VMware perderà il 35% delle applicazioni che girano sulla sua piattaforma nei prossimi tre anni, secondo Gartner
di Riccardo Robecchi pubblicata il 16 Settembre 2025, alle 13:01 nel canale Market
Le scelte di Broadcom peseranno molto sul futuro utilizzo di VMware da parte delle aziende: secondo Julia Palmer di Gartner, il 35% delle applicazioni che ora girano su VMware verrà spostato su altre piattaforme
Le decisioni relative alla commercializzazione dei prodotti VMware prese negli ultimi due anni da Broadcom hanno finora pagato, con introiti aumentati significativamente, ma potrebbero avere un impatto molto significativo in futuro: secondo Gartner, VMware potrebbe perdere il 35% delle applicazioni che girano sulla sua piattaforma nei prossimi tre anni.
VMware potrebbe perdere il 35% dei workload entro il 2028

Come riporta The Register, la vicepresidente della ricerca per Gartner, Julia Palmer, ha affermato che Broadcom ha recentemente cambiato le proprie licenze per far sì che gli hyperscaler non possano più vendere licenze VMware ai propri clienti; sono questi ultimi a doverle acquistare da Broadcom e usarle poi nel cloud. Ma secondo Palmer, ciò non cambia il risultato finale: gli hyperscaler "sanno che nel tempo convertiranno [i clienti] al 'cloud vero e proprio'."
Proprio questa è una delle ragioni per cui Palmer prevede che VMware perderà il 35% delle applicazioni ospitate sulla sua piattaforma entro il 2028. Tuttavia, l'analista ha anche consigliato di fare attenzione nell'abbandonare VMware, in particolare se si parla di un abbandono completo, perché nessuna delle alternative offre una piattaforma superiore e qualunque migrazione richiede tre o più anni. Secondo Palmer, l'approccio migliore è identificare le applicazioni che possono essere modernizzate e cominciare con quelle: questo approccio può richiedere fino a un anno e, dunque, ha tempistiche significativamente inferiori.
Le alternative esistono e le aziende hanno diverse scelte. La prima è Nutanix, che è grossomodo equivalente, anche se i prezzi non sono inferiori a VMware. Il cloud pubblico è la seconda possibilità, anche se l'IaaS non è indicato per qualunque applicazione e può essere costoso. Azure Local è la terza opzione, anche se ci sono limiti significativi (è possibile operare un cluster fino a 16 nodi), e la scelta successiva è Windows Server con Hyper-V, anche se Microsoft non sembra essere entusiasta della sua stessa piattaforma. Red Hat è l'ultima opzione: anche se Palmer afferma che "è l'unica [piattaforma] che VMware crede essere un concorrente", richiede competenze significative per poter essere implementata e supportata.
La sfida che Broadcom si trova ad affrontare è duplice: da un lato deve mantenere i clienti, dall'altro deve convincerli a usare appieno la sua piattaforma. Nei prossimi tre anni vedremo se la predizione di Palmer si avvererà.











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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoDovrebbe succedere a tutti quelli che hanno applicato aumenti senza motivazione, anzi una c'è: l'ingordigia di denaro
Da utilizzatore, li capisco !
Certo però che "l'oste che consiglia il vino di un'altra cantina fa un po' effetto"...
Detto ciò che VMware cada pure, non lo rimpiangeremo, a monito di tutti quelli che vogliono strozzarsi e strafogarsi nonostante "la panza" ce l'abbiano già bella piena.
Un grande hyperscaler se ne sta andando? Aspetta un momento... che ne dici se ti faccio lo sconto per i prossimi 3 anni di licenze? Solo a te, mi raccomando, non dirlo a nessun altro.
Nel piccolo si veda cosa hanno fatto i geni in Telepass. Ora sono alla caccia di tutti gli ex clienti offrendo loro pacchetti che costano meno di quelli di prima della cazzata fatta di forzare un aumento così indigeribile per quasi tutti.
Perché si sa che un cliente che trova un buon posto da un'altra parte (ovviamente a condizioni migliori) poi non torna più indietro tanto facilmente neanche se ripristini le condizioni di prima. Devi offrirgli qualcosa di meglio, spesso, molto meglio.
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