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Nutanix in Italia, strategia dual vendor e migrazione VMware spingono il mercato

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Market Nutanix in Italia, strategia dual vendor e migrazione VMware spingono il mercato

Per il country manager Albert Zammar la scadenza dei contratti VMware, la modernizzazione delle infrastrutture per l'IA e la carenza di hardware ridefiniscono oggi le scelte degli IT manager italiani

 

Il mercato italiano delle infrastrutture IT sta vivendo una fase di ripensamento. La combinazione di scadenze contrattuali, pressione sui costi e necessità di modernizzare gli stack tecnologici per i carichi di lavoro di intelligenza artificiale sta portando le aziende a valutare con maggiore attenzione una dual vendor strategy. È la lettura che Albert Zammar, country manager Italia di Nutanix, ha condiviso durante il suo primo incontro con la stampa italiana da quando ha assunto la guida della filiale, dedicato a fare il punto sulle priorità di mercato e a contestualizzare gli annunci internazionali presentati al .Next di Chicago.

Nutanix-Next-2026

Al .Next di Chicago, qualche settimana prima, Nutanix aveva delineato un pacchetto di annunci ampio, distribuito su quattro grandi direttrici. Per l'intelligenza artificiale, la nuova Agentic AI Platform per la gestione degli agenti sull'infrastruttura e l'integrazione certificata con MongoDB come database vettoriale per i sistemi di retrieval augmented generation (RAG). Per le applicazioni cloud-native, NKP Metal, la versione di Nutanix Kubernetes Platform che esegue i container direttamente su bare metal. Per dati e storage, la nuova versione di Unified Storage e di DataLens. Per il multicloud, la disponibilità nell'AWS European Sovereign Cloud, il potenziamento della modalità multi-tenant per i service provider e l'alleanza con NetApp per ospitare nativamente ONTAP nello stack. Edge9 era presente all'evento e ne ha dato conto in una serie di approfondimenti dedicati nei giorni successivi. L'incontro con la stampa italiana è servito a tradurre quegli annunci nella prospettiva del mercato locale.

nutanix next 2026

A fare da sfondo c'è l'Enterprise Cloud Index 2026, l'indagine annuale che Nutanix commissiona a Wakefield Research e che quest'anno è stata condotta a novembre 2025 su 1.600 dirigenti IT di quattordici paesi, Italia compresa, tutti in aziende con oltre 500 dipendenti. Due i punti che emergono in cima alla lista delle priorità: la richiesta di cloud sovrano, con una governance dei dati che resti sotto controllo locale, e la difficoltà a gestire i silos organizzativi, che amplificano i rischi legati all'adozione dell'IA. Sono le stesse istanze che Zammar ha visto rispecchiate nelle conversazioni con i clienti italiani.

La domanda di una seconda opzione cresce

Albert_Zammar_Nutanix

Il movimento verso la dual vendor strategy, ha spiegato Zammar, parte dai clienti e non dai vendor, e si appoggia a due ragioni che si rafforzano a vicenda. Da un lato, la revisione delle politiche di pricing degli incumbent e i cambiamenti nella gestione del supporto, che hanno portato molte aziende a sentirsi meno seguite di prima. Dall'altro, e per il country manager è l'elemento più solido, l'esigenza di modernizzare le infrastrutture per ospitare applicazioni a container, agenti IA e database moderni. "Una strategia di pricing può sempre essere negoziata", ha osservato il manager, "quello che non è negoziabile è la volontà di ammodernare le infrastrutture e di dotarsi di piattaforme pronte per i carichi di lavoro del futuro".

La scadenza fissata da Broadcom per la migrazione a VMware Cloud Foundation 9, novembre 2027, sta accelerando la valutazione. Chi non ha agito nelle prime fasi successive all'acquisizione di VMware ha ormai margini ristretti per pianificare, se non una sostituzione completa, almeno un affiancamento. Nutanix ha messo a disposizione servizi professionali gratuiti per accompagnare la migrazione e ridurre l'impatto sulle risorse interne o sui system integrator esterni. La proposta dell'azienda punta a presentarsi come unico fornitore in grado di gestire in modo nativo macchine virtuali, container, database certificati e tiering dei dati all'interno della stessa piattaforma. Un argomento, ha sottolineato il manager, che pesa soprattutto sulle aziende di dimensioni medio-grandi, dove la struttura IT è abbastanza articolata da rendere il lock-in un problema concreto.

Settori più attivi e priorità della filiale italiana

La domanda di alternative non è uniforme su tutti i comparti. I settori più ricettivi si confermano la pubblica amministrazione centrale e locale, sostenuta dal ciclo di investimenti aperto dal PNRR, e quelli regolamentati come banche e assicurazioni, per i quali la sovranità del dato e la capacità di gestire sulla stessa piattaforma informazioni strutturate e non strutturate sono diventati requisiti operativi. Si aggiungono manifattura, servizi e commercio, con la specificità italiana di un mid market dove partner come NetApp, integrato nella piattaforma Nutanix grazie all'accordo annunciato a Chicago, vantano una penetrazione storica. Le imprese di dimensioni più piccole, invece, restano più tiepide, perché su volumi contenuti la diversificazione dei fornitori incide meno sui costi e sul rischio di lock-in.

Sui programmi di rinnovo dell'infrastruttura pesa poi un fattore che il country manager non ha eluso, la carenza di hardware. È un problema che riguarda l'intero settore IT, non solo Nutanix, ma per ora non sta producendo cancellazioni di progetti in Italia. Sono in aumento i tempi di consegna ed è in atto una rivitalizzazione del mercato del ricondizionato, con macchine che fino a poco tempo fa si pianificava di sostituire entro tre o cinque anni e che oggi tornano in produzione. Diversi vendor stanno comunque introducendo liste di priorità e configurazioni standard consegnabili in due o tre settimane, una risposta che Zammar ha letto come segnale di adattamento della filiera ai vincoli di approvvigionamento.

A queste premesse Zammar ha legato tre priorità per la filiale italiana, in continuità con il mandato ricevuto al suo ingresso: crescita, profittabilità e completamento dell'organizzazione. L'anno fiscale in chiusura, ha detto il country manager, "promette bene", con una derivata positiva da consolidare nei prossimi esercizi. Dal punto di vista organizzativo, Nutanix mantiene due filiali in Italia, a Milano e Roma, e un hub di Inside Sales a Barcellona, con una copertura territoriale articolata su cinque aree, Lombardia, nord-est, nord-ovest, centro e sud, alle quali si aggiunge il team dedicato alla pubblica amministrazione centrale basato nella capitale. Una struttura che, ha lasciato intendere il manager, è destinata ad ampliarsi in tutti i reparti per sostenere il trend di crescita atteso nei prossimi esercizi.

1 Commenti
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Rubberick27 Maggio 2026, 12:57 #1
realizzano anche software per end user o è solo da flotte di molti servers ?

esistono alternative nutanix a vmware workstation ? qualcuno le usa?

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