Gli obbligazionisti di Oracle intentano una class action contro l'azienda. Al centro il debito per gli investimenti in infrastrutture di IA
di Alberto Falchi pubblicata il 15 Gennaio 2026, alle 14:22 nel canale Market
Il colosso di Larry Ellison è accusato di non aver comunicato ai sottoscrittori di bond un piano di prestiti da 38 miliardi per realizzare due data center destinati a supportare l’accordo con OpenAI. Al centro del contenzioso, l’emissione di 18 miliardi in obbligazioni e la successiva perdita di valore
Guai in vista per Oracle. Come riporta Reuters, Il colosso guidato da Larry Ellison deve infatti affrontare una class action intentata dagli obbligazionisti che sostengono di aver subito perdite in quanto la multinazionale non ha reso noto che per realizzare la sua infrastruttura per l'IA ha dovuto emettere ulteriore debito. In seguito all'annuncio della causa, le azioni di Oracle hanno visto un calo del 5%, anche se questo non incide direttamente sulla sorte degli obbligazionisti.
Class action contro Oracle. Cosa sta succedendo?
La class action proposta è stata depositata presso un tribunale statale di New York per conto degli investitori che hanno acquistato 18 miliardi di dollari in note e obbligazioni emesse da Oracle il 25 settembre, due settimane dopo che la società aveva annunciato un contratto quinquennale da 300 miliardi di dollari per fornire capacità di calcolo a OpenAI.

La critica mossa dagli obbligazionisti è che non sono stati informati dei piani dell'azienda, che ha richiesto 38 miliardi di prestiti. Questi prestiti sono stati necessari per supportare lo sviluppo dell'infrastruttura di IA, nello specifico per realizzare due nuovi data center che saranno destinati a supportare l'accordo da 300 milioni di dollari recentemente siglato con OpenAI per offrire all'azienda di Sam Altman potenza di calcolo.
Gli obbligazionisti, guidati dall’Ohio Carpenters’ Pension Plan, sostengono che le dichiarazioni contenute nei documenti di offerta, secondo cui Oracle potrebbe aver bisogno di contrarre ulteriore debito, fossero false e fuorvianti, perché la società stava già pianificando di farlo.
"La reazione del mercato obbligazionario al debito aggiuntivo di Oracle è stata rapida e severa", hanno dichiarato gli obbligazionisti, spiegando che i propri titoli hanno perso valore e hanno iniziato a essere scambiati con rendimenti e spread paragonabili a quelli di società con rating più basso, a causa della percezione di un rischio di credito più elevato. Le note e le obbligazioni di Oracle avevano un rating di investimento basso.
Sottolineiamo che, a differenza degli azionisti, gli obbligazionisti sono a tutti gli effetti creditori che prestano denaro alla società, ricevendo interessi fissi e il rimborso del capitale a una scadenza definita, senza partecipare alla gestione.
Al momento, non sono arrivati ancora commenti da Oracle sulla questione.











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8 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoche fosse la più esposta era noto da un po'.
Vediamo come evolve ma se butta male potrebbe essere l'inizio dello scoppio della bolla.
Credo che siano 300 miliardi.
cosa mai potrà andare storto?
Vediamo come evolve ma se butta male potrebbe essere l'inizio dello scoppio della bolla.
Oracle, in questo diluvio di miliardi a prestito su un Tetris di accordi e partecipazioni per l'AI, non è la più esposta visto che il debito accumulato [B][I][U]sarebbe[/U][/I][/B] sostenibile in base al suo business.
Il problema è proprio questo condizionale legato ad OpenAI che, finanziariamente parlando, è sempre più un rischio alla luce della sua esposizione finanziaria che a breve dovrà iniziare a ripagare.
Esposizione che è sinonimo di rischio di cui non si sa bene come sia stato collateralizzato e in quanta misura.
Il problema, dalla parte dei provider di calcolo e delle infrastrutture ( MS, Google/Alphabet, Oracle, AWS, Nvidia, Intel, AMD solo per citare i nomi più noti ) sta nel fatto di essersi impegnati su mere proiezioni e promesse da parte dei fornitori di servizi AI senza reali garanzie e coperture sugli investimenti.
Da qui le reazioni dei mercati obbligazionari che stanno iniziando ad agitarsi: cosa è garantito ai detentori di " debito AI ", chiamiamolo così, se salta qualche margin call o viene procrastinato il pagamento di una cedola o non viene addirittura eseguito?
Qual'è il valore residuo degli asset hardware sul patrimonio a garanzia delle obbligazioni rispetto alla durata del prestito? Quanto sarà veloce il tasso di sostituzione/aggiornamento dell'hardware dedicato in base all'evolvere dei modelli e delle richieste?
Queste sono domande di cui non si può più far finta di non sentire e che gli investitori stanno cominciando a chiedere sempre più frequentemente.
Il problema è proprio questo condizionale legato ad OpenAI che, finanziariamente parlando, è sempre più un rischio alla luce della sua esposizione finanziaria che a breve dovrà iniziare a ripagare.
Esposizione che è sinonimo di rischio di cui non si sa bene come sia stato collateralizzato e in quanta misura.
Il problema, dalla parte dei provider di calcolo e delle infrastrutture ( MS, Google/Alphabet, Oracle, AWS, Nvidia, Intel, AMD solo per citare i nomi più noti ) sta nel fatto di essersi impegnati su mere proiezioni e promesse da parte dei fornitori di servizi AI senza reali garanzie e coperture sugli investimenti.
Da qui le reazioni dei mercati obbligazionari che stanno iniziando ad agitarsi: cosa è garantito ai detentori di " debito AI ", chiamiamolo così, se salta qualche margin call o viene procrastinato il pagamento di una cedola o non viene addirittura eseguito?
Qual'è il valore residuo degli asset hardware sul patrimonio a garanzia delle obbligazioni rispetto alla durata del prestito? Quanto sarà veloce il tasso di sostituzione/aggiornamento dell'hardware dedicato in base all'evolvere dei modelli e delle richieste?
Queste sono domande di cui non si può più far finta di non sentire e che gli investitori stanno cominciando a chiedere sempre più frequentemente.
concordo pienamente e corrisponde a quanto sapevo anche io.
In pratica openAI (e altri) ha "prenotato" capacità di calcolo, gli hyperscaler si indebitano per costruire datacenter e "prenotano" forniture hw, che impegnano come noto la filiera causando aumenti di prezzi previsti per vari anni.
Se per caso openAI (e gli altri) vanno a gambe all'aria, tutti si trovano in mano prenotazioni (e investimenti) che non servono più a niente e nessuno e la bolla scoppia.
se hanno emesso obbligazioni, la stanno pagando molti, magari a loro insaputa.
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