Il Governo Trump ordina ai diplomatici di contrastare le iniziative di sovranità tecnologica nel mondo

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Market Il Governo Trump ordina ai diplomatici di contrastare le iniziative di sovranità tecnologica nel mondo

Una comunicazione inviata dal Segretario di Stato Marco Rubio alla forza diplomatica statunitense dice a chiare lettere che le iniziative di sovranità tecnologica di altri Paesi sono negative per gli USA. Dovremmo fare attenzione a questo messaggio

 

Il Governo degli Stati Uniti ha inviato una comunicazione alla sua forza diplomatica per ordinarle di contrastare le iniziative per la sovranità digitale nei vari Paesi del mondo, poiché interferirebbero con lo sviluppo dei servizi d'intelligenza artificiale.

Il Governo USA contro la sovranità tecnologica altrui

Una comunicazione inviata dal Segretario di Stato Marco Rubio alla forza diplomatica statunitense lo scorso 18 febbraio, cui Reuters ha avuto accesso, ha dato mandato ai diplomatici nel mondo di contrastare le iniziative nei vari Paesi che puntano a dare loro maggiore sovranità tecnologica.

Tali iniziative "disturbano i flussi di dati globali, aumentano i costi e i rischi di cybersicurezza, limitano i servizi di intelligenza artificiale (IA) e cloud, ed espandono il controllo dei governi in modi che possono limitare le libertà civili e rendere possibile la censura." La comunicazione afferma che il Governo Trump intende spingere "una politica sui dati internazionale maggiormente decisa" e che i diplomatici dovrebbero "contrastare regolamenti superfluamente gravosi, come gli obblighi di localizzazione dei dati." Un esempio di tali regolamenti è il GDPR, che impone "restrizioni inutilmente gravose circa l'elaborazione dei dati e requisiti sul flusso di dati transfrontaliero."

La comunicazione si riferisce esplicitamente ai regolamenti europei come esempio principe, ma include le iniziative sulla sovranità digitale in tutto il mondo.

Analisi e commento

Non è un caso che il Governo statunitense abbia inviato una comunicazione alle proprie sedi diplomatiche nel mondo per chiede loro di combattere le iniziative di sovranità sui dati. Gli Stati Uniti hanno goduto di un monopolio pressoché totale sul fronte tecnologico, fatti salvi pochi elementi che ancora sono controllati da altre realtà (in Europa abbiamo ARM e ASML, ad esempio, e Taiwan ha TSMC; la Cina sta investendo notevolmente per creare un suo ecosistema). Ciò ha dato agli USA un vantaggio competitivo enorme sullo scacchiere globale; vantaggio che sono stati pronti ad abusare con leggi come il famoso CLOUD Act.

È proprio questo il punto di vista con cui va analizzato questo passaggio: la tendenza verso soluzioni "sovrane", in cui i dati risiedono in un Paese e non sono accessibili al Governo e alle aziende statunitensi, mette i bastoni tra le ruote all'egemonia americana e va dunque fermata. Il GDPR, che è uno strumento fenomenale per tutelare tanto i cittadini (i cui dati devono essere gestiti in maniera da garantirne la riservatezza e il corretto trattamento, anziché avere un Far West digitale in cui non ci sono diritti né controllo) quanto anche le aziende che trattano i dati di tali cittadini (perché avere procedure chiare e limitazioni certe da seguire per proteggere i dati mette poi anche al riparo da eventuali responsabilità in caso di incidenti), viene visto come il fumo negli occhi esattamente perché impone limitazioni stringenti che impediscono che continui il Far West digitale.

L'aspetto forse più interessante è che la comunicazione diplomatica citi il fatto che la Cina "impacchetta assieme accattivanti progetti d'infrastruttura tecnologica con politiche sui dati restrittive che espandono la sua influenza globale e il suo accesso a dati internazionali come leva strategica e di sorveglianza." È interessante perché il soggetto di questa frase potrebbero essere gli USA e non ci sarebbe alcuna differenza. D'altronde, la stessa Microsoft l'aveva affermato a chiare lettere nell'annunciare investimenti in data center per l'IA: Brad Smith, presidente di Microsoft, aveva scritto che "gli Stati Uniti devono concentrarsi sull'esportare IA americane verso i nostri alleati e amici, così da fortificare la nostra economia nazionale [enfasi nostra, NdR] e da assicurarci che altri Paesi beneficino degli avanzamenti nell'IA."

Se il Governo statunitense attuale afferma che il Digital Services Act europeo è negativo, come ha fatto Rubio lo scorso anno, c'è da domandarsi se invece questa non sia la conferma che sia esattamente ciò che serve, pur con tutti i limiti e i difetti che tale regolamento dimostra attualmente. Quando un Governo come quello attualmente in carica negli USA, particolarmente esplicito nell'affermare di lavorare per l'esclusivo proprio interesse e per il proprio predominio a scapito degli altri, dice a chiare lettere che una legge che punta a tutelare i cittadini di Paesi terzi è negativa per gli USA e le sue aziende, bisogna prestare attenzione: sta dicendo esattamente che questa è la strada da percorrere per difendere i nostri interessi come europei.

70 Commenti
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Unrue27 Febbraio 2026, 10:15 #1
Ma certo, solita faccia come il culo. Dobbiamo dipendere per sempre da questo megalomane abbrustolito. Anzi, avanti così, prima ci sganciamo meglio è.
alien32127 Febbraio 2026, 10:32 #2
Articolo scritto come al solito in modo atroce anche incoerente con se stesso, prima
si parla di GDPR e poi si para di Digital Services Act che sono 2 cose assolutamente differenti. Come mele e asteroidi.

Il primo è in vigore da anni, e non ha mai dato problemi alle amministrazioni statunitensi.
Si concentra sulla tutela della privacy e la sicurezza dei dati.

Il secondo invece è un ABOMINIO e va contro il primo emendamento Statunitense, infatti :
è un regolamento che regola i servizi digitali intermediari, come piattaforme online, social media, marketplace e motori di ricerca. Il suo scopo è creare un ambiente online sicuro, prevedibile e affidabile, combattendo contenuti illegali, disinformazione, pubblicità ingannevole e pratiche sleali.

Il problema è chi decide cosa è illegale o no? Sulla base di quale legge ? E la disinformazione? Come la si distingue? Su questo sito ci sono talmente tane balle che sarebbe da chiudere domani mattina se rientrasse nelle regole del DSA come questo articolo del resto.


Si è messo dello stesso minestrone 2 leggi differenti per far passare l'idea che l'iniziativa statunitense sia un ingerenza.
AlPaBo27 Febbraio 2026, 10:53 #3
Originariamente inviato da: alien321
Articolo scritto come al solito in modo atroce anche incoerente con se stesso, prima
si parla di GDPR e poi si para di Digital Services Act che sono 2 cose assolutamente differenti. Come mele e asteroidi.

Il primo è in vigore da anni, e non ha mai dato problemi alle amministrazioni statunitensi.
Si concentra sulla tutela della privacy e la sicurezza dei dati.

Il secondo invece è un ABOMINIO e va contro il primo emendamento Statunitense, infatti :
è un regolamento che regola i servizi digitali intermediari, come piattaforme online, social media, marketplace e motori di ricerca. Il suo scopo è creare un ambiente online sicuro, prevedibile e affidabile, combattendo contenuti illegali, disinformazione, pubblicità ingannevole e pratiche sleali.

Il problema è chi decide cosa è illegale o no? Sulla base di quale legge ? E la disinformazione? Come la si distingue? Su questo sito ci sono talmente tane balle che sarebbe da chiudere domani mattina se rientrasse nelle regole del DSA come questo articolo del resto.


Si è messo dello stesso minestrone 2 leggi differenti per far passare l'idea che l'iniziativa statunitense sia un ingerenza.


E tu ti stai arrampicando sugli specchi per sostenere che non sia una ingerenza.

La frase originale "Trump administration opposes foreign data sovereignty laws", tradotta correttamente nell'articolo come "contrastare le iniziative per la sovranità digitale nei vari Paesi del mondo" secondo te cosa significa?

Possibile che ci siano persone come te in Italia che si inchinano a paesi stranieri contro gli interessi del proprio paese? Allineandosi all'atteggiamento servile di Meloni verso gli USA?

Sconcertante come tocchi a un internazionalista come me difendere il proprio paese contro quelli che si riempiono la bocca di Patria, salvo poi tradirla alla prima occasione.
r134827 Febbraio 2026, 11:18 #4
Originariamente inviato da: alien321
Articolo scritto come al solito in modo atroce anche incoerente con se stesso, prima
si parla di GDPR e poi si para di Digital Services Act che sono 2 cose assolutamente differenti. Come mele e asteroidi.

Il primo è in vigore da anni, e non ha mai dato problemi alle amministrazioni statunitensi.
Si concentra sulla tutela della privacy e la sicurezza dei dati.

Il secondo invece è un ABOMINIO e va contro il primo emendamento Statunitense, infatti :
è un regolamento che regola i servizi digitali intermediari, come piattaforme online, social media, marketplace e motori di ricerca. Il suo scopo è creare un ambiente online sicuro, prevedibile e affidabile, combattendo contenuti illegali, disinformazione, pubblicità ingannevole e pratiche sleali.

Il problema è chi decide cosa è illegale o no? Sulla base di quale legge ? E la disinformazione? Come la si distingue? Su questo sito ci sono talmente tane balle che sarebbe da chiudere domani mattina se rientrasse nelle regole del DSA come questo articolo del resto.


Si è messo dello stesso minestrone 2 leggi differenti per far passare l'idea che l'iniziativa statunitense sia un ingerenza.


Forse ti sfugge il fatto che il primo emendamento Statunitense si applica solo agli Stati Uniti? E che la UE ha il pieno diritto a legiferare su tutto ciò che si applica al proprio territorio?
Mars9527 Febbraio 2026, 11:33 #5
Praticamente Trump ha ordinato di sabotarci.
La EU dovrebbe chiedere spiegazione e minacciare di espellerei diplomatici USA, ma soprattutto premere l'acceleratore sull'indipendenza e la sovranità in settori strategici.

P.S:
Che poi capiamoci, sono 80 anni che lo fanno ma farlo sottobanco e permettersi di dirlo così platealmente sono due cose differenti e soprattutto se prima potevamo far finta di non saperlo adesso non possiamo più farlo.
Magari è proprio per questo che l'ha detto così apertamente.
Unrue27 Febbraio 2026, 11:46 #6
Originariamente inviato da: Mars95
Che poi capiamoci, sono 80 anni che lo fanno ma farlo sottobanco e permettersi di dirlo così platealmente sono due cose differenti e soprattutto se prima potevamo far finta di non saperlo adesso non possiamo più farlo.
Magari è proprio per questo che l'ha detto così apertamente.


Prima lo facevano sottobanco, ma alla fine ci si guadagnava anche noi sotto varie forme. Adesso invece quello pensa solo ed unicamente ai cazzi suoi e tutti gli altri possono schiattare. Per carità, ci sta anche, ma almeno non si elegga a paladino del mondo e pensi DAVVERO solo ai cazzi suoi interni, senza rompere le palle a tutto il mondo e mettere il suo naso abbrustolito dappertutto.
Slater9127 Febbraio 2026, 13:01 #7
Originariamente inviato da: alien321
Articolo scritto come al solito in modo atroce anche incoerente con se stesso, prima
si parla di GDPR e poi si para di Digital Services Act che sono 2 cose assolutamente differenti. Come mele e asteroidi.

Il primo è in vigore da anni, e non ha mai dato problemi alle amministrazioni statunitensi.
Si concentra sulla tutela della privacy e la sicurezza dei dati.

Il secondo invece è un ABOMINIO e va contro il primo emendamento Statunitense, infatti :
è un regolamento che regola i servizi digitali intermediari, come piattaforme online, social media, marketplace e motori di ricerca. Il suo scopo è creare un ambiente online sicuro, prevedibile e affidabile, combattendo contenuti illegali, disinformazione, pubblicità ingannevole e pratiche sleali.

Il problema è chi decide cosa è illegale o no? Sulla base di quale legge ? E la disinformazione? Come la si distingue? Su questo sito ci sono talmente tane balle che sarebbe da chiudere domani mattina se rientrasse nelle regole del DSA come questo articolo del resto.


Si è messo dello stesso minestrone 2 leggi differenti per far passare l'idea che l'iniziativa statunitense sia un ingerenza.


Con tutto il rispetto, ma cosa c'entra il primo emendamento della costituzione statunitense con la sovranità tecnologica altrui? Forse che il primo emendamento impone d'impedire agli altri di avere il controllo dei propri dati?
Ritengo di dover specificare che non sono io ad aver tirato in ballo GDPR e DSA: sono entrambe leggi europee che sono state attaccate dall'attuale Governo statunitense in quanto negative per le aziende statunitensi.

Per rispondere al tuo altro punto: al di là del fatto che ho scritto chiaramente che il DSA ha molti difetti, i contenuti illegali sono definiti dalle leggi in vigore, com'è sempre stato. Ad esempio, i contenuti pedopornografici sono illegali e lo sono perché c'è una legge in merito, non perché sta scritto nel nostro DNA e dunque è una componente universale del nostro essere.
Allo stesso modo, "disinformazione" è la diffusione d'informazioni non veritiere con lo scopo precipuo di diffondere falsità. Di nuovo, però, la definizione e l'ambito di applicazione sono definiti da delle leggi.
C'è poi un altro aspetto che non consideri, che è quello della componente giudiziaria. C'è sempre un processo. Che sia prima delle sanzioni o dopo, in fase di appello, in ogni caso c'è un secondo potere, quello appunto giudiziario, che nelle democrazie fa da contrappeso al potere esecutivo. Sono quindi i giudici, in diversi gradi di giudizio, a stabilire se effettivamente certi contenuti siano illegali, e abbiamo anche delle corti (come la Corte Costituzionale in Italia) che dicono se certe leggi sono lecite o meno. Ed è proprio questo elemento che trascuri e che cambia completamente la prospettiva.
Detto ciò, personalmente non capisco questa difesa del Governo statunitense: stanno dicendo a chiare lettere che dobbiamo piegarci ai loro interessi (e di nuovo: non lo dico io, ma lo dicono loro, molto apertamente: puoi andare a leggere l'articolo originale di Reuters se non ti fidi della mia traduzione). Perché li difendi? Cui prodest?
AlexSwitch27 Febbraio 2026, 13:12 #8
Originariamente inviato da: Slater91
Con tutto il rispetto, ma cosa c'entra il primo emendamento della costituzione statunitense con la sovranità tecnologica altrui? Forse che il primo emendamento impone d'impedire agli altri di avere il controllo dei propri dati?
Ritengo di dover specificare che non sono io ad aver tirato in ballo GDPR e DSA: sono entrambe leggi europee che sono state attaccate dall'attuale Governo statunitense in quanto negative per le aziende statunitensi.

Per rispondere al tuo altro punto: al di là del fatto che ho scritto chiaramente che il DSA ha molti difetti, i contenuti illegali sono definiti dalle leggi in vigore, com'è sempre stato. Ad esempio, i contenuti pedopornografici sono illegali e lo sono perché c'è una legge in merito, non perché sta scritto nel nostro DNA e dunque è una componente universale del nostro essere.
Allo stesso modo, "disinformazione" è la diffusione d'informazioni non veritiere con lo scopo precipuo di diffondere falsità. Di nuovo, però, la definizione e l'ambito di applicazione sono definiti da delle leggi.
C'è poi un altro aspetto che non consideri, che è quello della componente giudiziaria. C'è sempre un processo. Che sia prima delle sanzioni o dopo, in fase di appello, in ogni caso c'è un secondo potere, quello appunto giudiziario, che nelle democrazie fa da contrappeso al potere esecutivo. Sono quindi i giudici, in diversi gradi di giudizio, a stabilire se effettivamente certi contenuti siano illegali, e abbiamo anche delle corti (come la Corte Costituzionale in Italia) che dicono se certe leggi sono lecite o meno. Ed è proprio questo elemento che trascuri e che cambia completamente la prospettiva.
Detto ciò, personalmente non capisco questa difesa del Governo statunitense: stanno dicendo a chiare lettere che dobbiamo piegarci ai loro interessi (e di nuovo: non lo dico io, ma lo dicono loro, molto apertamente: puoi andare a leggere l'articolo originale di Reuters se non ti fidi della mia traduzione). Perché li difendi? Cui prodest?


Quoto in pieno!

Oramai i NeoCon USA, radice originaria del movimento popolare MAGA, le stanno provando tutte per recuperare terreno in vista delle elezioni di mid term, scadendo nel grottesco ed in comportamenti offensivi nei confronti degli alleati.
Alleati che vengono visti come sudditi, sottoposti passivi, piuttosto che una controparte con cui mediare politiche comuni.
Gnubbolo27 Febbraio 2026, 13:37 #9
ma noi europei siamo sudditi, abbiamo preso schiaffi nel 1945

https://www.lastampa.it/esteri/2016...oni-1.34788075/
berlusconi si oppose al ttip e fu attaccato da clinton.
https://it.wikipedia.org/wiki/Tratt...li_investimenti

Kissinger: “Chi controlla le scorte alimentari controlla la gente; chi controlla l'energia può controllare interi continenti; chi controlla il denaro può controllare il mondo.”
pengfei27 Febbraio 2026, 14:17 #10
Plot twist: qualche leader pro Europa federale ha documenti compromettenti su Trump e lo sta usando per fargli demolire la soft power americana e per rendere chiaro, a forza di sberle, che l'Europa deve smetterla di essere un vassallo degli USA

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