ServiceNow sempre più integrata coi big del settore tech: le partnership con Lenovo e NVIDIA
di Alberto Falchi pubblicata il 07 Maggio 2026, alle 17:21 nel canale InnovazioneServiceNow spinge sulle collaborazioni: con NVIDIA porta gli agenti autonomi dal desktop al data center, mentre con Lenovo trasforma il workplace IT in un modello predittivo, governato e meno dipendente dai ticket
ServiceNow continua a crescere e a espandersi. Se nel 2022 l'azienda fatturava "solo" 7,4 miliardi di dollari, nel 2025 i ricavi hanno superato la soglia dei 13 miliardi, con una crescita anno su anno superiore al 20%. E il CEO Bill McDermott non sembra intenzionato a rallentare. Anzi: sta puntando a far crescere l'azienda in vari ambiti. Andando oltre il focus iniziale, quello sui processi (che pur rimane centrale) e puntando molto sull'IA. Non sviluppando LLM cconcorrenti ai leader di mercato, ma posizionandosi come la piattaforma di riferimento per l'orchestrazione delle IA e degli agenti di IA. Di tutti i vendor.
Per farlo, sta lavorando su vari fronti, acquisendo altre realtà (come nel caso di Armis, specializzata nella sicurezza OT) e stringendo collaborazioni coi principali player del settore. Le ultime due sono state annunciate dal CEO sul palco dell'evento Knowledge 26: la prima è con Lenovo mentre la seconda è con NVIDIA.
Project Arc: il frutto della collaborazione fra ServiceNow e NVIDIA
La collaborazione fra ServiceNow e NVIDIA non è solo uno dei tanti annunci fatti dall'azienda durante l'evento di Las Vegas: per farne comprendere la portata, è salito sul palco direttamente Jensen Huang, invitato personalmente da McDermott. Hanno svelato Project Arc, un agente autonomo che vive sul desktop dell’utente e può svolgere attività operative su più strumenti aziendali. Non un semplice chatbot a cui chiedere informazioni, ma un software che può agire: aprire file, scrivere codice, eseguire comandi, chiamare API, adattarsi quando un processo non va come previsto e completare attività complesse senza workflow già costruiti.
Proprio perché può agire, Project Arc deve essere governato e controllato. ServiceNow lo ha incastonato all'interno di NVIDIA OpenShell, una sandbox isolata nella quale applicare policy di sicurezza in totale tranquillità. A controllare il tutto è AI Control Tower, che definisce cosa l’agente può fare, ne monitora il comportamento e registra le azioni: file letti, comandi eseguiti, API chiamate. Per un’azienda, questa è la differenza tra un agente interessante in demo e un agente potenzialmente utilizzabile in produzione.
Project Arc si appoggia ad Action Fabric e alla CMDB di ServiceNow. Questo significa che usa il contesto operativo dell’azienda, dai workflow ai sistemi, fino alla storia delle attività. La stessa logica viene poi portata nei data center con l’integrazione tra AI Control Tower e NVIDIA Enterprise AI Factory, per governare anche i workload AI su larga scala.

Come spiega Joe Davis, Executive Vice President of AI Engineering & Delivery di ServiceNow, "ServiceNow e NVIDIA si sono poste l’obiettivo di rendere l’IA concreta per le imprese, e oggi mostriamo i risultati di questo lavoro. Che si tratti di agenti di IA autonomi affidabili sul desktop, di una governance estesa fino al data center o di benchmark aperti che responsabilizzano l’intero settore, questa è un’IA enterprise costruita per durare".
ServiceNow e Lenovo insieme per ridurre il carico di lavoro del team IT
La partnership con Lenovo si muove su un terreno diverso, ma complementare a quello di NVIDIA: il digital workplace. Qui l’IA non serve a generare contenuti o a rendere più brillante un chatbot, ma a togliere rumore operativo dai team IT. A Knowledge 26 è stato annunciato xIQ Digital Workplace Solutions, piattaforma che nasce dall’unione fra la conoscenza degli endpoint di Lenovo e la capacità di orchestrazione della piattaforma ServiceNow. L’obiettivo è passare da un IT che rincorre ticket a un modello automatizzato, dove una parte dei problemi viene intercettata e risolta prima ancora che l’utente debba segnalarli, in ottica di manutenzione predittiva.

Rakshit Ghura, VP Digital Workplace Solutions di Lenovo, lo spiega partendo dal ruolo dei dati. Lenovo, in quanto produttore di dispositivi, può raccogliere molta telemetria direttamente dagli endpoint: stato della macchina, prestazioni, pattern d’uso, segnali di degrado. "Molta della strumentazione per catturare la telemetria è già integrata nel dispositivo. ServiceNow entra nella fase successiva: prende questi segnali, li collega ai processi aziendali e li trasforma in workflow". Perché, come dice Ghura, "gli insight da soli non bastano; bisogna agire".
In concreto, xIQ può intervenire su richieste che oggi intasano gli help desk: reset delle password, gestione di gruppi e liste di distribuzione, aggiornamenti software, policy di accesso, onboarding dei nuovi dipendenti. Secondo Lenovo, questo non è solo automazione di attività ripetitive, ma un nuovo modello di consumo dell'IT. Guidato dall’IA e pensato per rendere l’assistenza quasi invisibile all’utente. "In passato l’IT era reattivo: se avevi un problema, chiamavi il supporto. Con la nostra soluzione AI, risolviamo i problemi in modo autonomo, spesso prima ancora che l’utente si accorga che c’è un malfunzionamento", afferma Ghura.
La parte più interessante riguarda la manutenzione predittiva. Se una batteria o un disco iniziano a mostrare segnali di cedimento, xIQ può anticipare l’intervento. Ghura usa un esempio molto concreto: "prima ancora che l’utente se ne accorga, riceverà una batteria nuova sulla scrivania con un appuntamento già fissato per la sostituzione".
Ghura sottolinea anche un altro punto: xIQ non è pensato solo per ambienti interamente Lenovo. Può lavorare anche su flotte miste, pur con livelli diversi di profondità nella telemetria. E non richiede necessariamente che il cliente sia già utente diretto di ServiceNow: alcune capacità, come Now Assist, possono essere integrate sotto il cofano nel software Lenovo.
I numeri portati da Lenovo sono notevoli: quasi il 40% dei problemi IT gestiti proattivamente, fino al 30% di riduzione dei costi e un miglioramento del 30% nell’esperienza dei dipendenti. A questo si aggiunge TruScale, il modello pay-as-you-go che mette insieme dispositivi, software e servizi gestiti.










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