Un clamoroso errore strategico: il nuovo piano industriale dell'UE lascia fuori quantum, chip e IA
di Riccardo Robecchi pubblicata il 12 Marzo 2026, alle 17:31 nel canale Innovazione
Esprimiamo un'opinione: l'Industrial Acceleration Act dell'UE, che doveva per l'appunto accelerare lo sviluppo industriale, è un fallimento dal punto di vista delle nuove tecnologie come il calcolo quantistico, che sono totalmente escluse
Tutti concordano nel dire che lo sviluppo delle nuove tecnologie sia vitale per il futuro dell'Europa e della sua economia, se il Vecchio Continente vuole tenere il passo con gli Stati Uniti e la Cina e non diventare un attore di second'ordine sullo scacchiere mondiale. È proprio per questo che lascia allibiti vedere che lo sviluppo tecnologico, legato in particolare ad ambiti come la fabbricazione di chip e i computer quantistici, è stato completamente stralciato dall'Industrial Accelerator Act dell'Unione Europea, che favorisce invece le industrie pesanti tradizionali e quelle legate alla transizione verde.
L'UE rimuove lo sviluppo tecnologico dai piani strategici

Nelle intenzioni originali, l'Industrial Accelerator Act (IAA) doveva essere uno strumento per favorire lo sviluppo delle industrie avanzate e delle nuove tecnologie: fabbricazione di chip, intelligenza artificiale, robotica, biotecnologie, computer quantistici, sensoristica avanzata. Tutti ambiti che sono considerati strategici e vitali per il successo futuro dell'Europa.
L'IAA mira a rafforzare le industria del vecchio continente preferendo il "Made in Europe", e lo fa prevedendo che i contratti e i sussidi da parte degli enti pubblici possano essere assegnati solo a realtà che producono in Europa. In questo modo, le aziende potrebbero trarre beneficio dai finanziamenti provenienti dal settore pubblico in Europa solo se portassero le proprie tecnologie e strutture produttive in UE, così da rafforzare l'economia dell'Unione.
Tuttavia, la proposta definitiva ha completamente eliminato i settori realmente strategici per lo sviluppo dell'economia europea per concentrarsi sulle industrie pesanti "classiche" (acciaio, cemento, alluminio, settore automobilistico) assieme a quelle "verdi" (pannelli solari, pompe di calore, eolico, batterie, e anche fissione nucleare). La legge prevede regole legate prevalentemente all'aspetto ambientale, con la produzione di acciaio, alluminio e cemento che dovrà avere basse emissioni, mentre le tecnologie legate alla transizione ecologica invece richiederanno la produzione locale, almeno per una percentuale delle componenti complessive.
Vengono introdotti anche limiti alle possibilità di acquisizione di aziende europee da parte di enti esterni: gli investitori esteri potranno acquisire al massimo il 49% delle realtà europee considerate strategiche e tale limite varrà anche per le joint venture, e dovranno concedere in licenza le proprietà intellettuali e condividere il proprio know how con le realtà europee. Almeno l'1% dei ricavi ottenuti in Europa dovrà essere reinvestito in attività di ricerca e sviluppo condotte in Europa, e almeno il 30% dei componenti e delle risorse utilizzati dovranno provenire dall'UE. I settori coperti includono le tecnologie delle batterie, i veicoli a basse emissioni, il fotovoltaico, l'estrazione, lavorazione e riciclaggio di materie prime critiche.
La misura punta dunque a favorire il trasferimento tecnologico verso l'UE, in maniera non dissimile da quanto avviene in Cina e da quanto ha cominciato a fare Trump lo scorso anno, e a favorire la produzione in loco usando risorse locali, così da mantenere le catene di fornitura (e, soprattutto, di valore) in Europa e da evitare la pura e semplice estrazione di capitale che spesso è stata operata negli ultimi decenni. Si tratta di una misura che può essere vista come positiva, perché impone che le conoscenze arrivino (o rimangano) in Europa e che rimanga (o si sviluppi) una filiera europea per la produzione di beni rilevanti strategicamente ed economicamente quali pannelli fotovoltaici, batterie e generatori eolici.

L'esclusione dei settori di punta dello sviluppo tecnologico lascia però basiti: l'UE sta già facendo i conti con la sua dipendenza da realtà extra-europee per quanto riguarda settori chiave come quello dei computer (tanto per l'hardware quanto per il software, includendo ambiti divenuti fondamentali come cloud e IA); perdere il treno dello sviluppo dei computer quantistici, ad esempio, non farebbe che rafforzare questa posizione di subalternità del Vecchio Continente rispetto alle potenze straniere, con tutte le conseguenze del caso.
Intendiamoci: l'UE ha dei veri campioni a livello internazionale in molti ambiti di punta dal punto di vista tecnologico, ma ciò che spesso avviene è che tali realtà vengono acquisite da colossi americani e portate oltreoceano, oppure non riescono a competere con le rivali per via di una carenza d'investimenti. L'Italia è all'avanguardia nella sensoristica (ad esempio, EMC Gems è una startup che abbiamo incontrato al CES di Las Vegas) e in molti ambiti legati all'uso dell'IA nelle fabbriche, così come sono presenti realtà di spicco nelle biotecnologie e nella robotica tanto nel nostro Paese come nel resto d'Europa. Il problema è che saranno queste le aziende che offriranno i maggiori sviluppi e le maggiori possibilità di crescita del domani, e la misura attuale non vede alcun intervento a loro favore.
Dall'altro lato, settori più "tradizionali" come la produzione di chip, che resta un pilastro fondamentale dell'economia quantomeno per le sue conseguenze e diramazioni, non vedono alcun incentivo od obbligo e, quindi, probabilmente non vedranno grandi sviluppi. Per fare un esempio: TSMC ha avviato degli impianti produttivi negli USA, perché non è possibile richiedere la stessa cosa in Europa? Abbiamo già dei riferimenti a livello internazionale come ASML, perché non possiamo espandere ulteriormente la nostra presenza in questo settore strategico?
Una mancanza di strategia europea

Questo sviluppo inatteso lascia doppiamente stupiti per via del fatto che Stati Uniti e Cina stanno invece investendo pesantemente nello sviluppo delle nuove tecnologie, e lo stanno facendo con finanziamenti pubblici molto significativi che mirano proprio a incentivare lo sviluppo di una filiera locale.
Non è chiaro perché i settori avanzati siano stati lasciati fuori dalla misura, ma le voci di corridoio parlano di disaccordi interni alla Commissione stessa, nonché pressioni da parte degli Stati membri, ciascuno interessato a difendere interessi specifici.
Sembra mancare, ancora una volta, una direzione strategica chiara e cosciente in Europa. La Commissione si ritrova, ancora una volta, a essere nel mezzo degli interessi egoistici dei singoli Paesi e a dover fare compromessi significativi per trovare un accordo che non scontenti nessuno, facendo però così un danno a tutti. Il meccanismo s'è inceppato e quest'ennesimo fallimento nello stabilire una strategia coerente e di lungo termine mostra che serve un forte cambiamento a livello europeo così che finalmente si portino avanti misure in grado di rilanciare il protagonismo europeo nel mondo delle tecnologie avanzate. Sono moltissime le aziende e realtà pubbliche e private che già ora sono leader nei propri rispettivi campi ed è ora che vengano supportate adeguatamente per poter competere ad armi pari con i concorrenti internazionali.











DJI Osmo Pocket 4: la gimbal camera tascabile cresce e ha nuovi controlli fisici
Sony INZONE H6 Air: il primo headset open-back di Sony per giocatori
Nutanix cambia pelle: dall’iperconvergenza alla piattaforma full stack per cloud ibrido e IA
La NASA ha confermato il supporto per il rover marziano ESA Rosalind Franklin fornendo componenti essenziali
Sierra Space ha completato il test acustico dello spazioplano Dream Chaser Tenacity
Ryzen 7 5800X3D pronto a tornare sul mercato? AMD potrebbe usarlo come arma vincente contro la crisi








22 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoOttimo quando sei in giro, almeno non cadono più in terra accidentalmente.
L'implementazione di alcuni produttori, però, è a dir poco non ergonomica (sadici!).
Da certi fanta-dementi (cit. starwars, scusa ian solo !) che stanno su a bruxelles cosa potevamo aspettarci ?
IL NULLA COSMICO, IL VUOTO PNEUMATICO.
Siamo destinati a diventare il quarto mondo, come meritiamo del resto.
Non resta quindi che aspettare che svanisca anche l'altro sogno bagnato, quello dell'indipendenza energetica così poi abbiamo fatto l'en plein!!
Non lamentiamoci quindi se poi ci viene rinfacciato di essere ininfluenti e marginali con una UE che produce solamente burocrazia ed è casa di grandi lobbies che alla fine hanno prodotto solamente danni ( industria auto ).
Non resta quindi che aspettare che svanisca anche l'altro sogno bagnato, quello dell'indipendenza energetica così poi abbiamo fatto l'en plein!!
Non lamentiamoci quindi se poi ci viene rinfacciato di essere ininfluenti e marginali con una UE che produce solamente burocrazia ed è casa di grandi lobbies che alla fine hanno prodotto solamente danni ( industria auto ).
Hai scritto benissimo. Solo sogni bagnati e niente più.
Ma a quello ci fermiamo, ad un paio di mutande bagnate...da lavare poi !
Da certi fanta-dementi (cit. starwars, scusa ian solo !) che stanno su a bruxelles cosa potevamo aspettarci ?
IL NULLA COSMICO, IL VUOTO PNEUMATICO.
Siamo destinati a diventare il quarto mondo, come meritiamo del resto.
Non penso a fanta-dementi o vuoti cosmici.
Io penso semplicemente ai soldoni.
Soldoni arrivati dagli USA e dalla CINA per non pestargli i piedi nel campo tecnologico.
Scommetto che se dici a uno di loro perché la mucca fa il latte,ti rispondono "per magia" manco sanno che la mucca deve essere incinta e aver partorito......ma loro sanno le poesie a memoria e suonare il flauto
Scommetto che se dici a uno di loro perché la mucca fa il latte,ti rispondono "per magia" manco sanno che la mucca deve essere incinta e aver partorito......ma loro sanno le poesie a memoria e suonare il flauto
Scienze Politiche amenità? MAH!!
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".