C'è un boom del mercato dei data center in Italia, ma restano due problemi: l'energia e le aziende edilizie
di Riccardo Robecchi pubblicata il 20 Gennaio 2026, alle 17:01 nel canale Market
Il mercato italiano dei data center sta vivendo una nuova primavera, ma restano due nuvole nere all'orizzonte: la capacità della rete elettrica di fornire abbastanza energia e la solidità delle imprese edilizie
Il settore dei data center sta vivendo un momento di crescita esplosiva, in particolare in Italia: secondo i dati dello studio "Q4 Data Centre Commercial Report" di BCS Consultancy, nel nostro Paese la capacità dei data center aumenterà del 15% nel solo 2026. Ma questa crescita vertiginosa, dovuta a una domanda senza precedenti legata anche alle applicazioni d'intelligenza artificiale, si scontra con limitazioni legate alla fornitura di energia elettrica, nonché a problemi con il comparto edilizio.
Boom dei data center in Italia, con dei "ma"

È ormai un fatto noto anche al di fuori dei circoli degli addetti ai lavori che i data center abbiano consumi energetici molto elevati, talvolta spinti fino a quelli di città intere nei casi di quelli più grandi. In Italia sono in particolare Milano e Roma a vedere la crescita più importante in termini di nuovi centri di calcolo in costruzione, ma ci sono problematiche che accomunano tutto il Paese.
È proprio l'energia il nodo focale, su due fronti: il primo è quello più burocratico, legato alle autorizzazioni, a loro volta però dipendenti dal secondo, ovvero la capacità della rete nazionale di fornire l'energia richiesta. C'è qualche dubbio che effettivamente tale capacità sia presente, e dunque c'è il rischio che la crescita del settore dei data center in Italia venga frenato.
C'è poi un altro punto di fragilità sistemica, questa volta legato al contesto economico più ampio e, nello specifico, al settore edilizio, che sarebbe piuttosto fragile per via della scarsa crescita economica complessiva dell'Italia. Ciò porterebbe molte imprese a rischiare l'insolvenza, con conseguenze significative sulla costruzione dei data center.
Si sente sempre più anche la carenza di competenze specifiche: nel 97% dei casi, gli intervistati nell'ambito della ricerca affermano che ci siano carenza nelle competenze di progettazione, di ingegneria e di gestione delle attività di un data center. Ciò aumenta i costi, allunga i tempi e spinge gli operatori verso modelli ibridi in cui ci si appoggia a strutture già esistenti.
Ciò però limita fortemente l'impiego dell'IA: solo il 14% delle strutture è in grado di rispondere alle esigenze di calcolo (che si traduce in alimentazione e raffreddamento degli impianti) dell'intelligenza artificiale, con rack a densità energetica sempre maggiore. Per dare un metro di paragone, i progetti stanno passando da 60-130 kW a 1 MW per ciascun rack.
C'è però anche un dato positivo: gli operatori puntano a impiegare energia da fonti sostenibili per il 90% della richiesta nel prossimo decennio, in linea con gli obiettivi nazionali. Resterà da vedere, però, quanto sarà possibile soddisfare tale domanda in costante crescita senza lasciare indietro gli altri settori nella fornitura di energia "pulita".
"I dati del quarto trimestre mostrano l’Italia in un momento cruciale: il potenziale di crescita è evidente, ma autorizzazioni energetiche e capacità di fornitura rappresentano oggi i fattori determinanti", afferma Jim Hart, CEO di BCS Consultancy. "Non parliamo di criticità future, ma di ostacoli strategici immediati. Il settore osserva con attenzione per verificare se l’Italia saprà sbloccare la capacità della rete e rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento con la rapidità necessaria. Superare questi vincoli è essenziale per consolidare la posizione del Paese come leader digitale europeo e attrarre la prossima ondata di investimenti infrastrutturali spinti dall’intelligenza artificiale."
"Il settore dei data center rappresenta un’opportunità significativa per l’Italia, ma richiede un’azione coordinata su preparazione della rete, resilienza della catena di approvvigionamento e capacità di fornitura per sostenere la crescita fino al 2028", commenta Luca D’Alleva, Head of Service Italia e Iberia di BCS Consultancy. "Il margine di manovra è ridotto, ma i potenziali benefici per il mercato italiano e per l’economia digitale nel suo complesso restano considerevoli."
Il rapporto completo è disponibile sul sito Web di BCS.











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9 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoTranquilli, tra poco arriveranno i nuovi ingegneri laureati online
tra ampliamenti +25% in deroga, i bonus 110% ecc....
ed è ancora fragile??
ma se in tutta Italia continuano a costruire case/palazzi/centri commerciali/capannoni nuovi senza demolire quelli vecchi lasciati in completo abbandono
sulla parte elettrica preferisco neanche esprimermi
ciao ciao
Intanto mi faccio ricrescere il pelo. Cosi risparmio sul riscaldamento.
tra ampliamenti +25% in deroga, i bonus 110% ecc....
ed è ancora fragile??
ma se in tutta Italia continuano a costruire case/palazzi/centri commerciali/capannoni nuovi senza demolire quelli vecchi lasciati in completo abbandono
sulla parte elettrica preferisco neanche esprimermi
ciao ciao
Il settore edilizio ha pompato in robe inutili al solo scopo di fo**ere soldi allo Stato. D'altronde questo magna magna e' incoraggiato dallo Stato stesso, dato che ogni volta che bisogna foraggiare (piu' o meno giustamente) le aziende con finanziamenti, danno quasi esclusivamente soldi esclusivamente all'edilizia, ignorando il terziario, l'IT, le competenze tecnologiche etc, perche' abbiamo un governo decisamente arretrato in ambito tecnologico che non da la giusta importanza a questo settore, per loro impresa significa solo cemento e campi agricoli.
Non è questione di essere arretrati o meno, anche perchè i sussidi all'edilizia sono arrivati da governi diversi.
Purtroppo in Italia se rilanci l'edilizia rilanci l'economia, mentre altrove finanziano le "Silicon valley" locali per acquisire competenze 5.0.
ma se in tutta Italia continuano a costruire case/palazzi/centri commerciali/capannoni nuovi senza demolire quelli vecchi lasciati in completo abbandono
Il problema dei vecchi immobili verrà risolto da Bruxelles: si sbattono fuori dal mercato delle compravendite ed affitti gli immobili che non rispondono ai criteri 'case green', con tutte le gravi conseguenze del caso per famiglie, banche (che hanno miliardi in carico) e così via...
Da una delle tante guide:
"Cosa succede a chi non si adegua? I proprietari che non rispettano le nuove normative rischiano multe significative e potrebbero affrontare restrizioni alla vendita o all’affitto dei loro immobili."
Risultato? migliaia di immobili ritirati dal mercato e rastrellamento di immobili a prezzo di svendita da parte di chi li ristrutturerà per goderne poi di un profitto.
E se la famiglia ha chiesto un prestito ipotecario puoi immaginare cosa farà la banca....
Era solo una proposta che non è stata recepita, come tante, anche perche a livello legale ci sarebbero un sacco di problemi a implementarla, quindi questa affermazione
è falsa.
tante guide false, dato che non è vero, se si passa un link
Da una delle tante guide:
"Cosa succede a chi non si adegua? I proprietari che non rispettano le nuove normative rischiano multe significative e potrebbero affrontare restrizioni alla vendita o all’affitto dei loro immobili."
Risultato? migliaia di immobili ritirati dal mercato e rastrellamento di immobili a prezzo di svendita da parte di chi li ristrutturerà per goderne poi di un profitto.
E se la famiglia ha chiesto un prestito ipotecario puoi immaginare cosa farà la banca....
ma nessuno ristruttura nulla.... c'è l'abbandono totale dei vecchi edifici
per dire, neanche lo Stato ha mai ristrutturato/riconvertito le tante ex caserme che ora sono rifugio di bestiacce e disperati
e comunque siamo sempre meno, i palazzi abbandonati se venissero riqualificati resterebbero vuoti per mancanza di persone
settore edilizio da aiutare un par di ciufoli, ne hanno avuti già abbastanza di aiuti "drogati" dalla politica nell'ultimo decennio
ciao ciao
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