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Abacus Group: un nuovo operatore ICT italiano per le PMI

di pubblicata il , alle 10:11 nel canale Market Abacus Group: un nuovo operatore ICT italiano per le PMI

Nato da un progetto industriale avviato nel 2022 e costruito attraverso 15 acquisizioni selettive, il gruppo punta a diventare il partner di riferimento per le piccole e medie imprese italiane. I ricavi aggregati a fine 2025 erano di circa 45 milioni di euro, con un obiettivo di 200 milioni entro il 2029

 

Il mercato ICT italiano per le piccole e medie imprese ha una caratteristica ben precisa: in questa fascia, la frammentazione dei fornitori è la norma. Gestire contemporaneamente più di una decina di interlocutori tecnologici per coprire connettività, infrastrutture, sicurezza e applicativi è la condizione di partenza di buona parte delle aziende tra i 50 e i 500 dipendenti, con costi gestionali nascosti che raramente vengono quantificati. È il problema che Abacus Group si propone di risolvere, presentandosi ufficialmente al mercato a Milano come nuovo soggetto nell'ICT nazionale.

Abacus-2026

Non si tratta di una startup tecnologica né della trasformazione di un'azienda già esistente, ma di un progetto industriale costruito dall'inizio con l'obiettivo di aggregare competenze specializzate e offrirle come servizio integrato. Il management operativo è guidato da Michele Lamartina come amministratore delegato, con Marco Comastri, già amministratore delegato di Microsoft Italia, nel ruolo di presidente. Lamartina porta quasi trent’anni di esperienza maturata in ruoli di vertice in grandi organizzazioni internazionali: tra i passaggi rilevanti, la guida del mercato del Sud Europa per Palo Alto Networks e ruoli di leadership in Salesforce, VMware, CA Technologies e Broadcom. Un profilo costruito nelle multinazionali che oggi viene applicato a un progetto con un’impronta deliberatamente italiana, orientato a un segmento di mercato che i grandi operatori tendono a lasciare scoperto.

Quindici acquisizioni in tre anni

La storia di Abacus Group comincia nel 2022, quando i co-fondatori Pietro Scataglini ed Ernesto Stamegna avviano il progetto industriale definendo tre direttrici di acquisizione: infrastrutture e servizi gestiti (ISP e MSP), trasformazione digitale e IA, gestione delle risorse operative e delle competenze. Dal 2023 a maggio 2026, il gruppo ha valutato oltre 1.300 aziende e completato 15 acquisizioni, con un meccanismo che affianca al pagamento in contanti una quota di concambio azionario, in modo da mantenere i fondatori delle società acquisite all'interno del gruppo come investitori, mantenendo ruoli operativi e un interesse diretto nella crescita complessiva.

Abacus-2026

Geograficamente, le società acquisite riflettono la strategia: quelle con competenze infrastrutturali sono concentrate prevalentemente nel centro-sud, dove il divario nella dotazione digitale è più marcato e la domanda di servizi di connettività e managed service è crescente. Le aziende orientate alla trasformazione digitale si trovano invece al nord. Alla presenza italiana si aggiungono sedi in Spagna e a Lugano. Per supportare l'integrazione operativa, nel gennaio 2025 è stato costituito Abacus Service, lo shared service center di gruppo, che centralizza HR, legal, IT e finance attingendo alle risorse interne delle società acquisite.

A fine 2025, il fatturato aggregato del gruppo ammontava a circa 45 milioni di euro, con un EBITDA di circa 11 milioni. Le tre acquisizioni chiuse tra gennaio e maggio 2026 hanno già portato a una crescita stimata tra il 10 e il 15% rispetto a quei numeri. Il gruppo conta oggi oltre 450 dipendenti distribuiti in 14 sedi italiane.

Un interlocutore unico per la complessità tecnologica delle PMI

Il posizionamento commerciale si articola in tre linee di business integrate. La prima, Infrastructure & Managed Services, copre connettività, cloud, data center, business continuity e i livelli essenziali di cybersecurity: è la componente che il gruppo definisce come base abilitante per tutti i servizi a valore aggiunto. La seconda, Digital & AI Transformation, include system integration, sviluppo software e adozione dell'IA nei processi aziendali, con l'obiettivo di portare i progetti di IA oltre la fase pilota e integrarli nell'operatività quotidiana. La terza, Workforce & Talent Solutions, mette a disposizione risorse qualificate nelle aree dove le competenze interne non esistono o non bastano.

Abacus-Lamartina

L'obiettivo dichiarato è quello di ridurre la frammentazione dei fornitori e operare come unico interlocutore per l'intero ciclo di vita dei sistemi tecnologici aziendali. Come spiega Michele Lamartina, il problema da risolvere è strutturale: “Oggi la tecnologia è parte dell’operatività quotidiana delle aziende e fattore abilitante per il business. Quando funziona, garantisce continuità, crescita e innovazione; quando è frammentata o difficile da governare, diventa un rischio e un freno. Abacus Group nasce per aiutare le organizzazioni a superare questa frammentazione ed essere sempre un passo avanti, rendendo la tecnologia più affidabile, governabile e orientata a risultati misurabili.”

Il target principale resta la fascia tra i 50 e i 500 dipendenti, che dovrebbe generare tra il 70 e il 75% dei ricavi a regime. Sui clienti di grandi dimensioni, l'approccio è più selettivo: il gruppo si propone per competenze specialistiche in ambiti come l'IA applicata e i sistemi di integrazione, operando spesso in collaborazione con i principali system integrator. Il mercato indirizzabile nella fascia PMI viene stimato in circa 12 miliardi di euro, su un totale di mercato ICT B2B italiano di 44 miliardi.

L'obiettivo di crescita dichiarato è superare i 200 milioni di euro di fatturato entro il 2029, attraverso nuove acquisizioni nelle aree core e crescita organica su una base clienti da sviluppare con un approccio di cross-selling tra le diverse linee. Sul piano geografico, l'espansione prevede mercati come la Spagna, già presidiata, e altri paesi europei in fase di analisi. La scelta di puntare sulla fascia intermedia del mercato, storicamente meno servita dai grandi operatori del settore, è l'elemento che definisce l'identità competitiva del gruppo più di qualsiasi altro aspetto del suo posizionamento.

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