In 40.000 firmano contro un mega-data center di Microsoft vicino a Leeds
di Riccardo Robecchi pubblicata il 21 Agosto 2026, alle 12:11 nel canale Market
Quasi 40.000 persone hanno firmato una petizione contro la costruzione di un nuovo mega-data center di Microsoft nei pressi di Leeds, nel Regno Unito: l'opposizione ai centri di calcolo si estende anche in Europa
I data center non stanno vivendo un momento di particolare popolarità: i crescenti consumi energetici e di acqua, l'aumento dei prezzi dell'elettronica di consumo e la marea di contenuti di basso livello generati dall'IA hanno portato molte persone a individuare nei data center un male da combattere. A riprova di ciò, quasi 40.000 persone hanno firmato una petizione contro la costruzione di un data center di Microsoft vicino a Leeds, in Gran Bretagna.
40.000 persone si oppongono a un nuovo data center di Microsoft

Se in Italia è molto diffuso il fenomeno dei cosiddetti "NIMBY", acronimo di "not in my back yard" che indica le persone contrarie a priori a qualunque cambiamento nelle proprie vicinanze, nel Regno Unito assume tutt'altra magnitudo grazie al funzionamento dei permessi di costruzione e ristrutturazione: come parte del processo per costruire qualunque cosa, da un nuovo impianto industriale fino a una piccola rimessa per gli attrezzi nel proprio giardino, c'è la possibilità di opporsi ufficialmente alle nuove costruzioni. Va da sé che questa possibilità venga quasi sempre sfruttata, per quanto non sempre con successo, con un incremento dei costi molto significativo per le opere pubbliche (la TAV britannica, per fare un esempio, costa circa 8 volte tanto quella italiana per chilometro di binari).
È questo il caso anche per un nuovo data center di Microsoft che dovrebbe sorgere a Skelton Grange, vicino a Leeds. Il sito, che precedentemente era occupato da una centrale elettrica, dovrebbe includere tre edifici con una superficie complessiva di circa 46.000 mq, più un magazzino da 15.000 mq. Un gruppo di 100 residenti dell'area ha creato una petizione in cui chiede al municipio di negare il permesso alla costruzione del nuovo data center, citando come ragioni "consumo di acqua ed energia; inquinamento sonoro, luminoso e dell'aria; scarichi di acque reflue e di calore di scarto; cambiamenti nella sorveglianza e nella sicurezza [dell'area]; cambiamento climatico".
Gli oppositori parlano di emissioni stimate nell'arco della vita utile del progetto, che è stimata in 60 anni, pari a 200 milioni di tonnellate di anidride carbonica, pari all'incirca a quelle di un anno dell'intero Regno Unito.
Attualmente il progetto ha già ottenuto un via libera provvisorio da parte dell'ufficio per l'urbanistica di Leeds ed è in attesa della decisione finale da parte del direttore all'urbanistica. Gli oppositori chiedono dunque che non venga dato il permesso e promettono di fare ricorso nel caso in cui, invece, venga dato il benestare a procedere.
Questo è solo l'ultimo dei casi di opposizione alla costruzione di nuovi data center, che sono particolarmente frequenti negli Stati Uniti. Va specificato, però, che le regole sulle emissioni sono molto più stringenti in Europa rispetto all'altro lato dell'Atlantico e che le situazioni di forte inquinamento acustico e atmosferico viste negli USA non sono replicabili nel Vecchio Continente.











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5 Commenti
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Sarcasmo......
Dai che ....
Se "rallentano" torniamo a comprare le DDR5 ....https://www.texastribune.org/2026/0...it-greg-abbott/
tant'è che il governatore ha imposto un audit a tutte le richieste di nuovi datacenter
..."ensure data center developers provide information on tax breaks they will receive; power use and generation; water use and cooling operations; efforts to reduce impacts on local communities; and ownership of the facility. Any projects that fail Abbott’s ordered “comprehensive verification and audit” should be denied connection to the grid, the governor said."
per dare un idea problema energetico:
..."Abbott’s letter to the PUCT and ERCOT directs them to conduct the audit on all data centers advancing through ERCOT’s interconnection queue, or the line for energy intensive projects seeking connection to the electric grid. ERCOT is currently tracking more than 1,800 projects in the queue, representing over 474 gigawatts of electricity, or more than five times the grid’s record for peak demand, according to ERCOT. Approximately 90% of the new power requests are data centers, Abbott said"...
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