Per aumentare la competitività nel retail bisogna investire in tecnologie. Lo studio di SOTI
di Alberto Falchi pubblicata il 02 Febbraio 2026, alle 13:54 nel canale Innovazione
Il 66% dei consumatori italiani desidera una maggiore integrazione della tecnologia per i propri acquisti: l'89% dei clienti è preoccupato per almeno una questione relativa alla privacy o alla sicurezza dei dati quando fa acquisti
Sicurezza e possibilità di personalizzazione, ma anche provenienza dei beni. Questi sono i due fattori che influenzano maggiormente le scelte degli acquirenti italiani. Che, nella maggior parte dei casi (88%) acquistano sia online sia nei negozi fisici. A metterlo nero su bianco lo studio di SOTI intitolato, "Analisi delle tecnologie retail: opportunità per migliorare l’esperienza dei consumatori”, basato su un campione di 13.000 persone in 11 Paesi, Italia inclusa.
Aumentare il coinvolgimento per competere nel mercato retail
Lo studio di STI evidenzia un gap ancora significativo nell’esperienza di acquisto digitale. Le tecnologie disponibili non sono sfruttate appieno e servono iniziative più mirate per spingere i consumatori a utilizzare le app, condizione necessaria per abilitare esperienze realmente personalizzate.

Il contesto macroeconomico continua a orientare in modo netto i comportamenti di consumo. In uno scenario di incertezza diffusa, valore, convenienza e origine dei prodotti diventano criteri centrali: il 30% dei consumatori italiani controlla l’origine di ciò che acquista o privilegia beni di produzione nazionale, un dato in linea con il 32% globale. L’82% del campione, in Italia come nel resto del mondo, dichiara di aver ridotto le spese per adattarsi alla situazione economica. La pressione sui budget incide direttamente sulla capacità di acquisto: il 50% degli italiani afferma che nell'ultimo anno i fattori economici hanno limitato le proprie abitudini di consumo, una quota che sale al 69% negli Stati Uniti e supera il 60% in diversi altri mercati occidentali.
Parallelamente crescono le preoccupazioni legate a sicurezza e privacy. Se da un lato il 66% dei consumatori italiani vorrebbe una maggiore integrazione tecnologica nei percorsi di acquisto, dall’altro la fiducia resta un elemento critico. L’89% dichiara di essere preoccupato per almeno un aspetto legato alla protezione dei dati, mentre l’84% valuta con maggiore cautela un brand che ha subito un attacco informatico. Un atteggiamento che trova riscontro nell’esperienza diretta: il 39% dei consumatori italiani è stato vittima di frodi nel retail, una percentuale che raggiunge il 51% negli Stati Uniti e si attesta al 34% in Canada. In questo scenario, l’innovazione digitale non può prescindere da solide garanzie di sicurezza.
“La maggior parte della tecnologia esiste già, ma non viene sfruttata in modo adeguato. Il nostro rapporto mostra che il 47% dei consumatori italiani (49% a livello globale) utilizza le app per accedere a offerte esclusive, sconti e punti, mentre il 32% (vs 41%) gode di vantaggi quali un checkout più rapido quando acquista online. Tuttavia, il settore non riesce ancora a offrire la personalizzazione e i vantaggi che i consumatori si aspettano oggi”, spiega Shash Anand, SVP of Product Strategy di SOTI. “Il coinvolgimento e la fedeltà dei consumatori possono aumentare man mano che la tecnologia diventa sempre più essenziale per l'esperienza di acquisto. Dispositivi e app connessi e sicuri sono il punto di partenza fondamentale per la fiducia nel marchio. I consumatori di oggi, attenti ai costi e sempre più connessi, sanno esattamente dove e quando acquistare i prodotti più soggetti a variazioni di prezzo. Utilizzano la tecnologia sia nei negozi fisici che online, aspettandosi che i retailer forniscano piattaforme di mobilità connesse in grado di offrire esperienze unificate e in tempo reale, su tutti i dispositivi, le app e i canali. Tuttavia, con le continue sfide relative al monitoraggio e all'evasione degli ordini in tempo reale, esistono ancora lacune fondamentali nella catena di fornitura che devono essere affrontate”.
Infine, “i retailer devono trovare un equilibrio tra l’integrazione della tecnologia nell’esperienza di acquisto e la privacy dei dati”, conclude Anand. “I consumatori apprezzano la personalizzazione, a condizione che i loro dati siano gestiti in modo responsabile su tutti i dispositivi e i touchpoint digitali. La trasparenza e una sicurezza solida sono essenziali per mantenere la fiducia, soprattutto in un'epoca in cui alcuni dei principali marchi globali sono vittime di attacchi informatici”.











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