Oversonic al CES 2026 con RoBee: il robot umanoide cognitivo certificato tra industria e sanità
di Vittorio Manti pubblicata il 12 Gennaio 2026, alle 11:41 nel canale Innovazione
Al CES 2026 Oversonic porta RoBee, robot umanoide cognitivo certificato già operativo tra industria e sanità, progettato per affiancare l’uomo in contesti complessi
All’interno del padiglione Intel al CES 2026, Oversonic Robotics porta in scena una delle proposte più concrete nel panorama della robotica umanoide. Protagonista è RoBee, il primo robot umanoide cognitivo certificato progettato per affiancare l’uomo in contesti ad alta complessità, dall’industria alla sanità. A Las Vegas sono presenti entrambe le versioni oggi a catalogo – RoBee serie R per l’industria e RoBee serie M per l’ambito medicale – con dimostrazioni operative che mettono al centro la concreta adozione della tecnologia.
All’interno dello spazio Intel al CES 2026, Edge9 ha intervistato Fabio Puglia, Presidente e co-fondatore di Oversonic Robotics, per approfondire architettura, casi d’uso e visione dell’azienda sulla robotica umanoide cognitiva.
Un’architettura che porta il robot dal prototipo al mercato
Il tratto distintivo di RoBee è una scelta architetturale precisa, che incide direttamente sulla maturità del prodotto. Oversonic separa in modo netto la percezione cognitiva, affidata all’intelligenza artificiale, dalla gestione dei movimenti e della sicurezza, demandata a un controllo di tipo industriale. L’IA consente al robot di comprendere l’ambiente, interpretare gli spazi e interagire con persone e oggetti; l’esecuzione fisica è invece governata da logiche e standard tipici dell’automazione, più vicini a un PLC che a un sistema sperimentale.
Questa combinazione consente a RoBee di operare in contesti reali con livelli di affidabilità, ripetibilità e certificazione che oggi molte soluzioni presentate come più avanzate non riescono ancora a garantire. È anche per questo che, mentre una parte significativa della robotica umanoide resta confinata alla dimensione prototipale o dimostrativa, RoBee è già impiegato in ambienti industriali e sanitari, dove sicurezza e continuità operativa non sono negoziabili.
Come spiega Fabio Puglia, l’IA fornisce al robot la capacità di capire ciò che accade in un mondo complesso, ma è l’integrazione con sistemi industriali strutturati a rendere possibile un’attuazione precisa, controllata e sicura. È in questa unione tra robotica cognitiva e automazione classica che si gioca gran parte della solidità del progetto.
RoBee serie R: robot umanoide cognitivo per l’industria
La serie R è progettata per il settore manifatturiero e per tutte quelle attività ripetitive, faticose o potenzialmente pericolose che possono essere delegate alle macchine. Il robot adotta una struttura antropomorfa robusta, con manipolazione bimanuale, ed è in grado di riconoscere oggetti e persone grazie a sistemi di visione supportati da IA, nel rispetto dei requisiti di protezione dei dati.

RoBee R garantisce precisione e ripetibilità elevate, opera in ambienti industriali anche ostili e dispone di un’autonomia operativa fino a otto ore. È già attivo in diverse aziende manifatturiere, dove viene impiegato in processi che richiedono continuità, stabilità e collaborazione sicura con gli operatori umani.
RoBee serie M: supporto cognitivo e operativo in ambito sanitario
Accanto alla versione industriale, Oversonic presenta la serie M, pensata per ospedali e strutture di riabilitazione. In questo contesto RoBee non sostituisce il personale sanitario, ma lo affianca, contribuendo a rendere l’assistenza più efficace e accessibile.

Il robot è già coinvolto in sperimentazioni cliniche e attività di ricerca e viene utilizzato per supportare pazienti e operatori in diversi ambiti: dal promemoria delle terapie all’interazione cognitiva, dall’assistenza nei movimenti al supporto nelle sessioni di neuroriabilitazione. La sua presenza consente di alleggerire il carico di lavoro del personale medico e di migliorare l’esperienza del paziente, mantenendo al centro la relazione umana.
Una visione pragmatica della physical AI
Nel dibattito sulla physical AI, tornato al centro dell’attenzione al CES 2026, Oversonic propone una visione dichiaratamente pragmatica. Tra un’idea e un prodotto realmente adottabile esiste un percorso fatto di test, validazioni, certificazioni e miglioramenti continui. La sfida non è dimostrare cosa un robot potrebbe fare in teoria, ma costruire macchine che possano operare oggi in sicurezza nel mondo reale.
La diffusione di androidi in ambito mainstream e consumer resta, almeno per ora, lontana. Il mondo in cui viviamo non è ancora progettato per accogliere su larga scala robot umanoidi di questo tipo, e colmare questo divario richiederà tempo, standard condivisi e un’evoluzione profonda delle tecnologie e dei contesti applicativi. Per Oversonic il percorso passa dalla costruzione di sistemi solidi, certificati e misurabili nel loro impatto, capaci di togliere l’uomo da attività che non aggiungono più valore e di migliorare concretamente lavoro e qualità della vita.











Sony WF-1000X M6: le cuffie in-ear di riferimento migliorano ancora
Snowflake porta l'IA dove sono i dati, anche grazie a un accordo con OpenAI
Sistema Mesh Roamii BE Pro: il Wi-Fi 7 secondo MSI
Zscaler Threat Report 2026: l'adozione dell'IA corre più veloce della capacità di difesa delle imprese
Claude AI minaccia omicidi e ricatti quando gli viene detto che verrà spento: le rivelazioni di Anthropic
Dentro la gara: a Milano Cortina 2026 i droni FPV cambiano il racconto dello sport








0 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoDevi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".