L’IA spinge Lenovo a un anno record: ricavi oltre gli 80 miliardi di dollari
di Vittorio Manti pubblicata il 22 Maggio 2026, alle 12:51 nel canale Market
Il quarto trimestre dell’anno fiscale 2025/26 chiude con ricavi a 21,6 miliardi di dollari, in crescita del 27%, e utile netto rettificato raddoppiato. I ricavi legati all’intelligenza artificiale arrivano a pesare per il 38% del totale trimestrale e l’Infrastructure Solutions Group torna alla redditività
Per la prima volta nella sua storia Lenovo supera la soglia degli 80 miliardi di dollari di ricavi annuali. Il gruppo chiude l’anno fiscale 2025/26 a 83,1 miliardi di dollari, in crescita del 20% su base annua, con un utile netto rettificato a 2 miliardi, in aumento del 42%. A trainare il risultato è il quarto trimestre, archiviato a 21,6 miliardi di ricavi e a un tasso di crescita del 27% che rappresenta il più alto degli ultimi cinque anni. L’utile netto trimestrale (non rettificato) sale a 521 milioni, quasi quintuplicato rispetto ai 90 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.
Il motore di questa accelerazione è l’intelligenza artificiale, che nel quarto trimestre ha generato ricavi in crescita dell’84% e ha rappresentato il 38% del fatturato complessivo di gruppo. Sull’intero esercizio i ricavi legati all’IA sono raddoppiati, fino a pesare per il 33% del totale. La spinta arriva da due direttrici: le infrastrutture per l’IA, dove Lenovo ha riportato in utile il proprio braccio enterprise, e i dispositivi personali equipaggiati con NPU, dove l’azienda mantiene la leadership di mercato sui PC. Il presidente e amministratore delegato Yuanqing Yang ha indicato l’obiettivo di portare il gruppo a 100 miliardi di dollari di ricavi entro due anni, facendo leva sulla strategia di IA ibrida già in corso di esecuzione.
Infrastrutture per l’IA, il ritorno alla redditività
Il dato più atteso, per chi guarda al lato enterprise dei conti di Lenovo, riguarda l’Infrastructure Solutions Group (ISG), la divisione che raggruppa server, storage e infrastrutture per data center. Il trimestre chiude con ricavi record a 5,6 miliardi di dollari (+37%) e un utile operativo di 202 milioni, il più alto di sempre. Sull’intero anno ISG arriva a 19,2 miliardi di ricavi, in crescita del 32%, e segna il ritorno alla redditività su base annua dopo un percorso di ristrutturazione, con un utile operativo annuo di 73 milioni di dollari e un miglioramento di 142 milioni rispetto al precedente esercizio.

Il quadro operativo è quello di un’azienda che sta convertendo la propria capacità industriale sulle architetture per l’IA. La pipeline dichiarata sui server IA ammonta a 21 miliardi di dollari, le implementazioni di IA presso i clienti superano le 5.800 e la capacità produttiva annua è ora oltre i 70.000 rack tra sistemi per l’IA, calcolo generico e storage, di cui oltre 11.000 a raffreddamento liquido diretto. Nella seconda parte dell’anno sono attese le prime spedizioni dei rack GB300 NVL72 di NVIDIA e delle piattaforme basate sull’architettura Rubin, sempre di NVIDIA, le due famiglie su cui poggia la fase successiva del mercato dei server per addestramento e inferenza. A inizio aprile, inoltre, si è chiusa l’acquisizione di Infinidat, operazione con cui il gruppo rafforza il proprio portafoglio di storage enterprise di fascia alta.
PC, dispositivi IA e servizi gestiti
La parte storica del business resta solida. L’Intelligent Devices Group (IDG), che ingloba PC e smartphone, ha registrato ricavi trimestrali per 14,6 miliardi di dollari (+24%) e ricavi annuali a 58,9 miliardi (+17%), con un margine operativo stabile al 6,9%. La quota di mercato globale sui PC ha toccato il 24,4%, massimo trimestrale per l’azienda, con un divario rispetto al secondo operatore che non era così ampio da quindici anni. La metà delle spedizioni trimestrali si concentra ormai sulla fascia premium, in crescita del 29% su base annua. Sul fronte mobile, gli smartphone Motorola hanno raggiunto un record di spedizioni trimestrali, con ricavi in crescita a doppia cifra.
La divisione che più incarna la trasformazione del modello di business è il Solutions and Services Group (SSG), che chiude il trimestre a 2,6 miliardi di dollari di ricavi (+19%) e per la prima volta supera, nell’intero anno, la soglia dei 10 miliardi, sempre con una crescita del 19% e un margine operativo sopra il 20%. Il 62% del fatturato deriva da servizi gestiti e progetti, segno di un’offerta sempre meno legata alla singola transazione hardware. È qui che si concentra la proposta di IA per le imprese. La piattaforma Hybrid AI Advantage conta ora oltre sessanta casi d’uso, mentre il modello a consumo TruScale si conferma uno dei principali canali di adozione delle soluzioni di intelligenza artificiale presso i clienti.
Il quadro italiano e l’ambizione dei 100 miliardi

La lettura locale dei numeri arriva da Enza Truzzolillo, amministratore delegato di Lenovo Italia, che colloca i risultati nel contesto di un mercato nazionale ancora eterogeneo ma in evoluzione, con opportunità concentrate nei comparti chiave del Paese: manifattura, servizi, ricerca e pubblica amministrazione. Truzzolillo descrive l’IA come una leva di competitività trasversale, che riguarda allo stesso tempo l’adozione di infrastrutture aziendali e la diffusione di nuovi dispositivi personali capaci di eseguire modelli a bordo.
"La vera sfida oggi non è 'introdurre' l’IA, ma renderla parte del lavoro e della quotidianità: una leva strutturale di crescita, guidata da leadership e metodo", osserva la manager, che richiama il tema del "fare sistema" tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca per accompagnare il passaggio dalle sperimentazioni all’adozione su scala.
Il contesto resta complesso, fra tensioni sulla supply chain e aumento dei costi dei componenti, ma l’insieme dei numeri restituisce un’azienda che ha ricostruito redditività dove l’aveva persa, ovvero sulle infrastrutture, e che ha trovato un secondo motore di crescita nei dispositivi e nei servizi legati all’IA. Su questa base poggia l’obiettivo dichiarato da Yang di portare Lenovo a quota 100 miliardi di dollari, un traguardo che richiederà di mantenere lo slancio attuale per altri due esercizi consecutivi.










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