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C'è un boom del mercato dei data center in Italia, ma restano due problemi: l'energia e le aziende edilizie

di pubblicata il , alle 17:01 nel canale Market C'è un boom del mercato dei data center in Italia, ma restano due problemi: l'energia e le aziende edilizie

Il mercato italiano dei data center sta vivendo una nuova primavera, ma restano due nuvole nere all'orizzonte: la capacità della rete elettrica di fornire abbastanza energia e la solidità delle imprese edilizie

 

Il settore dei data center sta vivendo un momento di crescita esplosiva, in particolare in Italia: secondo i dati dello studio "Q4 Data Centre Commercial Report" di BCS Consultancy, nel nostro Paese la capacità dei data center aumenterà del 15% nel solo 2026. Ma questa crescita vertiginosa, dovuta a una domanda senza precedenti legata anche alle applicazioni d'intelligenza artificiale, si scontra con limitazioni legate alla fornitura di energia elettrica, nonché a problemi con il comparto edilizio.

Boom dei data center in Italia, con dei "ma"

È ormai un fatto noto anche al di fuori dei circoli degli addetti ai lavori che i data center abbiano consumi energetici molto elevati, talvolta spinti fino a quelli di città intere nei casi di quelli più grandi. In Italia sono in particolare Milano e Roma a vedere la crescita più importante in termini di nuovi centri di calcolo in costruzione, ma ci sono problematiche che accomunano tutto il Paese.

È proprio l'energia il nodo focale, su due fronti: il primo è quello più burocratico, legato alle autorizzazioni, a loro volta però dipendenti dal secondo, ovvero la capacità della rete nazionale di fornire l'energia richiesta. C'è qualche dubbio che effettivamente tale capacità sia presente, e dunque c'è il rischio che la crescita del settore dei data center in Italia venga frenato.

C'è poi un altro punto di fragilità sistemica, questa volta legato al contesto economico più ampio e, nello specifico, al settore edilizio, che sarebbe piuttosto fragile per via della scarsa crescita economica complessiva dell'Italia. Ciò porterebbe molte imprese a rischiare l'insolvenza, con conseguenze significative sulla costruzione dei data center.

Si sente sempre più anche la carenza di competenze specifiche: nel 97% dei casi, gli intervistati nell'ambito della ricerca affermano che ci siano carenza nelle competenze di progettazione, di ingegneria e di gestione delle attività di un data center. Ciò aumenta i costi, allunga i tempi e spinge gli operatori verso modelli ibridi in cui ci si appoggia a strutture già esistenti.

Ciò però limita fortemente l'impiego dell'IA: solo il 14% delle strutture è in grado di rispondere alle esigenze di calcolo (che si traduce in alimentazione e raffreddamento degli impianti) dell'intelligenza artificiale, con rack a densità energetica sempre maggiore. Per dare un metro di paragone, i progetti stanno passando da 60-130 kW a 1 MW per ciascun rack.

C'è però anche un dato positivo: gli operatori puntano a impiegare energia da fonti sostenibili per il 90% della richiesta nel prossimo decennio, in linea con gli obiettivi nazionali. Resterà da vedere, però, quanto sarà possibile soddisfare tale domanda in costante crescita senza lasciare indietro gli altri settori nella fornitura di energia "pulita".

"I dati del quarto trimestre mostrano l’Italia in un momento cruciale: il potenziale di crescita è evidente, ma autorizzazioni energetiche e capacità di fornitura rappresentano oggi i fattori determinanti", afferma Jim Hart, CEO di BCS Consultancy. "Non parliamo di criticità future, ma di ostacoli strategici immediati. Il settore osserva con attenzione per verificare se l’Italia saprà sbloccare la capacità della rete e rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento con la rapidità necessaria. Superare questi vincoli è essenziale per consolidare la posizione del Paese come leader digitale europeo e attrarre la prossima ondata di investimenti infrastrutturali spinti dall’intelligenza artificiale."

"Il settore dei data center rappresenta un’opportunità significativa per l’Italia, ma richiede un’azione coordinata su preparazione della rete, resilienza della catena di approvvigionamento e capacità di fornitura per sostenere la crescita fino al 2028", commenta Luca D’Alleva, Head of Service Italia e Iberia di BCS Consultancy. "Il margine di manovra è ridotto, ma i potenziali benefici per il mercato italiano e per l’economia digitale nel suo complesso restano considerevoli."

Il rapporto completo è disponibile sul sito Web di BCS.

9 Commenti
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das20 Gennaio 2026, 20:04 #1
nel 97% dei casi, gli intervistati nell'ambito della ricerca affermano che ci siano carenza nelle competenze di progettazione, di ingegneria e di gestione delle attività di un data center.


Tranquilli, tra poco arriveranno i nuovi ingegneri laureati online
giovanni6920 Gennaio 2026, 21:06 #2
E così l'energia elettrica costerà di più anche per il resto dei consumatori e della produzione...
aled197420 Gennaio 2026, 23:19 #3
ma se nell'ultimo decennio hanno pompato il settore edilizio a muzzo

tra ampliamenti +25% in deroga, i bonus 110% ecc....


ed è ancora fragile??



ma se in tutta Italia continuano a costruire case/palazzi/centri commerciali/capannoni nuovi senza demolire quelli vecchi lasciati in completo abbandono


sulla parte elettrica preferisco neanche esprimermi anzi

ciao ciao
Apple8021 Gennaio 2026, 00:27 #4
E ti pareva. E' da un anno che lo dico. Coi data center si rischia che con la forte richiesta di energia di centinaia di Mw , arriverà la crisi con un aumento del prezzo. Com'è successo per le memorie ad altà densità. Spero di sbagliarm.

Intanto mi faccio ricrescere il pelo. Cosi risparmio sul riscaldamento.
jepessen21 Gennaio 2026, 09:31 #5
Originariamente inviato da: aled1974
ma se nell'ultimo decennio hanno pompato il settore edilizio a muzzo

tra ampliamenti +25% in deroga, i bonus 110% ecc....


ed è ancora fragile??



ma se in tutta Italia continuano a costruire case/palazzi/centri commerciali/capannoni nuovi senza demolire quelli vecchi lasciati in completo abbandono


sulla parte elettrica preferisco neanche esprimermi anzi

ciao ciao


Il settore edilizio ha pompato in robe inutili al solo scopo di fo**ere soldi allo Stato. D'altronde questo magna magna e' incoraggiato dallo Stato stesso, dato che ogni volta che bisogna foraggiare (piu' o meno giustamente) le aziende con finanziamenti, danno quasi esclusivamente soldi esclusivamente all'edilizia, ignorando il terziario, l'IT, le competenze tecnologiche etc, perche' abbiamo un governo decisamente arretrato in ambito tecnologico che non da la giusta importanza a questo settore, per loro impresa significa solo cemento e campi agricoli.
fra5521 Gennaio 2026, 09:56 #6
Originariamente inviato da: jepessen
Il settore edilizio ha pompato in robe inutili al solo scopo di fo**ere soldi allo Stato. D'altronde questo magna magna e' incoraggiato dallo Stato stesso, dato che ogni volta che bisogna foraggiare (piu' o meno giustamente) le aziende con finanziamenti, danno quasi esclusivamente soldi esclusivamente all'edilizia, ignorando il terziario, l'IT, le competenze tecnologiche etc, perche' abbiamo un governo decisamente arretrato in ambito tecnologico che non da la giusta importanza a questo settore, per loro impresa significa solo cemento e campi agricoli.


Non è questione di essere arretrati o meno, anche perchè i sussidi all'edilizia sono arrivati da governi diversi.
Purtroppo in Italia se rilanci l'edilizia rilanci l'economia, mentre altrove finanziano le "Silicon valley" locali per acquisire competenze 5.0.
giovanni6921 Gennaio 2026, 11:19 #7
Originariamente inviato da: aled1974

ma se in tutta Italia continuano a costruire case/palazzi/centri commerciali/capannoni nuovi senza demolire quelli vecchi lasciati in completo abbandono


Il problema dei vecchi immobili verrà risolto da Bruxelles: si sbattono fuori dal mercato delle compravendite ed affitti gli immobili che non rispondono ai criteri 'case green', con tutte le gravi conseguenze del caso per famiglie, banche (che hanno miliardi in carico) e così via...


Da una delle tante guide:
"Cosa succede a chi non si adegua? I proprietari che non rispettano le nuove normative rischiano multe significative e potrebbero affrontare restrizioni alla vendita o all’affitto dei loro immobili."

Risultato? migliaia di immobili ritirati dal mercato e rastrellamento di immobili a prezzo di svendita da parte di chi li ristrutturerà per goderne poi di un profitto.

E se la famiglia ha chiesto un prestito ipotecario puoi immaginare cosa farà la banca....
alien32121 Gennaio 2026, 11:58 #8
Originariamente inviato da: giovanni69
Il problema dei vecchi immobili verrà risolto da Bruxelles: si sbattono fuori dal mercato delle compravendite ed affitti gli immobili che non rispondono ai criteri 'case green', con tutte le gravi conseguenze del caso per famiglie, banche (che hanno miliardi in carico) e così via...


Era solo una proposta che non è stata recepita, come tante, anche perche a livello legale ci sarebbero un sacco di problemi a implementarla, quindi questa affermazione
è falsa.

Da una delle tante guide:


tante guide false, dato che non è vero, se si passa un link
aled197421 Gennaio 2026, 22:12 #9
Originariamente inviato da: giovanni69
Il problema dei vecchi immobili verrà risolto da Bruxelles: si sbattono fuori dal mercato delle compravendite ed affitti gli immobili che non rispondono ai criteri 'case green', con tutte le gravi conseguenze del caso per famiglie, banche (che hanno miliardi in carico) e così via...


Da una delle tante guide:
"Cosa succede a chi non si adegua? I proprietari che non rispettano le nuove normative rischiano multe significative e potrebbero affrontare restrizioni alla vendita o all’affitto dei loro immobili."

Risultato? migliaia di immobili ritirati dal mercato e rastrellamento di immobili a prezzo di svendita da parte di chi li ristrutturerà per goderne poi di un profitto.

E se la famiglia ha chiesto un prestito ipotecario puoi immaginare cosa farà la banca....


ma nessuno ristruttura nulla.... c'è l'abbandono totale dei vecchi edifici

per dire, neanche lo Stato ha mai ristrutturato/riconvertito le tante ex caserme che ora sono rifugio di bestiacce e disperati


e comunque siamo sempre meno, i palazzi abbandonati se venissero riqualificati resterebbero vuoti per mancanza di persone


settore edilizio da aiutare un par di ciufoli, ne hanno avuti già abbastanza di aiuti "drogati" dalla politica nell'ultimo decennio

ciao ciao

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