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Broadcom/VMware e Siemens continuano a litigare, stavolta sulla sede del processo

di pubblicata il , alle 16:31 nel canale Market Broadcom/VMware e Siemens continuano a litigare, stavolta sulla sede del processo

Continua il processo avviato da Broadcom/VMware contro Siemens. L'oggetto del contendere è la sede dove dovrebbe svolgersi: secondo Broadcom negli USA, secondo Siemens in Germania

 

La querelle tra Broadcom e Siemens continua e sembra che non ci sarà una conclusione a breve. Broadcom aveva accusato Siemens di usare prodotti VMware senza licenza e le aveva per questo fatto causa, con l'azienda tedesca che aveva replicato che VMware aveva invece violato il contratto rifiutandosi di fornire supporto. Un nuovo capitolo della vicenda vede le due aziende impegnate e bisticciare su quale sia la sede più opportuna per il processo, elemento di particolare rilevanza per via delle normative vigenti nei diversi Paesi.

Broadcom/VMware continua ad accusare Siemens

Secondo Broadcom, Siemens avrebbe usato software a marchio VMware senza ottenere le licenze necessarie e per questo le avrebbe fatto causa. Siemens, dal canto suo, sostiene invece che VMware non abbia ottemperato ai suoi obblighi contrattuali, interrompendo il supporto e la fornitura di aggiornamenti.

Broadcom/VMware ha intentato causa a Siemens nel Delaware, Stato americano notoriamente favorevole alle aziende che avviano le azioni legali e con leggi più lasche rispetto ad altri per quanto riguarda il diritto commerciale. Non è dunque una sorpresa che Siemens abbia chiesto di spostare il processo in Germania e di riclassificare la causa come una disputa contrattuale, anziché come una violazione del copyright.

"Come qualunque realtà che viola le norme, Siemens vorrebbe limitare la sua responsabilità dopo il fatto a una mera disputa contrattuale. Siemens dà una definizione fondamentalmente sbagliata di ciò che ha portato a quest'azione legale. VMware non ha causato o richiesto le circostanze che hanno portato a quest'azione legale. Siemens ha causato il problema ottenendo impropriamente un grande numero di prodotti VMware per i quali non ha mai acquistato una licenza", afferma una lettera dei legali di Broadcom, come riportato da The Register. "Poiché la protezione del copyright è territoriale, come la stessa Siemens riconosce, le azioni legali per affrontare le violazioni vanno avviate in ciascun Paese coinvolto. Come azienda statunitense, VMware ha scelto di iniziare negli Stati Uniti, sotto la legge e le procedure con cui ha più familiarità."

Secondo quanto si può estrapolare dai documenti processuali, tuttavia, la situazione potrebbe essere lievemente differente da quella dipinta da VMware. Siemens, infatti, avrebbe agito secondo un contratto in cui era libera di usare più di quanto stabilito e avrebbe poi pagato la differenza al rinnovo successivo, ovvero l'anno dopo. Tale contratto avrebbe inoltre garantito supporto e aggiornamenti per i prodotti VMware per tutta la sua durata.

Se guardiamo all'essenza del processo, non si tratta di nulla di nuovo: è lo stesso ritornello già sentito con AT&T, l'ente che gestisce l'acqua nei Paesi Bassi e Tesco nel Regno Unito.

È proprio guardando al caso olandese che si può capire perché Siemens voglia spostare il processo in Europa: le normative nel Vecchio Continente sono molto più stringenti rispetto agli Stati Uniti, e al Delaware in particolare, e sarebbero quindi presumibilmente più favorevoli all'azienda tedesca qualora la sua posizione si rivelasse veritiera.

Nessuna delle due aziende sembra avere fretta particolare di risolvere la questione con un accordo stragiudiziale. Rimarrà da vedere, dunque, come reagirà la corte alle richieste di spostamento di Siemens e a quelle di mantenimento della sede attuale di VMware.

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