VMware: "alziamo i prezzi perché abbiamo la migliore soluzione esistente"
di Alberto Falchi pubblicata il 27 Agosto 2025, alle 19:43 nel canale Market
Paul Turner, Vice President of products di Broadcom, afferma che, nonostante gli aumenti, i clienti non abbandoneranno VMware né cercheranno altre alternative. Anche perché, a suo dire, la concorrenza è molto indietro
La politica dei prezzi di VMware, che dopo l'acquisizione da parte di Broadcom ha eliminato le licenze perpetue, ha fatto discutere, come abbiamo spiegato più volte. Il problema, infatti, è che così facendo, i prezzi per i clienti sono aumentati, anche di molto.
L'azienda, però, non sembra preoccuparsi delle proteste. Anzi: minimizza, sostenendo che la maggior parte dei clienti è rimasta fedele al prodotto, e continuerà a farlo. Anche perché le alternative non sono all'altezza, secondo Paul Turner, Vice President of products, VMware Cloud Foundation Division di Broadcom. Soprattutto con le ultime novità recentemente annunciate in occasione di VMware Explore 2025. Il rischio che i clienti inizino a guardarsi attorno alla ricerca di alternative è, secondo Turner, bassissimo, se non inesistente.
Le licenze VMware costano troppo? No. Secondo Paul Turner riflettono il valore del prodotto

A VMware Esplore 2025 abbiamo incontrato Paul Turner, col quale abbiamo avuto modo di discutere delle novità introdotte con VMware Cloud Foundation 9, ma anche della scottante questione delle licenze. Molti clienti sono infastiditi, per usare un eufemismo, dai costi, che in alcuni casi sono più che raddoppiati. Ma per Turner questo non è un problema. "Abbiamo recentemente condotto un sondaggio [fra i nostri clienti, NdR] intervistando 1.800 professionisti IT in tutto il mondo. Di questi, il 53% ha dichiarato che intende distribuire le proprie applicazioni nel cloud privato, che significa che il 47% le distribuirà nel cloud pubblico", afferma il dirigente.
Una risposta che gira attorno alla questione, ma poi spiega che i clienti "sceglieranno le migliori soluzioni per la loro piattaforma e pensiamo che VCF lo sia. Può funzionare sui servizi di cloud pubblico, e ci sono molti vantaggi nel poter spostare i carichi di lavoro. L'unica piattaforma al mondo che può funzionare su qualsiasi ambiente cloud e avere piena portabilità è la nostra".
Il punto che sottolinea Turner è che, essendo basata su standard aperti, VCF non lega un cliente a uno specifico hyperscaler, e questo è un vantaggio notevole. "Quando acquisti servizi su AWS, sei legato ad AWS. Quando acquisti servizi Google, sei legato a Google. Noi stiamo costruendo la nostra piattaforma in modo che si possa utilizzare su qualsiasi ambiente applicativo".

Tutto vero, ma rimane il dubbio: per quando VCF sia versatile, basata su standard aperti e aiuti a evitare il lock in con uno specifico hyperscaler, rimane il fatto che il prezzo per le licenze è cresciuto a dismisura. E, in alcuni casi, questo potrebbe spingere alcuni clienti, in particolare le PMI, a rivedere il proprio stack tecnologico, a valutare alternative, come potrebbero essere Nutanix o Proxmox, per esempio. Questo, però, non spaventa Broadcom. "Poteva essere una preoccupazione all'inizio, quando abbiamo effettuato l'acquisizione, ma ora non lo è più", afferma Turner. Aggiungendo che sì, "forse qualche cliente passerà a Proxmox o altro, ma parliamo di piccoli numeri. Vediamo che al momento pochissimi sono passati ad altro, ma abbiamo la migliore piattaforma sul mercato. Il valore che offriamo è unico. Abbiamo la migliore soluzione per il software defined networking, per il software defined storage. Non credo ci siano dei concorrenti al nostro livello".
Insomma: secondo Turner il valore della piattaforma è talmente elevato che l'azienda può tirare dritta ignorando le critiche. Tanto, a suo dire, i clienti non hanno altra scelta, a meno di accontentarsi di prodotti di qualità - secondo lui - molto inferiore. Per il dirigente, i clienti si perdono quando non si porta valore, il prezzo passa in secondo piano. E "se a un cliente serve solo virtualizzazione di base, VMware non è la soluzione più adatta. E comunque si perdono funzionalità preziose, come la virtualizzazione dello storage".
Non è un caso che vSphere sia ormai fuori dai radar dell'azienda. Rimane a catalogo, ma non è quello su cui Broadcom punta. Nemmeno nella versione Enterprise. Tutto ruota attorno a VCF. E se ai clienti non va bene, che si arrangino. Certo, non lo dice esplicitamente, ma il sottotesto è questo. Anche perché, a oggi, sono pochi i clienti che hanno mollato VMware: "i nostri risultati parlano da soli", sostiene.
Siamo certi che effettivamente su un punto abbia totalmente ragione: i clienti sono rimasti, quasi tutti. Ma va sottolineata una cosa: VMware è una soluzione infrastrutturale, non una semplice applicazione da ufficio. Un'azienda, piccola o grande che sia, può passare molto rapidamente da una suite per l'ufficio all'altra, se lo ritiene opportuno. Se si deve mettere mano all'infrastruttura, però, il passaggio richiede tempo. E, inevitabilmente, per un certo periodo si deve fare buon viso a cattivo gioco e accettare le nuove condizioni. Inizialmente.
Ma cosa accadrà fra due o tre anni? La sensazione, condivisa anche da altri colleghi e analisti con i quali ci siamo confrontati durante l'evento, è che più di un cliente VMware, anche di grandi dimensioni, non abbia apprezzato l'approccio molto aggressivo di Broadcom. E in molti si stanno guardando attorno. Sicuramente, a oggi, non c'è paragone: Proxmox forse può andare bene per una PMI, non certo per un'enterprise. Nutanix sta cercando di approfittare del malcontento e di imporsi come alternativa, ma al momento è un'azienda "piccola": 2,4 miliardi di fatturato, contro gli oltre 51 di Broadcom. Riuscirà a competere con un colosso di queste dimensioni? Difficile dirlo, ma la risposta a nostro avviso non è scontata, anche se Turner la vede diversamente.











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28 Commenti
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La loro politica ? Ogni anno il costo dei loro servizi sale da un minimo del 5% ad un massimo del 10%.
In 10 anni che lavoriamo con loro siamo passati da 900 euro al mese a circa 2.100 euro al mese per lo stesso identico servizio..
Anzi.. prima usavano un sistema proprietario che era una bomba e da gennaio ci hanno obbligato a passare su workspace di miocrosoft e abbiamo perso sia informazioni (ma se passo a 2.500 euro al mese tornano …) sia più lento.. il sistema adesso fa in 5 minuti quello che prima faceva in 30 secondi..
L’altra non è da meno.. è monopolista nel mondo e sale del 10% all’anno.. facendo un contratto triennale ci hanno permesso di pagare “solo” l’8% di aumento all’anno per 3 anni con pagamento anticipato (… ci comprano due model 3 con quello che gli pago a questi/ &%$&/$/&&()
Non fanno niente.. come VMware.. si godono il monopolio e spremono un 5% in meno del livello di sopportazione dei clienti..
Fanno benissimo
D'altronde se la gente si lega mani e piedi, prima o poi arriva...
Ed è come la qualità NEGRONI
SI SENTE
no?
(magari un probabile detronizzatore di VMware)
Questo è il motivo per cui cerco di evitare le soluzioni cloud dai miei clienti. Una volta che non si avrà più niente in casa i provider potranno chiedere il prezzo che vogliono, e saremo obbligati ad accettarlo...
Anche la mia, anzi devo ringraziare quelli di Vmware cosi' posso farmi una bella trasferta a Roma di una settimana per definire la migrazione e sfondarmi alla bufala allegra....
D'altronde se la gente si lega mani e piedi, prima o poi arriva...
Ed è come la qualità NEGRONI
SI SENTE
Beh, nel mio caso non ci sono alternative.. sono i proprietari degli indici di riferimento e quindi se vuoi i dati ufficiali devi per forza comprarli da loro.. volente o nolente se ti vuoi distinguere dalla concorrenza devi avere i dati di prima mano e questa gente ne approfitta.. anche ARERA paga come noi per lo stesso servizio..
Si chiama semplicemente monopolio e libero mercato
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