Data Management

Data Cube, una nuova idea di distribuzione IT tra servizi, competenze e collaborazione

di pubblicata il , alle 09:01 nel canale Market Data Cube, una nuova idea di distribuzione IT tra servizi, competenze e collaborazione

Dalla centralità dei dati a un modello di distribuzione che supera la logica del prodotto, Data Cube debutta nel canale IT italiano puntando su servizi, competenze verticali e collaborazione tra vendor e partner

 

Nel panorama italiano della distribuzione IT fa il suo debutto Data Cube, una nuova realtà che nasce con un obiettivo preciso: riportare i dati al centro delle scelte tecnologiche delle aziende e ridefinire, allo stesso tempo, il ruolo del distributore nel rapporto con il canale. Un esordio che non si limita a un annuncio formale, ma si inserisce in un contesto di trasformazione profonda del mercato, in cui cybersecurity, continuità operativa, gestione delle informazioni e servizi stanno diventando elementi strutturali del business, soprattutto per le piccole e medie imprese. Data Cube si presenta così come un distributore a valore di nuova generazione, orientato non alla competizione sul prezzo, ma alla costruzione di un ecosistema fondato su competenze, servizi e relazioni durature.

Alla guida del progetto c’è Lorenzo Zanotto, CEO e co-founder, che ha scelto di mettere a frutto un’esperienza pluridecennale nel mondo del canale per costruire una proposta alternativa ai modelli tradizionali. “L’idea alla base di Data Cube è semplice ma radicale: aiutare il canale a governare i dati, proteggerli e renderli disponibili quando servono, senza distogliere le aziende dal loro core business”, ha spiegato Zanotto nel corso dell’evento di presentazione. Un approccio che parte dalla consapevolezza che i dati non sono solo qualcosa da difendere, ma una risorsa da gestire in modo continuo e strutturato.

Un modello di distribuzione che supera il prodotto

Zanotto-DataCube

Il punto di partenza di Data Cube è una presa di distanza netta dal modello classico della distribuzione IT, spesso focalizzato su volumi e logiche puramente transazionali. In un contesto in cui il numero di soluzioni disponibili è enorme e la complessità tecnologica cresce rapidamente, l’azienda sceglie di posizionarsi come partner del canale, non come semplice intermediario. L’offerta combina tecnologie selezionate, competenze verticali e una gamma articolata di servizi che includono formazione, supporto pre e post-vendita, consulenza e accompagnamento progettuale.

I dati rappresentano l’elemento unificante di questa visione. Data Cube dichiara di voler lavorare su un perimetro ben definito che comprende cybersecurity, data protection, data storage, cloud e servizi gestiti, evitando sovrapposizioni e logiche generaliste. La selezione dei vendor non segue criteri di ampiezza del catalogo, ma di coerenza con il modello data-centrico e con le esigenze concrete dei partner. L’obiettivo è fornire al canale strumenti pratici per affrontare un mercato in cui le richieste di monitoraggio, compliance e resilienza stanno diventando sempre più pressanti, anche per realtà di dimensioni ridotte.

In questo scenario, il ruolo del distributore cambia in modo significativo. “Non vogliamo competere sul prezzo, ma creare valore reale per il canale attraverso soluzioni selezionate, competenze verticali e servizi su misura”, ha sottolineato Zanotto, chiarendo che la differenziazione non passa dalla quantità di prodotti a listino, ma dalla capacità di supportare i partner nelle fasi più complesse del rapporto con i clienti finali.

Lo Smart Innovator Circle come infrastruttura relazionale

A dare forma concreta a questa impostazione è il concetto di Smart Innovator Circle, uno degli elementi più distintivi del progetto Data Cube. Non si tratta di una semplice etichetta, ma di un modello pensato per mettere in relazione vendor, system integrator, professionisti del canale e, più in generale, l’ecosistema che ruota attorno all’IT. L’idea di fondo è che, in un mercato frammentato come quello italiano, la capacità di collaborare in modo strutturato diventi un fattore competitivo decisivo.

Lo Smart Innovator Circle nasce con l’obiettivo di favorire la condivisione di competenze, il confronto continuo e la costruzione di relazioni di valore. Ogni tecnologia selezionata e ogni servizio proposto contribuiscono a rafforzare questo circolo virtuoso, trasformando la distribuzione in un ambiente collaborativo e dinamico. In questo contesto, Data Cube si propone come facilitatore, mettendo a disposizione un’infrastruttura operativa integrata che comprende ERP, CRM, area partner ed e-commerce, progettata per semplificare i processi e liberare risorse da attività a basso valore aggiunto.

DataCube

Un ruolo centrale è affidato ai servizi professionali, che includono attività di digital e computer forensics, analisi di malware e vulnerabilità, penetration test, monitoraggio del dark web e formazione specialistica. Si tratta di competenze che spesso mancano ai system integrator di dimensioni medio-piccole, ma che diventano cruciali quando un cliente subisce un incidente o deve dimostrare capacità adeguate di controllo e risposta. “L’obiettivo è aiutare i partner a non perdere il rapporto con il cliente nei momenti critici, offrendo supporto specialistico dove le competenze interne non bastano”, ha spiegato Zanotto, ribadendo il ruolo di Data Cube come estensione operativa del canale.

Il posizionamento scelto da Data Cube trova riscontro anche nella composizione del primo ecosistema tecnologico che ruota attorno al distributore. Fin dalle fasi iniziali del progetto, hanno aderito al modello realtà come Axence, Inncloud, MediaMiner, Moxoff, Orizon, Secure Quest, SGBox, SYLink Technologie e Syneto, affiancate dall’offerta di Data Cube Professional Services (PS). Un insieme di vendor e competenze che restituisce l’immagine di una proposta costruita per ambiti specifici e complementari, più che per accumulo di soluzioni, in linea con l’idea di una distribuzione orientata al valore e ai servizi.

Un posizionamento pensato per il mercato italiano

Il debutto di Data Cube avviene in una fase di forte pressione sul tessuto imprenditoriale italiano, in particolare sulle PMI, chiamate a confrontarsi con requisiti di sicurezza e governance sempre più complessi. In questo contesto, l’azienda rivendica un posizionamento fortemente orientato al mercato nazionale, sia nella scelta dei partner tecnologici sia nella costruzione dell’offerta di servizi. Molti dei vendor selezionati sono realtà italiane o europee, attive in ambiti che spaziano dalla cyber threat intelligence basata su IA alla protezione dei dati, dalla gestione delle infrastrutture alla cyber awareness. 

Questo orientamento si riflette anche nella volontà di sostenere un modello di crescita condivisa, in cui il valore rimane lungo la filiera e non si disperde in logiche esclusivamente finanziarie. Data Cube si presenta con una struttura operativa già matura, nonostante la recente costituzione, e con l’obiettivo di lavorare con un numero mirato di partner, privilegiando qualità e continuità rispetto a una scalabilità indiscriminata. Il riferimento è un canale composto da system integrator e operatori IT che cercano un supporto reale per evolvere verso modelli di servizio, senza essere schiacciati dalla complessità tecnologica o dalla competizione con i grandi player internazionali. 

Un elemento che emerge con chiarezza è la centralità delle persone. Il progetto si fonda su un team che porta con sé oltre trent’anni di esperienza complessiva nel settore IT, con competenze che spaziano dalla distribuzione al supporto tecnico avanzato. Questa dimensione people-first viene indicata come uno dei fattori chiave per costruire fiducia nel canale e per affrontare un mercato in cui la tecnologia, da sola, non è più sufficiente. 

In definitiva, Data Cube si propone come un progetto ambizioso in un segmento tradizionalmente conservatore. La sfida sarà dimostrare che un modello data-centrico, basato su servizi, competenze e relazioni, può trovare spazio e sostenibilità nel mercato italiano della distribuzione IT. Il messaggio che emerge dall’esordio è chiaro: il valore non risiede nel prodotto in sé, ma nella capacità di trasformare i dati in un asset governabile, sicuro e disponibile, accompagnando il canale in un percorso di evoluzione che appare sempre meno rinviabile.

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