena soffermarsi sul concetto di database multi-modello che, nella definizione di Oracle stessa sono quelli che "associano diversi tipi di modelli di database in un singolo back-end integrato [...].  Possono accogliere vari tipi di dati e possono interrogare dati con formati differenti". Il DB multi-modello di Oracle supporta tutti i linguaggi più comuni, compreso Java, ed è quindi compatibile con qualsiasi tipo di applicazione, incluse quelle "containerizzate".  

Parliamo di concetti tecnici per nulla banali da comprendere per chi non è addetto ai lavori, ma per sposare una cultura data-driven, fondamentale per essere competitivi sul mercato, è necessario che tutti siano coinvolti, incluso il management, che è quello che decide e autorizza gli investimenti e che i dati li usa per prendere decisioni di business Ed è fondamentale che gli elementi di questo approccio siano chiari e comuni a tutti, e la tecnologia deve nascondere la complessità, in modo che ogni figura possa trarre il meglio dalle informazioni. A partire dagli sviluppatori, che possono contare su una soluzione end-to-end a lungo termine per gestire i dati, abbastanza flessibile da adattarsi alle differenti necessità, alle tecnologie adottate e ai diversi linguaggi di programmazione usati. "Vogliamo dare più letture e più prospettive al database. Lo sviluppatore lo vede come una struttura moderna; chi progetta le data fabric vede la possibilità di federare più dati attraverso un'unica interfaccia; infine, per le operation semplifica la gestione quotidiana del dato", conclude Bosis. 

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